Vai al contenuto

F1 2026, la FIA apre alla revisione: possibili “aggiustamenti” ai motori 50/50

F1 2026, la FIA apre alla revisione: possibili “aggiustamenti” ai motori 50/50

Motori 2026: la porta è socchiusa

La FIA non considera ancora “blindato” il regolamento delle unità di potenza 2026. Nicholas Tombazis, direttore tecnico monoposto, conferma che la Federazione è pronta a intervenire se piloti, team o costruttori ne evidenzieranno la necessità.

Ci sono diversi strumenti regolamentari per ritoccare l’uso dell’energia a bordo e l’ingegnere greco non esclude correttivi mirati: l’attenzione è concentrata soprattutto sulla gestione della parte ibrida e su come questa condiziona lo stile di guida.

Le critiche di Verstappen e lo stile di guida 2026

Le domande a Tombazis nascono dalle lamentele di Max Verstappen: con le regole 2026, la gestione dell’energia in curva rischia di diventare determinante per poter sfruttare tutta la potenza in rettilineo.

I test al simulatore svolti a Barcellona e Sakhir hanno già mostrato progressi rispetto a qualche mese fa, ma il tre volte iridato resta critico. Secondo Tombazis, i piloti si stanno ancora adattando al nuovo concetto di monoposto, ma in FIA c’è piena consapevolezza che potrebbe servire un affinamento del pacchetto tecnico.

Un equilibrio delicato: il 50% elettrico sotto esame

Il nodo è il bilanciamento 50/50 tra potenza termica ed elettrica. Già dal 2022 era chiaro che questo schema avrebbe portato sfide tecniche importanti, soprattutto nella gestione dell’energia lungo il giro.

Tombazis sostiene che il lavoro fatto finora ha coperto circa il 90% del percorso verso una soluzione “ragionevole”, ma ammette che quel 10% mancante potrebbe richiedere aggiustamenti regolamentari per non snaturare la guida e lo spettacolo.

Dettaglio Descrizione
Ripartizione potenza Obiettivo 50% motore termico, 50% elettrico
MGU-K Potenza massima prevista di 350 kW, elemento non modificabile
Area di intervento Utilizzo dell’energia e modalità di erogazione
Impatto piloti Maggior gestione in curva per massimizzare la velocità in rettilineo
Obiettivo FIA Mantenere il concetto 50/50, correggendo solo le criticità

Tempistiche: nessuna rivoluzione immediata

Non c’è fretta. Tombazis esclude interventi prima del GP d’Australia e considera improbabili modifiche tra Australia e Cina. Non si parla di mesi, ma di un processo più graduale: prima servirà misurare con precisione il comportamento dei sistemi, poi eventualmente formulare proposte ai team e ai costruttori.

La sensazione in FIA è che la situazione non sia “grave” al punto da richiedere un cambio di rotta drastico. Piuttosto, si ragiona su fine-tuning regolamentare, soprattutto in chiave di gestione energetica in qualifica e in gara.

Più termico, meno elettrico? Ipotesi limitata

Sul tavolo c’è anche la possibilità di rivedere la ripartizione di potenza a favore del motore a combustione interna, riducendo di fatto il peso relativo della componente elettrica rispetto all’attuale 50%.

Tuttavia, Tombazis chiarisce che ogni intervento sarà limitato: il MGU-K resterà fissato a 350 kW e l’obiettivo strategico rimane restare il più possibile vicini al concetto 50/50. Si studiano soluzioni specifiche, per esempio differenziando tra modalità da qualifica e da gara, senza stravolgere l’architettura ibrida.

Piloti superstar, ma i costruttori pesano quanto loro

Tombazis ricorda un punto spesso sottovalutato: il regolamento 2026 ha convinto colossi dell’auto come Mercedes, Audi, Ferrari, Cadillac e altri a impegnarsi o restare in F1. Questo equilibrio politico-tecnico è delicato quanto le esigenze dei piloti.

I driver sono le stelle dello spettacolo, ma i costruttori hanno investito miliardi su un quadro normativo che li soddisfa. Un motore “semplice” renderebbe la vita più facile a tutti, ma tradirebbe la direzione tecnologica scelta: un’ibridazione spinta, efficiente e in linea con le strategie industriali dei marchi coinvolti.

Il 10% finale: dove si giocherà la vera partita

Per la FIA, la base è solida: il grosso del lavoro è fatto, ora resta da limare l’ultimo 10%. In pratica:

  • Perfetta integrazione tra guida “naturale” del pilota e gestione ibrida
  • Riduzione della necessità di risparmi energetici vistosi in curva
  • Salvaguardia del feeling di guida “da F1” che i piloti pretendono
  • Mantenimento dell’appeal tecnologico per i costruttori
  • Stabilità regolamentare sul medio termine

È su questo margine di aggiustamento che si giocherà il vero equilibrio della Formula 1 2026: tra sostenibilità, spettacolo e purezza di guida.

Condividi sui social
Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.