Vai al contenuto

Hiro BBM: la moto elettrica basca che sfida l’industria con ricarica all’80% in 15 minuti

Una elettrica che parla la lingua dei motociclisti

Il mercato delle moto elettriche da anni promette di essere pronto a giocarsela alla pari con la combustione. Nei fatti, però, pesi esagerati, tempi di ricarica infiniti e prezzi poco digeribili rispetto a una buona moto termica hanno frenato la rivoluzione.

Dalla zona di Bilbao potrebbe arrivare una scossa vera. Si chiama Hiro ed è il primo modello di BBM, Barras Brothers Motorcycles. Dietro il marchio ci sono Guillaume e Benoit Barras, due fratelli con una lunga storia nella trasformazione di moto, che hanno deciso di fare il salto: dal custom artigianale a una piattaforma industriale sviluppata nei Paesi Baschi.

Su questa base nasceranno quattro varianti:

Roadster, Streetfighter, Café Racer e Scrambler. Una famiglia completa, pensata per coprire quasi tutte le declinazioni della naked moderna, ma a zero emissioni allo scarico.

Batteria da 12,96 kWh e la cifra che conta: 15 minuti

Il dato che fa davvero rumore è quello della ricarica rapida. La Hiro lavora con un sistema a 360 volt e una batteria da 12,96 kWh. Secondo BBM, collegata a una colonnina fast adeguata è in grado di ricaricare l’80% in 15 minuti.

Tradotto in utilizzo reale, la casa parla di circa 100 km di autonomia recuperati in appena nove minuti di ricarica. È il tipo di valore che cambia la percezione della moto elettrica: la sosta diventa una pausa caffè allungata, non un pranzo forzato.

La batteria utilizza celle agli ioni di litio, alloggiate in un guscio di alluminio centrale per ottimizzare il baricentro e il bilanciamento dei pesi. L’autonomia dichiarata varia tra 170 e 225 km, a seconda dello stile di guida e dell’uso della frenata rigenerativa in ambiente urbano. Non è un record assoluto, ma è una soglia più che sufficiente per l’uso quotidiano e per una gita fuori porta, con il vantaggio di una ricarica davvero rapida fino all’80%.

Prestazioni: 94 CV, 150 Nm e A2 compatibile

Sul fronte delle prestazioni, la Hiro non gioca al ribasso. Il motore elettrico eroga fino a 70 kW, pari a 94 CV, con una coppia massima di 150 Nm. L’accelerazione dichiarata è 0–100 km/h in 3,5 secondi, con velocità massima limitata elettronicamente a 190 km/h.

Come su ogni elettrica, niente cambio e niente frizione: la trasmissione è diretta, con l’erogazione gestita da diversi riding mode selezionabili tramite schermo TFT e app dedicata. La personalizzazione passa anche dalla risposta del motore e dalla frenata rigenerativa.

La chiave normativa sta nella potenza continua: 35 kW. Questo consente di guidare la Hiro con patente A2, pur avendo picchi di potenza e accelerazione degni di una maxi. È la stessa strategia vista su altre elettriche prestazionali: rispettare i limiti del patentino intermedio, offrendo comunque numeri da vera sportiva.

Ciclistica da moto “vera”, non da prototipo elettrico

BBM non ha lesinato sulla parte telaistica. Il telaio è un multitubolare in acciaio al cromo-molibdeno, con telaietto posteriore imbullonato e forcellone in alluminio. Il motore è montato in posizione coassiale al perno del forcellone: una soluzione raffinata che mantiene costante la tensione della catena durante l’escursione della sospensione e concentra le masse verso il centro della moto.

Il peso dichiarato è di 200 kg in ordine di marcia, con altezza sella a 790 mm. Non è una piuma, ma per una elettrica di questa categoria è un valore competitivo, soprattutto se rapportato alle prestazioni.

I componenti confermano l’impostazione da moto per motociclisti:

  • Freni Brembo con doppio disco anteriore
  • Cerchi a raggi Excel
  • Pneumatici Michelin 120/70 ZR17 davanti e 180/55 ZR17 dietro (finalmente una elettrica con una 180 posteriore “vera”)
  • Forcella anteriore a steli rovesciati
  • Ammortizzatore posteriore in collegamento diretto

Controllo di trazione e frenata rigenerativa sono regolabili e persino disinseribili, per chi vuole il massimo controllo “meccanico” del mezzo.

Manutenzione ridotta all’osso

Uno dei grandi argomenti a favore dell’elettrico è la semplificazione della manutenzione. Niente cambi olio, niente registri valvole, niente filtri aria o benzina. Sulla Hiro il piano di cura ordinaria si riduce, in sostanza, ai consumabili:

Dettaglio Descrizione
Motore e batteria Nessun tagliando tradizionale, controlli periodici diagnostici
Lubrificanti Solo liquidi freni e, se presente, circuito di raffreddamento
Trasmissione finale Controllo e registrazione catena come su una termica
Pneumatici Usura e sostituzione in base a stile di guida e percorrenza
Freni Pastiglie e dischi, con usura ridotta grazie alla rigenerativa

Per chi macina chilometri tutto l’anno, la prospettiva di una moto ad alte prestazioni con costi di gestione contenuti è un plus concreto, non uno slogan.

Prezzo e sfida industriale

Le prime consegne sono previste per luglio 2026, con un prezzo annunciato di 16.900 euro. Non è una cifra popolare, ma nemmeno fuori scala se si considerano:

  • livello della componentistica
  • tecnologia di ricarica rapida
  • prestazioni in linea con naked termiche di alta gamma

La vera variabile non è tanto la scheda tecnica, quanto la capacità di una realtà piccola come BBM di industrializzare il progetto, rispettare i tempi e garantire assistenza e aggiornamenti nel medio periodo.

Se i fratelli Barras riusciranno a portare sul mercato la Hiro così come è stata presentata sulla carta, il segmento delle elettriche potrebbe finalmente avere una moto che parla il linguaggio di chi guida davvero: prestazioni, ciclistica seria e tempi di ricarica compatibili con la vita reale.

Condividi sui social
Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.