Dal Turismo Carretera al mondiale endurance
Dopo la nascita del Torino di Nuova Generazione per il Turismo Carretera, vettura sviluppata ad hoc per le piste ma priva di un corrispettivo stradale di serie, il marchio torna a far parlare di sé con un progetto ancora più ambizioso. Lo studio di design Division Creative Lab sta lavorando su come potrebbe presentarsi un Torino conforme al regolamento LMGT3 del FIA WEC, lanciando l’idea – tutt’altro che banale – di un ritorno argentino a Le Mans.
L’obiettivo è chiaro: trasformare il Torino, oggi protagonista nelle divisioni minori e maggiori dell’ACTC, in un’arma per le gare di durata di livello mondiale, senza perdere l’identità stilistica e tecnica che lo ha reso un’icona nazionale.
Progetto LMGT3: regolamenti FIA e DNA Nürburgring
Concluso lo sviluppo del Torino NG per il TC, Division Creative Lab ha puntato a un programma di respiro internazionale, seguendo in modo rigoroso la normativa FIA LMGT3. Il concept non si limita a “vestire” un’auto esistente, ma nasce su standard tecnici ispirati alle esigenze estreme del Nürburgring, banco prova naturale per ogni GT che ambisca a correre 24 ore.
Questo significa:
- aerodinamica efficiente anche su stint molto lunghi
- gestione termica curata per motore, freni e abitacolo
- robustezza strutturale e facilità di intervento in caso di contatto o riparazioni rapide
Il Torino LMGT3 viene quindi ripensato come piattaforma da endurance, capace di reggere ore di sollecitazioni senza tradire chi lo guida.
Carrozzeria modulare e aerodinamica da endurance
Uno dei punti chiave del progetto è la trasformazione della carrozzeria in un insieme modulare, studiato per le tipiche esigenze delle gare di durata. I pannelli esterni sono concepiti per essere sostituiti con rapidità in pit lane, riducendo al minimo il tempo perso in caso di danni.
L’aerodinamica viene sviluppata con un occhio ai lunghi stint, dove la costanza di rendimento e la stabilità ad alta velocità contano quanto il picco di carico. Non si cerca solo il massimo grip sul giro secco, ma un equilibrio che permetta al pilota di spingere forte anche dopo ore di guida, con serbatoio variabile e pneumatici usurati.
Parallelamente, sono stati studiati i flussi d’aria per migliorare il raffreddamento di motore, freni e abitacolo, fondamentali quando la vettura resta in pista per turni prolungati, spesso in condizioni climatiche variabili.
Pit stop, affidabilità e manutenzione rapida
Pensando alle 24 ore, Division Creative Lab ha considerato fin dall’inizio le procedure di sosta ai box. L’accessibilità ai componenti soggetti a usura o sostituzione è stata ottimizzata, così come la disposizione di elementi meccanici ed elettronici per permettere interventi rapidi e sicuri.
L’affidabilità diventa un parametro progettuale al pari delle prestazioni: ogni componente chiave viene immaginato per resistere a cicli termici e meccanici prolungati, con la possibilità di essere rimpiazzato in tempi contenuti nel caso di guasto.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Carrozzeria | Modulare, pannelli sostituibili rapidamente in pit lane |
| Aerodinamica | Ottimizzata per stint lunghi e stabilità ad alta velocità |
| Raffreddamento | Flussi d’aria dedicati a motore, freni e abitacolo |
| Pit stop | Accesso facilitato a componenti critici per interventi rapidi |
| Affidabilità | Componenti progettati per gare di durata di livello WEC |
Dal tetto alla coda: le differenze con il Torino TC
Rispetto al Torino sviluppato per il Turismo Carretera, le differenze tecniche e stilistiche sono sostanziali. Nel TC, il regolamento porta a utilizzare tetti derivati da Dodge Challenger; sul Torino LMGT3, invece, viene adottato un tetto di Toyota Corolla, scelta che consente di preservare con maggiore fedeltà la silhouette storica del modello.
Sul frontale compaiono nuove prese d’aria inferiori, fondamentali per l’alimentazione e il raffreddamento, abbinate a uno splitter dedicato che genera carico sull’avantreno e stabilizza l’ingresso in curva. Nei passaruota sono ricavate feritoie di sfogo per l’aria calda e la pressione generata nei pozzetti ruota, elemento tipico delle GT moderne per ridurre il lift e migliorare l’efficienza aerodinamica.
La coda viene completamente rivista: la carreggiata posteriore è stata allargata per ospitare pneumatici più generosi e un pacchetto sospensioni adeguato al grip richiesto in LMGT3. Il diffusore posteriore lavora in sinergia con un alettone monoplano sostenuto da due supporti centrali, soluzione pulita e funzionale che garantisce stabilità senza snaturare la linea del Torino.
Un sogno argentino per Le Mans
Per ora il Torino LMGT3 di Division Creative Lab resta un progetto, un sogno ben disegnato ma non ancora trasformato in vettura reale. Eppure, la sola idea di vedere di nuovo un’auto sfidare Le Mans ha un peso simbolico enorme per l’automobilismo del Paese.
Se questo concept dovesse trovare partner tecnici e sportivi in grado di portarlo in pista, rappresenterebbe una nuova “missione nazionale” all’estero, nel solco delle grandi avventure che hanno segnato la storia del Torino e della passione per le corse di durata.



