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Nuova Chery KP31: il pick-up ibrido plug-in turbodiesel che punta a insidiare la BYD Shark

Nuova Chery KP31: il pick-up ibrido plug-in turbodiesel che punta a insidiare la BYD Shark

Un ibrido diverso: perché la KP31 è importante

L’elettrificazione sta entrando in ogni angolo del mercato, ma il mondo dei pick-up rimane uno degli ultimi bastioni del motore tradizionale. Chi compra un mezzo da lavoro o da tempo libero “vero” chiede tre cose: coppia, autonomia e robustezza. Gli ibridi, finora, hanno convinto poco in questo segmento, soprattutto quando abbinati a motori a benzina.

In questo scenario Chery ha scelto di andare controcorrente presentando a Sydney la KP31, un concept che unisce due mondi che di solito non si parlano: un 2.5 turbodiesel abbinato a un sistema ibrido plug-in (PHEV). Una ricetta che parla direttamente al cuore dell’utente tradizionale del pick-up e che, per impostazione tecnica e target, è pensata per dare filo da torcere a proposte come la BYD Shark.

Dimensioni e presenza su strada: più Ram 1500 che “medio”

Il primo messaggio della KP31 arriva dalle proporzioni. Secondo quanto riportato da Motor1 Brasile, per ingombri e presenza la nuova Chery è “più vicina a una Ram 1500 o a una Chevrolet Silverado che a una Dakota o a una Chevrolet S10”. Non è un dettaglio: significa che il concept si posiziona nella fascia in cui contano tanto il carico e la capacità di traino quanto l’impatto estetico.

Le misure confermano questa lettura:

Dettaglio Descrizione
Lunghezza 5.610 mm (ipotizzati 5.450 mm per il modello di serie)
Larghezza 1.920 mm
Altezza 1.925 mm
Segmento Pick-up di taglia grande, orientato a carico e presenza

Chery ha lasciato intendere alla stampa australiana che la versione di produzione potrebbe accorciare la lunghezza a circa 5.450 mm. Un ritocco non banale, che indica come il costruttore stia ancora calibrando il compromesso tra usabilità quotidiana (maneggevolezza in città, parcheggi, rampe) e immagine da “full size”.

Architettura e packaging: batterie dietro, scelte da 4×4 “vero”

Oltre alle proporzioni, il “design” della KP31 va letto anche come impostazione tecnica complessiva. Chery ha scelto di collocare pacco batterie e motore elettrico sull’asse posteriore. È una scelta che ha impatto su:

  • distribuzione dei pesi e comportamento dinamico, soprattutto a vuoto e in fuoristrada
  • architettura del sistema di trazione integrale
  • sfruttamento dello spazio per cassone e organi meccanici

Non è solo un esercizio di stile, ma una base tecnica che potrà fare la differenza nella versione definitiva, soprattutto per chi utilizza il pick-up anche lontano dall’asfalto.

Motore turbodiesel + PHEV: la formula che mancava

Sotto il cofano c’è la vera notizia. La KP31 abbina un 2.5 turbodiesel a un sistema ibrido plug-in ricaricabile alla presa. In un mercato in cui i pochi pick-up elettrificati sono quasi tutti legati a motori a benzina, Chery sceglie di parlare la lingua del cliente storico del segmento: il gasolio.

Il dato più interessante riguarda l’efficienza termica del 2.5: dichiarata al 47%. Per un turbodiesel di questo tipo è un valore molto positivo, che lascia intuire un lavoro profondo su combustione, rapporto di compressione e gestione termica. In pratica, più energia trasformata in spinta, meno in calore sprecato.

L’obiettivo dichiarato è altrettanto chiaro: garantire un’autonomia superiore sia rispetto ai modelli solo elettrici, sia rispetto ai pick-up esclusivamente a combustione. È un messaggio che va dritto a due timori tipici dell’utente di pick-up:

  • il raggio d’azione reale quando si viaggia carichi, si traina o si percorrono lunghe distanze
  • il costo e il tempo necessari per rifornire o ricaricare

Trazione integrale elettrificata: niente “mild hybrid” di facciata

La KP31 è pensata con trazione integrale, con il motore elettrico dedicato all’asse posteriore. L’aspettativa è che questa configurazione venga mantenuta anche sul modello di serie.

Questo significa che non siamo di fronte al classico “mild hybrid” da marketing, che si limita ad aiutare il motore termico nei consumi. Qui l’architettura punta a:

  • aumentare la capacità di trazione su fondi difficili
  • migliorare la risposta in partenza e in fuoristrada grazie alla coppia immediata dell’elettrico
  • offrire una vera modalità 4×4 elettrificata, utile anche in silenzio e a emissioni locali zero su brevi tratti

Per un pick-up che vuole parlare al pubblico di Hilux, Ranger e S10, è un messaggio tecnico molto preciso.

Prezzo e posizionamento: la variabile che può cambiare tutto

Sul fronte prezzo, per ora, silenzio totale. Nessuna fascia indicativa, nessun target dichiarato. Un’assenza che permette due letture:

Da un lato conferma che la KP31 è ancora in piena fase “concept”: Chery sta rifinendo dimensioni, packaging e probabilmente anche la taratura del powertrain. Parlare di listino oggi sarebbe prematuro.

Dall’altro, è chiaro che il prezzo finale sarà la chiave per capire se l’abbinata PHEV + diesel potrà diventare una soluzione di massa o resterà un prodotto di nicchia. Soprattutto in mercati estremamente sensibili al rapporto prezzo/robustezza come quelli sudamericani.

Target: conquistare il cliente delle pick-up “storiche”

L’obiettivo commerciale sembra definito. In mercati come il Brasile, dove il segmento dei pick-up è enorme ma il compratore rimane tradizionalista e continua a scegliere da anni Toyota Hilux, Chevrolet S10 e Ford Ranger, la motorizzazione turbodiesel è un passaggio obbligato per “pescare” quel pubblico.

È proprio qui che la KP31 può mettere in difficoltà una rivale come la BYD Shark, che pur essendo un riferimento tra le ibride plug-in, non ha ancora sfondato nel cuore di chi da sempre associa il pick-up al gasolio.

Strategia globale: non solo KP31, ma una famiglia di pick-up

Secondo quanto riportato da Motor1, il nuovo turbodiesel non sarebbe un’esclusiva della KP31. Lo stesso motore dovrebbe equipaggiare anche la Himla, presentata da CAOA Chery in vista del Salone 2025, e diventare il perno di un’offensiva di pick-up destinata a:

  • Medio Oriente
  • America Latina
  • alcuni mercati europei

Se questa strategia verrà confermata, il prezzo della KP31 non determinerà solo la sua competitività diretta, ma anche:

  • i volumi potenziali dell’intera gamma pick-up Chery
  • la velocità di espansione regionale del marchio
  • la percezione del diesel ibrido plug-in come alternativa concreta ai tradizionali turbodiesel “puri”

La KP31, oggi, è ancora un concept. Ma la scelta di un PHEV turbodiesel, la taglia importante e il chiaro riferimento al cliente tradizionale dei pick-up indicano una direzione precisa: portare l’elettrificazione nel segmento più difficile, parlando la lingua di chi non è disposto a rinunciare a coppia, autonomia e sostanza meccanica.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.