Triumph guarda al futuro con nuovi test sui carburanti sostenibili nel Campionato mondiale Moto2. Il marchio britannico, fornitore unico di motori nella categoria intermedia, sta già valutando l’uso di carburanti 100% non fossili con l’obiettivo di adeguarsi al regolamento che entrerà in vigore nel 2027 nel campionato mondiale.
Moto2 verso i carburanti sostenibili: Triumph testa benzina 100% non fossile

Tutto è iniziato durante l’avvio del campionato al Gran Premio di Thailandia, primo appuntamento del calendario del Campionato mondiale MotoGP. Al di là di quanto accaduto in pista, il fine settimana è servito anche per continuare a lavorare su uno dei cambiamenti tecnici più rilevanti che il campionato dovrà affrontare nei prossimi anni: la transizione verso carburanti completamente privi di origine fossile. Come tutti sappiamo, l’organizzazione del campionato ha stabilito che a partire dalla stagione 2027 tutti i combustibili utilizzati nelle 3 categorie dovranno essere al 100% non fossili. E, come vi stiamo raccontando, per adattarsi a questo nuovo scenario, Triumph Motorcycles ha avviato un programma specifico di test con il motore a tre cilindri che equipaggia la griglia della Moto2.
Il costruttore britannico ha già fatto un primo passo la scorsa stagione, quando ha effettuato con successo prove di resistenza utilizzando carburanti composti per il 40% da elementi non fossili. Tali test hanno permesso di avanzare nel lavoro di mappatura e ottimizzazione del propulsore, preparando il terreno per una seconda fase più impegnativa. Ora, il passo successivo consiste nel valutare combustibili completamente sostenibili. Durante la stagione in corso, il marchio utilizzerà campioni di carburante 100% non fossile per verificarne il comportamento reale in termini di prestazioni, affidabilità e durata nel contesto impegnativo del campionato.
Come ha spiegato Steve Sargent, direttore di prodotto dell’azienda, “… il programma Moto2 ha permesso di accumulare un’enorme quantità di dati ed esperienza. Durante questi 7 anni di partecipazione al campionato, i motori Triumph hanno percorso più di 1,78 milioni di km in competizione. Questo volume di utilizzo reale consente agli ingegneri di introdurre continui miglioramenti sia in termini di prestazioni che di affidabilità, oltre a fungere da banco di prova ideale per tecnologie che possono essere successivamente trasferite ai modelli di produzione”.
Sargent ha inoltre sottolineato l’impegno del marchio nello sviluppo di soluzioni più sostenibili nel mondo dei motori, soprattutto ora che il campionato sta passando a carburanti completamente privi di origine fossile.

