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GP Australia F1 2026: Ferrari detta legge al debutto della nuova era

GP Australia F1 2026: Ferrari detta legge al debutto della nuova era

La nuova Formula 1 2026 si è accesa a Melbourne, e il venerdì di Albert Park ha già tracciato le prime gerarchie di una stagione che si preannuncia tecnica, estrema e spietata. Ferrari davanti a tutti in FP1, McLaren che risponde con Piastri in FP2, Mercedes solidissima sul passo, Red Bull insolitamente in affanno e Aston Martin-Honda nei guai profondi: l’alba del nuovo regolamento non ha fatto sconti a nessuno.

FP1 Australia 2026: Ferrari comanda, McLaren soffre, Aston Martin KO

La prima sessione di libere della nuova generazione di monoposto 2026 ha visto Charles Leclerc inaugurare l’era con il miglior tempo: 1’20”267, firmato nel finale con gomma soft, davanti al compagno di squadra Lewis Hamilton e a Max Verstappen con la nuova Red Bull.

Sessione relativamente pulita, ma densissima di lavoro: con un pacchetto tecnico completamente rivisto e richieste energetiche molto severe ad Albert Park, nessuno ha perso tempo. I team hanno iniziato subito a mappare consumi, recupero ibrido e bilanciamento aerodinamico su una pista che punisce ogni inefficienza.

Nico Hülkenberg, al volante dell’Audi, è stato il primo a lasciare la pit-lane, ma il primo riferimento cronometrico serio è arrivato da Verstappen, comunque inizialmente circa cinque secondi più lento rispetto ai tempi 2025: segnale chiaro di quanto sia cambiata la piattaforma tecnica.

Il nuovo compagno di Verstappen, Isack Hadjar, è salito presto in cima alla classifica, imitato da Leclerc con la Ferrari e dal rookie Mercedes Andrea Kimi Antonelli, subito a suo agio con la W15 2026.

Un Virtual Safety Car anticipato è stato causato dal debuttante Arvid Lindblad (Racing Bulls), che ha apparentemente spento la vettura in uscita dalla pit-lane. Ma i veri problemi sono esplosi in casa McLaren: Oscar Piastri ha lamentato una grave mancanza di potenza, descrivendo la monoposto come “al minimo, senza accelerazione”. Lando Norris, dal canto suo, ha sofferto noie al cambio, con innesti irregolari che hanno convinto il team a chiudere in anticipo la sessione dopo appena sette giri, lasciando il campione del mondo in una anonima 19ª posizione.

Ancora peggio è andata ad Aston Martin: Fernando Alonso non è nemmeno sceso in pista. Honda ha rilevato un potenziale problema di power unit che ha impedito alla vettura n.14 di prendere parte alla FP1. Lance Stroll ha percorso solo tre giri lenti di installazione: l’esordio del binomio Aston Martin-Honda è iniziato nel modo più duro possibile.

Nella parte alta della classifica, Leclerc ha preso il comando con 1’20”829 su soft, battuto poi da Verstappen (1’20”789) e quindi da Hamilton. Solo nel finale il monegasco ha piazzato il 1’20”267 che ha consegnato alla Ferrari il primo squillo dell’anno.

Alle spalle del duo Ferrari e di Verstappen, Hadjar ha chiuso quarto, davanti allo stupefacente rookie Lindblad con la Racing Bulls e a Piastri, nonostante i guai McLaren. La coppia Mercedes, George Russell e Antonelli, ha occupato il settimo e ottavo posto, mentre le Audi di Bortoleto e Hülkenberg hanno completato la top ten, confermando un debutto ordinato del marchio di Ingolstadt.

Alexander Albon, con la Williams, ha causato un Virtual Safety Car nel finale, fermandosi a Lakeside Drive per una perdita idraulica. Nessun incidente di rilievo, ma un brivido per Sergio Pérez con la Cadillac, finito in testacoda alla curva 4 per un eccessivo freno motore. Nonostante tutto, Cadillac – undicesimo team al debutto – ha chiuso a meno di quattro secondi dai migliori, con Pérez e Valtteri Bottas autori di un esordio dignitoso in un contesto durissimo.

FP2 Australia 2026: Piastri incendia Melbourne, Mercedes c’è, Red Bull fatica

Nel pomeriggio australiano la risposta è arrivata da Oscar Piastri. Davanti al pubblico di casa, il pilota McLaren ha messo tutti in riga in FP2 con un 1’19”729, miglior riferimento del giorno, precedendo le due Mercedes di Antonelli e Russell.

Nella prima fase, con gomma hard, è stato ancora Lewis Hamilton a dettare il ritmo con la Ferrari: 1’20”637, appena un millesimo più rapido di Piastri (1’20”638), con Antonelli a 1’20”801, Russell a 1’20”984 e Leclerc più staccato in 1’21”478. Un quadro che confermava una compressione importante dei valori tra Ferrari, McLaren e Mercedes sul passo secco.

