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Ferrari, l’ala che ruota di 180° e la follia di Buxton: “Potrebbe partire ultima ed essere prima in curva 1”

Ferrari, l’ala che ruota di 180° e la follia di Buxton: “Potrebbe partire ultima ed essere prima in curva 1”

L’intuizione Ferrari che ha scioccato il paddock

Will Buxton, ex volto di F1 TV e tra gli osservatori più attenti del Circus, non ha usato mezzi termini nel giudicare la nuova soluzione aerodinamica Ferrari vista nei test di Bahrain: un alettone posteriore capace non solo di aprirsi, ma di ruotare di 180°.

Secondo Buxton, l’effetto in pista è stato talmente impressionante da spingerlo a una provocazione che pesa come un macigno sul morale degli avversari: la Ferrari “potrebbe qualificarsi in ultima fila e trovarsi al comando del Gran Premio già in curva 1”.

Un’ala posteriore che non si limita ad aprirsi

Nei test di pre-stagione in Bahrain, la Ferrari ha presentato un’ala posteriore che ha immediatamente catalizzato l’attenzione del paddock.

Con il nuovo regolamento, i piloti possono aprire sia l’ala posteriore sia quella anteriore in rettilineo per ridurre la resistenza all’avanzamento, diminuire il carico aerodinamico e guadagnare velocità di punta. Su tutte le monoposto il flap posteriore semplicemente si apre.

Sulla Ferrari no: l’elemento mobile non solo si apre, ma ruota fino a 180°, ritrovandosi letteralmente “a testa in giù”.

Buxton lo ha spiegato così nel podcast “Up To Speed”: Ferrari è “campione del mondo dei test”, titolo che non vale nulla in termini di punti, ma i numeri sulla singola tornata parlano chiaro: è stata la più veloce nei test.

Dal carico alla portanza: la logica aerodinamica

Per capire quanto sia radicale la scelta Ferrari, bisogna tornare ai fondamentali dell’aerodinamica in Formula 1.

Le ali degli aerei sono progettate per generare portanza e sollevare il velivolo verso il cielo. Sulle monoposto, il concetto è ribaltato: i profili alari sono invertiti per creare deportanza, cioè spingere la vettura verso l’asfalto, aumentando l’aderenza in curva e in frenata.

Con l’ala che ruota di 180°, la Ferrari trasforma di fatto il suo alettone posteriore in un’ala da aereo: invece di schiacciare la vettura a terra, in configurazione “aperta e ruotata” genera portanza e abbatte in modo drastico la resistenza aerodinamica.

Per evitare che il retrotreno si alleggerisca troppo, entra in gioco un piccolo profilo aggiuntivo nella parte bassa, studiato per mantenere gli pneumatici posteriori ben piantati a terra, scongiurando instabilità in pieno rettilineo.

Il risultato, sintetizzato da Buxton, è netto: “Significa che la Ferrari è un fulmine in rettilineo”.

L’impatto sulle partenze: perché curva 1 fa paura agli avversari

Nei test del Bahrain, la Ferrari ha impressionato anche nelle prove di partenza sul rettilineo principale del Circuito Internazionale di Sakhir.

Buxton ha dipinto la scena con una metafora che rende l’idea della differenza di velocità: “Hai tutte le altre vetture allineate in prima fila, seconda fila, terza fila. Lewis là dietro, come se fosse in decima fila. Non era nemmeno più in Bahrain. E quando sono arrivati in curva 1, Lewis era P1”.

È un’immagine iperbolica, ma il messaggio è chiaro: con un dispositivo così efficace nel ridurre la resistenza e massimizzare la velocità di punta, il potenziale guadagno allo start e nei primi metri di gara può essere devastante.

Da qui la frase che ha fatto il giro del mondo: “Per come stanno le cose adesso, la Ferrari potrebbe qualificarsi in ultima fila e trovarsi in testa al Gran Premio in curva 1. È così buono quel cavallo”.

Perché questa soluzione può cambiare le strategie

Un’ala così estrema ridefinisce le priorità di set-up e strategia:

  • gestione delle qualifiche: una Ferrari leggermente più carica in curva può permettersi di contare su un dispositivo potentissimo in rettilineo, compensando l’eventuale svantaggio in velocità pura sul giro secco;
  • difesa e attacco in gara: in fase di sorpasso o difesa, la capacità di scaricare così tanto drag può trasformare ogni rettilineo in un’arma;
  • gestione gomme: meno resistenza significa anche meno stress in certe fasi, con potenziali benefici su consumi e degrado, se la vettura resta stabile.
Dettaglio Descrizione
Funzione principale Riduzione estrema della resistenza aerodinamica in rettilineo
Rotazione alettone Elemento mobile che ruota fino a 180° rispetto alla posizione standard
Effetto aerodinamico Transizione da deportanza a portanza controllata sul posteriore
Ruolo del piccolo profilo Mantenere il retrotreno stabile e gli pneumatici posteriori a contatto con l’asfalto
Risultato in pista Ferrari “un fulmine” in rettilineo, con partenze potenzialmente devastanti

Tra genio e regolamento: il limite della creatività

Come sempre in Formula 1, ogni innovazione estrema porta con sé due domande: quanto è ripetibile dagli altri e quanto resterà legale alla lente della FIA.

Ferrari, ancora una volta, dimostra di saper interpretare le pieghe del regolamento tecnico con un approccio creativo e aggressivo, spingendo il concetto di ala mobile oltre la semplice apertura del flap.

Se la soluzione passerà indenne attraverso verifiche, proteste e possibili chiarimenti regolamentari, potrebbe diventare il nuovo riferimento per l’aerodinamica in rettilineo. In caso contrario, resterà comunque l’ennesimo esempio di quanto, a Maranello, la ricerca del decimo di secondo sia ancora una questione di orgoglio tecnico e identità sportiva.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.