Con il suo motore CVH da 86 CV e un’estetica ribelle, la Ford Fiesta XR2 MKII è stata l’incubo dichiarato dei piccoli utilitari sportivi degli anni ’80. Tre lettere e un numero, “XR2”, che per ogni appassionato significano una cosa sola: divertimento puro su quattro ruote leggere.
Dalla prima Fiesta alla XR2 MKII: nascita di un’icona
La sigla XR2 nasce all’inizio degli anni ’80 per identificare la versione sportiva della prima generazione di Fiesta. Con l’arrivo della seconda serie nel 1983, Ford aggiorna profondamente il modello: linee più moderne e arrotondate, abitacolo rivisto e, soprattutto, una nuova impostazione meccanica.
Il telaio viene modificato allargando la carreggiata anteriore e ricavando più spazio sotto il cofano. L’obiettivo è chiaro: mandare in pensione i vecchi motori Kent a flusso incrociato e adottare i più moderni propulsori CVH a camera emisferica, insieme a un 1.6 diesel pensato per i consumi.
Nel 1984 debutta così la Fiesta XR2 MKII, molto più aggressiva della sua antenata. È un’auto che, anche da ferma, sembra pronta a scattare.
Look cattivo: passaruota bombati e fari supplementari
La XR2 di seconda generazione è un piccolo catalogo di estetica “racer” anni ’80. A distinguerla dalle altre Fiesta ci sono:
- Passaruota voluminosi
- Minigonne laterali
- Paraurti anteriore e posteriore specifici
- Spoiler che corre lungo il bordo del portellone
- Due grandi retrovisori neri in tinta con gli elementi aerodinamici
- Fari supplementari anteriori, quasi un marchio di fabbrica delle sportive dell’epoca
È una di quelle auto che non cercano di essere discrete: chi la sceglie, vuole farsi vedere.
Telaio e sospensioni: semplice, rigido, efficace (ma non sempre)
Il telaio è autoportante, come da tradizione dell’epoca, con uno schema sospensivo misto. Davanti troviamo sospensioni indipendenti con colonne MacPherson, guidate inferiormente da bracci trasversali controllati da tiranti obliqui. Una soluzione collaudata, precisa e robusta.
Dietro, a differenza di molta concorrenza che già evolve verso schemi più sofisticati, Ford insiste con un ponte rigido guidato da due bracci longitudinali e una barra Panhard, con molle elicoidali e ammortizzatori. Entrambi gli assi sono dotati di barra stabilizzatrice, a conferma di una taratura votata alla guida sportiva.
L’impianto frenante è servoassistito, resistente e con buone prestazioni, ma non particolarmente modulabile: dischi autoventilanti all’anteriore e tamburi al posteriore, una configurazione tipica dei piccoli sportivi del tempo.
Il cuore CVH: il motore dell’Escort in un corpo da utilitaria
Il vero protagonista della Fiesta XR2 MKII è il quattro cilindri CVH di 1.598 cm³, derivato direttamente dalla Escort. Viene montato trasversalmente e abbinato alla trazione anteriore tramite un cambio manuale a 5 marce.
Motore e testata sono un piccolo compendio di tecnica anni ’80: blocco in ghisa, testata in alluminio, singolo albero a camme in testa che comanda due valvole per cilindro tramite bilancieri e punterie idrauliche. L’alimentazione è affidata a un carburatore Weber doppio corpo.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Motore | 4 cilindri in linea CVH, 1.598 cm³ |
| Potenza massima | 86 CV a 6.000 giri/min |
| Coppia massima | 132 Nm a 4.000 giri/min |
| Peso a vuoto | Circa 840 kg |
| Velocità massima | 176 km/h (in 4ª marcia) |
| 0–100 km/h | Circa 10 secondi |
Con 86 CV per 840 kg, il rapporto peso/potenza è più che dignitoso per l’epoca. Il motore spinge bene fino ai 4.000 giri, regime a cui esprime la coppia massima, e continua a salire con un certo entusiasmo fino alla potenza massima a 6.000 giri. Le prime tre marce, corte e ben spaziata, esaltano il carattere brillante del CVH e si inseriscono con una precisione insolitamente buona per una piccola dell’epoca.
