Febbraio è stato il miglior mese in termini di immatricolazioni dal lontano 2008. Numeri che confermano, una volta di più, quanto i cittadini continuino a credere nella moto e nei veicoli leggeri come soluzione ideale per la mobilità urbana: costi contenuti, efficienza ambientale e tempi di spostamento imbattibili rispetto all’auto.
La categoria L (ciclomotori, scooter, motocicli e quadricicli leggeri) ha registrato 18.987 immatricolazioni a febbraio, con una crescita del 22,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il confronto con febbraio 2025 è influenzato dal passaggio alla normativa Euro 5+, che l’anno scorso ha condizionato le consegne e oggi amplifica il balzo percentuale. Ma il dato chiave è un altro: nella serie storica, questo febbraio è il migliore dal 2008.
Classifica vendite: non solo scooter 125 in vetta
Per la prima volta da anni, la top 10 del mercato non è monopolizzata dagli scooter 125. Il cuore del mercato resta quello, ma qualcosa sta cambiando: le moto vere, soprattutto le trail, iniziano a rosicchiare spazio ai commuter urbani puri.
Modelli protagonisti di febbraio:
- Yamaha NMAX 125
- Voge DS 800 RALLY
- Honda PCX 125
- Zontes 368 G
- Honda SH 125 Scoopy
- Honda ADV 350
- Sym Symphony 125
- Rieju RALLY 307
- Honda Forza 125
- Voge 900 DSX
Il dato più interessante per chi segue il mercato con occhio “da officina” è la performance del marchio asiatico Voge. Il costruttore è riuscito a piazzare l’intera gamma trail tra le cinque moto “non scooter” più vendute del mese, con la DS 800X Rally addirittura in seconda posizione assoluta tra le moto.
Altro nome da tenere d’occhio è Rieju: la nuova Rieju RALLY 307 fa il suo debutto in classifica ed entra direttamente come ottava moto più immatricolata a febbraio. Un segnale chiaro di quanto il segmento adventure e rally-replica stia parlando alla pancia (e al cuore) dei motociclisti europei.
Analisi per segmento: trail e off-road in pieno boom
Il mercato del ciclomotore rimane sostanzialmente stabile, con un lieve incremento dell’1,6%. Gli scooter crescono del 4,7%, sostenuti soprattutto dai principali sotto-segmenti urbani, dove la formula “ruote alte + 125 cc” continua a essere la combinazione vincente per chi si muove tutti i giorni in città.
La motocicletta, però, è la vera protagonista di febbraio: è la categoria che cresce di più, con un impressionante +45,9%. A trainare sono:
- i modelli stradali, in particolare le trail, che schizzano a +112,1%
- il segmento off-road, che fa segnare un clamoroso +122,1%
È la conferma di una tendenza già percepita nelle concessionarie: l’utente cerca una moto versatile, comoda, capace di macinare chilometri su asfalto ma anche di affrontare sterrati e strade bianche. Il tutto con ergonomia rilassata e ciclistica “perdonante”.
Sul fronte elettrico si registrano 755 unità immatricolate, pari a un +7,1% rispetto a un anno fa. Una crescita moderata e disomogenea tra i vari canali di vendita. Il mercato a batteria avanza, ma a un ritmo nettamente inferiore rispetto al resto della categoria L, che corre molto di più.
Cilindrate: domina la fascia media, ma crescono tutte
Nel mondo scooter, la bassa cilindrata (fino a 125 cc) cresce del 5,9%, confermandosi la porta d’ingresso al mondo delle due ruote per chi ha solo la patente B. La cilindrata medio-alta (>125 cc) fa ancora meglio, con un +6,5%: merito di maxi-scooter sempre più completi, comodi e capaci di sostituire l’auto nei tragitti quotidiani e nei trasferimenti extraurbani.
