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Test MotoGP Buriram 2026: Bezzecchi chiude al comando, Márquez, Martín e Acosta sotto la lente

Test MotoGP Buriram 2026: Bezzecchi chiude al comando, Márquez, Martín e Acosta sotto la lente

Fine della pre‑stagione MotoGP in Thailandia

La MotoGP archivia a Buriram l’ultimo test pre‑stagione 2026. Sul caldo asfalto del Chang International Circuit, con 36 °C nell’aria e quasi 50 °C sulla pista, i team hanno consumato l’ultima occasione per rifinire pacchetti tecnici e gerarchie prima del GP di Thailandia che aprirà il Mondiale il prossimo weekend.

La giornata conclusiva ha confermato un quadro estremamente compatto, con Aprilia e Ducati protagoniste, Honda in timida risalita e Yamaha ancora in grande affanno.

Bezzecchi detta il passo: il riferimento di Buriram

Marco Bezzecchi chiude i test thailandesi con il miglior tempo assoluto dell’ultima giornata: 1:28.668. È il primo nel pomeriggio a scendere sotto il muro dell’1:29, migliorando di due decimi il riferimento segnato da Marc Márquez nella sessione mattutina.

Il lavoro dell’italiano è stato sostanzioso: long run, comparazioni di assetto e, nel finale, time attack secco che lo ha messo davanti a tutti. Il feeling con la moto, soprattutto in inserimento e fase di trazione, sembra già da gara.

Ogura sorprende, Di Giannantonio e Morbidelli in evidenza

La vera sorpresa del pomeriggio è Ai Ogura. Il giapponese del team Trackhouse stampa un 1:28.765, a un solo decimo da Bezzecchi, confermando una crescita costante sulla distanza dei test. È spesso nelle prime posizioni e regge bene anche sui run più lunghi: non è più solo “promessa”, ma un fattore concreto in top class.

Fabio Di Giannantonio firma per qualche minuto il miglior crono della sessione pomeridiana con 1:29.173, oltre quattro decimi più veloce di Bezzecchi in quel momento e comunque vicino ai riferimenti della mattina, segnale che la base tecnica è solida.

Franco Morbidelli trova un acuto importante: 1:29.854, appena un millesimo più rapido del tempo di Marc Márquez di riferimento a metà giornata. Un lampo che conferma come, sul giro secco, l’italiano abbia ancora qualcosa da dire se messo nelle condizioni giuste.

Marc Márquez: velocità, caduta e stop anticipato

Marc Márquez ha dominato la sessione mattutina e resta uno dei riferimenti assoluti di Buriram. Nonostante i postumi di problemi intestinali del giorno precedente, il nove volte iridato ha messo insieme 45 giri al mattino, lavorando su:

  • simulazioni di gara con stint lunghi
  • comparazione di soluzioni aerodinamiche
  • affinamento dell’elettronica in trazione

Nella sessione pomeridiana è salito progressivamente:

  • primo run cronometrato: 1:30.091 e quarta posizione
  • poi 1:29.940 per salire terzo, nella stessa decima di Ogura
  • quindi 1:29.855, che lo porta a meno di tre decimi da Bezzecchi

Durante una simulazione gara, all’ottavo giro dello stint, Márquez cade alla curva 3 con la Ducati Lenovo. È la terza scivolata in questi test, tutte senza conseguenze fisiche, ma abbastanza perché il team decida di chiudere qui la sua pre‑stagione. Il ritmo mostrato, però, è da protagonista assoluto già dal primo GP.

Jorge Martín: finalmente in sella all’Aprilia

Jorge Martín, dopo aver saltato parte della pre‑stagione, è finalmente operativo a Buriram sulla Aprilia. Nel pomeriggio completa una ventina di giri, entrando provvisoriamente in top‑10, a sei decimi dal compagno di squadra Bezzecchi.

Il madrileno lavora soprattutto su ergonomia, posizione in sella e prima base di set‑up, senza cercare il time attack estremo. Le sensazioni interne al box sono positive: la moto gli permette di sfruttare la sua guida aggressiva in ingresso curva, ma serviranno ancora chilometri per essere davvero al limite.

Pedro Acosta e KTM: lavoro di sostanza

Pedro Acosta esce dal box KTM nel pomeriggio per uno degli ultimi run di una pre‑stagione molto intensa. Il rookie lavora su:

  • gestione gomma a serbatoio pieno
  • risposta del motore in uscita di curva
  • adattamento all’elettronica in modalità gara

Non cerca il giro “da copertina”, ma il passo è già di alto livello e, soprattutto, costante. KTM lavora in parallelo su aggiornamenti aerodinamici, con nuove appendici provate anche da Maverick Viñales nella sessione mattutina.

Honda: Mir salva l’onore, Rins in costruzione

Joan Mir chiude sesto a pochi minuti dal termine, risultando la migliore Honda di giornata e l’unico pilota HRC in top‑10. Il campione 2020 porta a casa un tempo che, al netto del potenziale ancora da sbloccare, dà almeno un riferimento concreto al reparto corse giapponese.

Alex Rins alterna run brevi e qualche stint più lungo, entrando in pista nel vivo del pomeriggio quando l’asfalto è al picco termico. Il lavoro è ancora di base: la Honda resta lontana dai tempi di riferimento, ma i feedback di Mir e Rins indicano una moto meno critica in ingresso curva rispetto al recente passato.

Yamaha e Quartararo: frustrazione crescente

Fabio Quartararo rompe il silenzio iniziale del pomeriggio ed è uno dei primi a girare, ma i numeri restano impietosi: nella sessione mattutina, le quattro Yamaha chiudono tutte nelle ultime sei posizioni. Il francese appare sempre più frustrato da una M1 che non gli dà né velocità di punta né stabilità in frenata.

