La stagione 2026 della MotoGP si apre in Thailandia e non manca subito il primo episodio disciplinare. A finire nel mirino dei Commissari è Michele Pirro, collaudatore Ducati e sostituto del fermo per infortunio Fermín Aldeguer, penalizzato di tre posizioni sulla griglia della gara lunga di domenica.
L’episodio con Álex Márquez alla curva 10
Il momento chiave arriva negli ultimi minuti della Pratica del mattino a Buriram, quando tutti spingono per strappare un tempo da accesso diretto alla Q2.
Álex Márquez è lanciato in un giro veloce, con il cronometro che conta ogni millesimo, quando alla curva 10 si trova davanti Pirro che procede a ritmo ridotto e, soprattutto, in piena traiettoria. Il #73 di Cervera è costretto a rinunciare al proprio giro, perdendo un riferimento cronometrico importante in una fase delicatissima della sessione.
Nonostante tutto, Márquez riuscirà comunque a rientrare in Top 10, ma l’episodio non sfugge alla Direzione Gara, che apre un’indagine sulla condotta del pilota Ducati.
La motivazione ufficiale della penalità
A fine giornata, il collegio dei Commissari, guidato da Simon Crafar, pubblica il comunicato che chiarisce l’origine della sanzione. Viene richiamato l’articolo 3.8 del Regolamento del Mondiale FIM di Motociclismo, che disciplina il comportamento dei piloti in pista durante le sessioni.
Secondo la ricostruzione ufficiale, Michele Pirro è stato sorpreso a procedere lentamente sulla linea ideale, ostacolando Álex Márquez (moto #73) in curva 10 durante la Pratica del Gran Premio di Thailandia. L’episodio viene classificato come infrazione MGP-SR4: guida lenta in pista negli ultimi 20 minuti della sessione, con disturbo diretto a un altro pilota e impatto sulla sua possibilità di accedere alla Q2.
Per questo tipo di violazione, e trattandosi della prima infrazione della stagione, la sanzione ritenuta adeguata dai Commissari è di tre posizioni in griglia nella gara lunga.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Pilota sanzionato | Michele Pirro (Ducati, sostituto di Fermín Aldeguer) |
| Sessione | Pratica GP Thailandia 2026 |
| Curva interessata | Curva 10, circuito di Buriram |
| Infrazione | MGP-SR4 – guida lenta in traiettoria negli ultimi 20 minuti |
| Penalità | Retrocessione di 3 posizioni in griglia nella gara lunga |
Diritto di appello e cauzione economica
Come da procedura, ai Commissari non sfugge nemmeno l’aspetto formale. A Pirro viene ricordato il diritto di presentare appello alla Corte d’Appello FIM entro 60 minuti dalla notifica della penalità.
L’eventuale ricorso deve però essere accompagnato da un deposito cauzionale di 1.320 euro. Una cifra non irrilevante, soprattutto se si considera il contesto: il collaudatore Ducati aveva chiuso la sessione in ultima posizione, con ben poche ambizioni di griglia tali da giustificare un investimento del genere per guadagnare tre caselle al via.
Alla luce della prestazione, appare difficile immaginare che il team decida di percorrere la strada dell’appello.
Il ruolo di Pirro nel progetto Ducati GP25
Michele Pirro è arrivato a Buriram dopo aver già girato sulla GP25 di Aldeguer nei test di cinque giorni prima, sempre in Thailandia. Il suo compito è chiaro: garantire continuità di sviluppo alla nuova Ducati e tappare il buco lasciato dall’infortunio del giovane murciano, alle prese con il recupero dalla frattura alla tibia.
Il programma del collaudatore a Buriram prevede la partecipazione alla qualifica e alla Sprint del sabato, oltre ovviamente alla gara lunga di domenica, sulla quale ora pesano le tre posizioni di arretramento in griglia.
L’obiettivo di Ducati rimane quello di traghettare senza scosse il pacchetto tecnico e sportivo fino al rientro di Aldeguer, atteso per il prossimo Gran Premio del Brasile, in calendario tra tre settimane. Di certo, nessuno a Borgo Panigale si aspettava che il weekend thailandese del proprio tester si aprisse con la prima penalità della stagione 2026.