Quando Mercedes è passata alla gomma soft, Russell ha fissato un 1’20”049, subito migliorato da Antonelli con 1’19”943. Ma è stato Piastri a strappare la copertina con il suo 1’19”729, costruito su un primo settore fulminante: un giro che è rimasto il riferimento assoluto della giornata.

Le Ferrari hanno chiuso quarta e quinta, con Hamilton a un solo millesimo da Russell e Leclerc ulteriormente staccato di 0”241 dal compagno. Dati che suggeriscono una Rossa competitiva, ma non dominante sul giro secco rispetto a una McLaren che, a problemi risolti, ha mostrato subito il potenziale, e a una Mercedes che lavora con grande solidità.

La sessione di Russell è stata tutt’altro che tranquilla: contatto con Lindblad in pit-lane, investigazione per una possibile irregolarità nella procedura di partenza di prova e un’escursione nella ghiaia alla curva 3, episodio condiviso anche con i piloti Ferrari, segno di una vettura ancora al limite nella gestione del retrotreno in ingresso.

Red Bull ha chiuso a 0”637 dal miglior crono: Verstappen ha firmato 1’20”366 prima di finire lungo in uscita dalla curva 10, con molti detriti staccatisi dalla RB22 nel passaggio sulla ghiaia. Sessione complicata per il quattro volte campione, rimasto fermo per i primi 25 minuti al termine della pit-lane per un apparente problema tecnico. Hadjar, al debutto con il team di Milton Keynes, ha chiuso circa sei decimi più lento del compagno. Tra i due si sono inseriti Lando Norris, finalmente più pulito nel lavoro rispetto alla FP1, e ancora Lindblad, leader del gruppo di metà classifica con 1’20”922 per la Racing Bulls.

Haas si è confermata sesto team sul giro secco con Esteban Ocon in 1’21”179, mentre Hülkenberg ha portato l’Audi a 1’21”351. Williams e Alpine sono apparse nettamente più lente, relegate nelle retrovie.

In fondo, i soliti “sospetti”: Cadillac a quasi quattro secondi dal vertice con Bottas, mentre Pérez ha completato solo due giri per un problema ai sensori che lo ha tenuto ai box per quasi tutta la sessione. Quando finalmente è sceso in pista, il messicano è stato costretto a fermarsi nuovamente per un possibile guasto idraulico.

I già noti problemi di batteria hanno continuato a tormentare Aston Martin: Alonso e Stroll non sono riusciti a completare più di otto giri consecutivi. Lo spagnolo è stato il più rapido dei due, ma comunque a circa cinque secondi dal riferimento, con 17 giri all’attivo contro i 13 del canadese. Per il progetto Aston Martin-Honda, il venerdì di Melbourne ha il sapore di un campanello d’allarme molto forte.

I tempi chiave del venerdì: primi riferimenti della nuova F1 2026

Dettaglio Descrizione
Miglior tempo FP1 Leclerc (Ferrari) – 1’20”267, gomma soft
Miglior tempo FP2 Piastri (McLaren) – 1’19”729, gomma soft
Distacco Red Bull in FP2 Verstappen a +0”637 dal miglior crono
Giro più lungo Aston Martin Stint massimo di 8 giri per problemi di batteria
Cadillac Bottas a quasi 4 secondi, Pérez fermato da guasti tecnici

Chi ha davvero iniziato meglio la nuova era F1 2026?

Al netto delle simulazioni carburante e delle mappature motore ancora conservative, il venerdì di Albert Park racconta una Ferrari solida e subito incisiva, una McLaren capace di massimizzare il potenziale quando risolve i problemi di affidabilità, e una Mercedes che lavora con metodo e ritmo, soprattutto sul passo gara.

Red Bull appare meno a fuoco di quanto fosse abituata negli ultimi anni: problemi tecnici, errori di guida e un bilanciamento ancora da rifinire con le nuove specifiche 2026. Non è un campanello d’allarme definitivo, ma è il segnale che il margine di vantaggio degli anni scorsi non esiste più.

Aston Martin-Honda è il grande malato del paddock: tra power unit, batteria e gestione dell’energia, il pacchetto è lontanissimo dall’essere affidabile, prima ancora che competitivo. Audi, Haas, Racing Bulls e un sorprendente Cadillac si giocano la parte centrale e bassa della classifica in un contesto in cui ogni chilometro è oro per capire come spremere i nuovi regolamenti.

Il venerdì di Melbourne ha acceso la miccia della F1 2026: i valori sono più compressi, la tecnologia è al limite e gli errori si pagano carissimo. Da qui in avanti, ogni sessione sarà un test di maturità per team, piloti e soprattutto per queste nuove monoposto nate per riscrivere le regole del gioco.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.