Il bilancio del debutto ufficiale Mercedes nel TC
Horacio Soljan, patron del Maquin Parts Racing, ha tracciato un’analisi lucida e senza sconti sul ritorno ufficiale di Mercedes-Benz nel Turismo Carretera. Dopo l’apertura del campionato 2026 a El Calafate, il team ha potuto finalmente misurare in pista il potenziale reale delle nuove Mercedes CLE 53 AMG affidate a Diego Azar e Otto Fritzler.
“Il bilancio è positivo perché siamo riusciti a portare in pista entrambe le auto e a confrontarle con i rivali. In un test sei da solo e non hai riferimenti reali. Solo ora abbiamo potuto vedere il vero potenziale”, ha spiegato Soljan, con il tono di chi sa che il difficile, in realtà, comincia adesso.
Azar e Fritzler: cosa ha detto davvero la pista
Sul veloce tracciato patagonico, il miglior alfiere della Stella è stato Diego Azar: 20° in qualifica, a 0”674 dalla pole di Nicolás Moscardini, e 13° al traguardo nella Finale. Una prestazione che, letta nel contesto di un debutto totale, vale più di quanto dica il crono.
“Diego ha chiuso con una buona qualifica e ha dimostrato di avere il passo per entrare nei primi 10”, ha sottolineato Soljan. La CLE 53 AMG di Azar, pur ancora acerba, ha mostrato una base telaistica sana e una guidabilità che permette al pilota di spingere con una certa fiducia.
Decisamente più complicato il weekend di Otto Fritzler. La sua sessione di qualifica è stata pesantemente condizionata da una bandiera rossa dovuta a problemi di cronometraggio: 30° tempo e gara tutta in salita, conclusa al 29° posto con la vettura molto danneggiata.
“Otto aveva un potenziale simile a quello di Diego, ma la bandiera rossa ci ha tolto la possibilità di vedere la sua posizione reale. Ha dovuto partire 30° e su una pista come questa è difficilissimo rimontare. In più, un contatto con un rivale gli ha distrutto la macchina: posteriore e anteriore danneggiati, visibilità compromessa e il motore che ha iniziato a calare di rendimento”, ha raccontato il team principal.
Perché si parla di ritorno e non di debutto Mercedes
Non è un vero “debutto” Mercedes nel Turismo Carretera. È un ritorno che affonda le radici nella storia stessa della categoria. Bisogna risalire al 1937, l’anno considerato come il primo campionato ufficiale della “máxima”.
In quella stagione, Luis Brosutti chiuse vicecampione alle spalle di Eduardo Pedrazzini (Cupé Ford V8) al volante di una Mercedes SSK noleggiata… da un parrucchiere da signora. Un dettaglio che racconta meglio di mille parole cosa fosse allora il TC: corse epiche, mezzi spesso di fortuna e una passione capace di portare una supercar tedesca da un salone di bellezza alla polvere delle strade argentine.
Da quell’antenato romantico alla sofisticata CLE 53 AMG odierna il salto tecnico è abissale, ma il filo che lega Mercedes al Turismo Carretera è tornato a tendersi.
Il nodo tecnico: carico aerodinamico e cavalli mancanti
Prima del debutto, Maquin Parts aveva effettuato due test a La Plata per lavorare sull’efficienza aerodinamica della CLE 53 AMG. Il responsabile tecnico, l’ingegnere Carlos Caunedo, aveva spiegato che il team era riuscito a recuperare circa il 50% del deficit di carico rispetto alle misurazioni di dicembre. Nonostante i progressi, la Mercedes restava ancora tra il 10% e il 15% sotto i valori generati, ad esempio, dalla Toyota Camry di Nuova Generazione di José Manuel Urcera.
Soljan conferma il quadro: “La prima prova ci aveva preoccupati perché non avevamo il carico che ci aspettavamo. Siamo migliorati nel secondo test, ma con il nuovo regolamento la Mercedes ha un po’ meno carico rispetto al resto del gruppo, o alla Toyota”.
Il vero punto critico, però, è emerso chiaramente a El Calafate: la potenza in rettilineo.
“Quello che abbiamo visto è che ci manca potenza sul dritto. Dobbiamo migliorare lì e poi lavorare sul telaio per cucirlo addosso ai piloti”, ha ammesso il capo squadra. Un’ammissione importante, perché nel TC moderno la differenza la fa un pacchetto completo: motore, aerodinamica e meccanica devono dialogare alla perfezione. Se uno dei tre anelli è più debole, il cronometro non perdona.
Mercedes CLE 53 AMG TC: il pacchetto da affinare
Per un progetto così giovane, l’obiettivo non è stravolgere ma affinare. La CLE 53 AMG nasce con un’impostazione aerodinamica e di distribuzione dei pesi diversa rispetto alle tradizionali coupé del TC. Il lavoro del team è stato, fin dall’inizio, quello di tradurre un’auto di serie ad altissimo contenuto tecnologico in un’arma da corsa pura, rispettando il rigido regolamento tecnico della categoria.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Base vettura | Mercedes-Benz CLE 53 AMG adattata al regolamento TC |
| Aerodinamica | Deficit di carico iniziale, recuperato ~50% nei test, resta 10-15% sotto le migliori |
| Motore | Buona affidabilità, ma manca potenza sul dritto rispetto ai rivali diretti |
| Telaio | Comportamento giudicato positivo dai piloti, margine di messa a punto fine |
| Prestazione gara | Azar vicino alla top 10 potenziale, Fritzler penalizzato da bandiera rossa e contatto |
La base c’è, ma serve tempo per arrivare ai livelli di Toyota, Ford e Chevrolet, che hanno anni di sviluppo alle spalle sulle carrozzerie di Nuova Generazione.
Strategia di sviluppo: prima capire, poi testare
Nonostante le difficoltà fisiologiche di un esordio assoluto con un marchio e un modello nuovi, in Maquin Parts l’ottimismo non manca. Soljan quantifica così lo stato del progetto: “Se oggi devo dare un voto da 1 a 10, siamo a 7 o 8. Quelli che ci mancano vengono più dal lato della potenza che dal telaio”.
La tentazione di sfruttare subito la finestra di test liberi concessa dal regolamento è forte, ma il team sceglie la via della prudenza.
“Il piano è lasciare passare 2 o 3 gare per vedere come evolve l’auto in pista e solo dopo tornare a fare un test, già con le prove ufficiali, per risolvere eventuali problemi gravi. I ragazzi sono contenti di come va la macchina, si sono lamentati solo un po’ della fase di accelerazione”, ha concluso Soljan.
In altre parole, prima servono dati veri in condizioni di gara: consumo, degrado degli pneumatici, comportamento con serbatoio pieno e vuoto, reazioni su piste diverse da El Calafate. Solo con questo bagaglio di informazioni ha senso intervenire in modo mirato su motore e telaio.
Dove Mercedes deve crescere per diventare protagonista
Il quadro che emerge è chiaro: per trasformare il ritorno in un progetto vincente, Mercedes nel TC dovrà concentrarsi su:
- Incremento della potenza e della prontezza in accelerazione
- Ulteriore recupero di carico aerodinamico, specie al posteriore
- Sviluppo di set-up specifici per ogni circuito
- Affidabilità strutturale nei corpo a corpo tipici del TC
Per ora, la CLE 53 AMG ha dimostrato di avere ossatura da vera auto da Turismo Carretera. Mancano i cavalli e qualche punto di carico, ma la sensazione è che la Stella, una volta trovata la quadra tecnica, abbia tutte le carte in regola per tornare a brillare anche sulla pista più tradizionale dell’Argentina.