Yamaha ha portato aggiornamenti aerodinamici e di motore, ma il salto non è sufficiente. La sensazione, a porte chiuse, è che il margine per lottare stabilmente con Ducati e Aprilia non sia ancora alla portata, e le incognite sul futuro di Quartararo restano apertissime.

Bagnaia e il mercato: nessun veto, futuro verso Aprilia

Pecco Bagnaia lavora sottotraccia a Buriram, alternando uscite nella calura pomeridiana con run brevi di comparazione. Solo l’Aprilia riesce a scendere sotto l’1:30 nella parte iniziale della sessione, mentre il campione in carica resta più alto nei tempi, concentrato sul passo.

Sul fronte mercato, non c’è alcun “veto” ufficiale che lo blocchi: tutto indica che Bagnaia lascerà la struttura ufficiale Ducati per fare spazio definitivo ad Acosta, con una trattativa avanzata in direzione Noale. L’ipotesi di un suo approdo in Aprilia è sempre più concreta.

Alex Márquez: velocità, caduta e futuro da definire

Alex Márquez apre la sessione pomeridiana: primo a uscire dal box, dopo il quarto tempo del mattino, a poco più di un decimo dal fratello Marc. La sua prima tornata lanciata è un 1:31.313, volutamente prudente, poi abbassa il crono fino a 1:31.137 su un primo stint di sei giri.

Nel corso della sessione, però, cade alla curva 9, generando una bandiera rossa. Il pilota Gresini sta bene, ma l’episodio interrompe il ritmo di molti. Sullo sfondo, il suo futuro resta da definire: lo stesso Alex ha ammesso che “ci sono dettagli da chiudere” sul fronte contrattuale.

Bandiera rossa e problemi di pista

Come già accaduto nel giorno precedente, la sessione pomeridiana viene interrotta da una bandiera rossa per condizioni di pista non ottimali. Solo Johann Zarco, Michele Pirro e Jack Miller tornano in pista immediatamente dopo la ripartenza, senza però migliorare i propri riferimenti.

Poco dopo la riapertura del pit‑lane, Maverick Viñales si ferma sul rettilineo dopo curva 1, segnalato dal live timing, a conferma di una giornata ricca di piccoli contrattempi tecnici e interruzioni.

Chilometri e lavoro di squadra: chi ha girato di più

Sul fronte del lavoro complessivo, spiccano i fratelli Márquez:

  • Marc: 45 giri al mattino
  • Alex: 44 giri
  • Ai Ogura: 43 giri
  • Franco Morbidelli: 42 giri
  • Johann Zarco: 41 giri
  • Jack Miller: oltre 40 giri

Sono loro i veri “stakanovisti” di Buriram, con un volume di dati che sarà oro puro per gli ingegneri in vista del primo weekend di gara.

Novedità aerodinamiche: il dettaglio che fa la differenza

Quasi tutte le strutture hanno portato a Buriram aggiornamenti aerodinamici: nuove ali, convogliatori rivisti e soluzioni di downforce più aggressive. Aprilia e Ducati restano i riferimenti, ma anche KTM e Honda hanno mostrato configurazioni inedite.

L’obiettivo è duplice: aumentare la stabilità in frenata e la trazione in uscita, riducendo al contempo il wheelie nei rettilinei. In un tracciato stop‑and‑go come Buriram, ogni dettaglio di carico aerodinamico si traduce in decimi.

Fermín Aldeguer assente, Martin ritrova il sorriso

Unico grande assente a Buriram è Fermín Aldeguer, ancora in recupero dalla frattura del femore rimediata in allenamento. Lo spagnolo salterà anche i primi weekend di gara, complicando il suo debutto in top class.

Jorge Martín, al contrario, “ritrova il sorriso”: dopo lo stop forzato, può finalmente lavorare sulla nuova moto. Il feeling immediato con l’Aprilia lascia intendere che, una volta al 100% fisicamente e tecnicamente, sarà uno dei protagonisti annunciati della stagione.

Programma dei test e gestione delle sessioni

I test di Buriram sono stati strutturati in due sessioni giornaliere:

Dettaglio Descrizione
Sessione mattutina 3:30 – 7:00 (ora italiana) – focus su set‑up base e simulazioni gara
Sessione pomeridiana 7:20 – 12:00 (ora italiana, con ritardi e riduzioni orarie)
Ultimo giorno Pit‑lane aperta con leggeri slittamenti; chiusura anticipata alle 11:30
Interruzioni Bandiera rossa per condizioni di pista e cadute (Alex e Marc Márquez)
Condizioni meteo Circa 36 °C aria, asfalto fino a 50 °C: gestione gomme cruciale

La gestione dei tempi, con pause pranzo allungate e ritardi di apertura del pit‑lane, ha compresso parte del lavoro pomeridiano, costringendo i team a concentrare simulazioni gara e time attack negli ultimi 90 minuti.

Verso il GP di Thailandia: gerarchie provvisorie

Con la bandiera a scacchi calata sull’ultima giornata di test, il quadro in vista del GP d’apertura a Buriram è chiaro, almeno sulla carta:

  • Ducati e Aprilia sono il riferimento sul giro secco e sul passo
  • KTM, con Acosta e Viñales, è la principale outsider
  • Honda mostra segnali di vita grazie a Mir, ma resta lontana
  • Yamaha e Quartararo sono la grande incognita negativa

La pre‑stagione finisce qui, ma le risposte definitive arriveranno solo tra pochi giorni, quando le stesse moto torneranno in pista a Buriram non più per test, ma per i primi punti iridati del Mondiale 2026.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.