La 4ª è la marcia “da velocità massima”, con i 176 km/h dichiarati, mentre la 5ª serve soprattutto a tenere a bada i consumi in autostrada. Sempre che il piede destro non si faccia prendere la mano.
Consumi: prestazioni sì, parsimonia meno
La Fiesta XR2 MKII non è mai stata famosa per la sua sobrietà. Il consumo medio si attesta poco sopra i 10 l/100 km, già superiore a buona parte delle rivali. Guidando con piglio sportivo, non è difficile vedere i 12–13 l/100 km.
È il prezzo da pagare per un carburatore doppio corpo, un motore che ama girare alto e un peso ridotto che invoglia a sfruttare ogni cavallo disponibile.
Abitacolo: qualità, postura giusta e qualche compromesso
Rispetto a molte rivali europee, la Fiesta XR2 offre un abitacolo rifinito con cura, materiali solidi e un’aria generale più “matura”. I sedili sono piuttosto rigidi, pensati per contenere bene il corpo in curva. Sulla carta ospita cinque persone, ma in realtà viaggia meglio in quattro.
Il divano posteriore è frazionabile in modo asimmetrico, aumentando facilmente la capacità del bagagliaio, che parte da 260 litri. Un valore più che buono per un’utilitaria sportiva di quegli anni.
La posizione di guida è riuscita: volante ben impugnabile, sedile con un discreto sostegno laterale, comandi principali a portata di mano. Il quadro strumenti, però, è fin troppo semplice per una versione sportiva, e il volante leggermente spostato a sinistra è una di quelle “storture” ergonomiche che oggi non passerebbero.
La grande superficie vetrata e la linea di cintura bassa regalano un’ottima visibilità, rendendo la vita facile in città e nelle manovre di parcheggio.
Su strada: sincera, veloce e… nervosa sullo sconnesso
La dinamica della Fiesta XR2 MKII è figlia del suo tempo e del suo schema sospensivo. Come la prima Seat Ibiza, si affida a un retrotreno rigido, ormai superato rispetto alle soluzioni più raffinate della concorrenza.
La taratura è molto rigida e limita quasi del tutto il rollio. Questo aiuta la precisione, ma penalizza il comfort e, soprattutto, rende l’auto piuttosto impegnativa quando si alza il ritmo. Il pilota deve lavorare spesso di volante per tenerla esattamente dove vuole.
Su strade veloci e ben asfaltate il comportamento è esemplare: un leggero sottosterzo in ingresso curva, prevedibile e facile da gestire, e un avantreno che trasmette fiducia. Nei tratti misti guidati, a ritmo allegro, il retrotreno diventa protagonista: ogni rilascio dell’acceleratore o tocco di freno in appoggio provoca una reazione immediata, con un sovrasterzo netto ma facilmente controllabile grazie a uno sterzo diretto (tre giri da fine corsa a fine corsa).
In queste condizioni si apprezzano appieno:
- I pneumatici larghi 185/60 R13, generosi per la categoria
- Le prime tre marce corte del cambio, ideali per rilanci e uscite di curva
Il quadro cambia quando l’asfalto peggiora. Sullo sconnesso il ponte posteriore diventa molto sensibile e “saltellante”, richiedendo continue correzioni. È un’auto che dà il meglio su asfalto liscio: quando la strada è quella giusta, il suo equilibrio tra peso ridotto e motore brillante è puro divertimento analogico.
Prezzo, rivali e posizionamento: sportiva vera al prezzo giusto
Uno dei punti di forza della Fiesta XR2 MKII era il prezzo. Pur con qualche lacuna di equipaggiamento, rimaneva decisamente competitiva rispetto alle rivali. Per questo finiva spesso per confrontarsi più con versioni “sport” intermedie come Peugeot 205 GTX o Renault 5 GTX, piuttosto che con le varianti più estreme.
La realtà, però, è che per comportamento dinamico e carattere, la XR2 giocava nel campionato delle piccole sportive vere. Era un’auto onesta: niente fronzoli, niente sofisticazioni inutili, solo un motore con carattere, un peso piuma e un assetto pronto a trasformare ogni curva in un invito a guidare.
Per chi ama ancora le sensazioni meccaniche pure, è una di quelle vetture che ricordano come, a volte, non serva una potenza esagerata per divertirsi. Bastano un buon telaio, un motore con nervo e una strada giusta davanti al cofano.