Per le motociclette, la fotografia è ancora più netta:
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Cilindrata bassa (≤125 cc) | Crescita del 26,7%: resta la soglia d’accesso per neofiti e utenti urbani |
| Cilindrata media (125–750 cc) | Incremento del 54,9%: è la fascia più dinamica del mercato |
| Cilindrata alta (>750 cc) | Aumento del 44,3%: conferma il peso delle moto premium e touring |
La fascia media (125–750 cc) è quella che corre di più: +54,9%. Qui vivono le best seller del momento, dalle naked “razionali” alle crossover di media cilindrata, fino alle trail come le già citate Voge e Rieju. Sopra i 750 cc il mercato resta molto sano, con un +44,3% che testimonia come le moto di alta gamma, spesso ricche di elettronica e dotazioni premium, continuino a trovare il loro pubblico.
Anche le piccole fino a 125 cc non restano indietro: +26,7%. Segno che lo zoccolo duro di chi cerca un mezzo economico, agile, guidabile con patente B, è tutt’altro che in esaurimento.
Canali di vendita: privati in crescita, RAB in calo
Analizzando i canali di vendita, il canale privati cresce del 22,7% e continua a rappresentare la fetta principale del mercato. È qui che si misura il polso reale della passione e della necessità di mobilità quotidiana.
Il canale aziende segna un +24,7%, rafforzando il proprio ruolo nella sostituzione delle flotte e negli impieghi professionali: consegne, sharing, servizi di prossimità. La moto e lo scooter, soprattutto nelle grandi città, restano strumenti di lavoro prima ancora che oggetti di svago.
In controtendenza il canale RAB (noleggio a breve termine), che registra un calo del 27,1%. Una flessione che potrebbe essere legata a strategie di rinnovo flotta più prudenti, o a una razionalizzazione dell’offerta da parte degli operatori del noleggio, dopo gli anni di espansione legati alla nuova mobilità post-pandemia.
Geografia delle vendite: Nord e Sud corrono insieme
Sul piano regionale, i numeri raccontano un mercato vivace praticamente ovunque, ma con picchi notevoli in alcune aree:
- Castilla y León: +58,5%
- Navarra: +50%
- Murcia: +41,9%
Catalunya (+37,6%) e Andalucía (+26,4%) combinano alti volumi assoluti con crescite percentuali importanti. Segno che le regioni tradizionalmente più “motociclistiche” stanno vivendo una nuova ondata di domanda, sia urbana che extraurbana.
A livello provinciale spicca invece il caso di Valencia, dove il mercato arretra del 20,2%. Un dato condizionato dagli effetti delle agevolazioni legate alla DANA dell’anno scorso, che avevano anticipato molte sostituzioni di veicoli, drogando in positivo il confronto con il periodo attuale.
Moto elettriche: potenziale frenato dalla politica
Sul fronte elettrico, la posizione del settore è chiara. José María Riaño, segretario generale di ANESDOR, non usa giri di parole: le immatricolazioni di moto elettriche potrebbero crescere molto di più con un impegno più deciso da parte della Pubblica Amministrazione.
Secondo Riaño, con incentivi ben strutturati e un quadro normativo stabile, il potenziale del veicolo leggero elettrico sarebbe “molto superiore” a quello attuale. Oggi, invece, il mercato cresce ma resta frenato da incertezze, burocrazia e da un sostegno economico percepito come insufficiente dagli operatori.
Critiche al Piano Auto+ e alla normativa sulla mobilità
Nel mirino delle associazioni di categoria c’è il Piano Auto+, che “non si sta implementando in modo adeguato”. Le richieste sono precise:
- includere il ciclomotore nel programma di incentivi
- aumentare l’entità degli aiuti per le motociclette, che oggi penalizzano l’accesso a veicoli più sicuri ed efficienti
- eliminare i limiti massimi di prezzo per poter incentivare anche mezzi tecnologicamente più avanzati
Per i microcar, ANESDOR chiede un aumento delle agevolazioni, per evitare la sproporzione esistente rispetto ai bonus riconosciuti alle autovetture di uso analogo.
Sul piano normativo, la critica è altrettanto netta: la Legge sulla Mobilità Sostenibile continua a ignorare la moto, nonostante la mobilità leggera cresca da oltre un decennio e rappresenti una risposta concreta alle esigenze reali dei cittadini. Mentre l’auto domina ancora il dibattito politico, scooter e motocicli stanno già facendo, ogni giorno, il lavoro sporco: ridurre traffico, tempi di percorrenza e consumi in città sempre più congestionate.


