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Audi RS 5 2026: più volt, più chili e… meno Audi?

Audi RS 5 2026: più volt, più chili e… meno Audi?

Più potenza, più ibrido, più numeri: ma dov’è il carattere?

La nuova Audi RS 5 2026 è arrivata e rispetta alla lettera il dogma del “premium moderno”: più potenza, ibridazione plug-in e una montagna di coppia che farebbe impallidire un camion. I dati sono impressionanti: 639 CV, 825 Nm e tanto di ambita etichetta “Zero” grazie all’ibrido ricaricabile.

Ma dietro alle cifre si nasconde la vera domanda: abbiamo davanti una sportiva, o un esercizio di ingegneria che cerca di mascherare i propri peccati originali? Perché un conto è fare una RS veloce, un altro è farla emozionante.

I numeri di consumo ufficiali, ancora preliminari, parlano di circa 4,5 l/100 km e meno di 102 g/km di CO2. Valori da crossover ibrido compatto, non da coupé da quasi 2.500 kg e oltre 600 CV. Crederci è difficile, e chi mastica omologazioni sa bene quanto il ciclo sia “amico” dei plug-in.

Il “mazzuolo” tedesco da due tonnellate e mezza

Che 825 Nm ti incollino al sedile è scontato. La questione è: a che prezzo? La RS 5 2026 è un’ibrida plug-in e questo significa batteria, cablaggi, elettronica di potenza. Tradotto: peso. Tanto peso.

La nuova RS 5 sfiora i 2.400 kg. Questo vuol dire:

  • Circa 500 kg in più rispetto alla generazione precedente
  • Circa 350 kg in più di una Audi A8 D4 6.3 W12, una berlina di quasi cinque metri che pesava 2.150 kg

Che una coupé sportiva di segmento D pesi come una vecchia ammiraglia con dodici cilindri è un paradosso che, inspiegabilmente, sta passando come “normale”.

Per domare questa massa, Audi ha tirato fuori l’ennesimo coniglio dal cilindro: il sistema Dynamic Torque Control (DTC). È un differenziale posteriore attivo capace di ripartire la coppia in appena 5 millisecondi tra le ruote dell’asse posteriore per favorire l’inserimento in curva e ridurre il sottosterzo.

Funziona? Certo che sì. Ma resta il fatto che si tratta di ingegneria sofisticata per tenere a bada un eccesso di potenza e, soprattutto, di peso. È il classico “mazzuolo” da cantiere: picchia fortissimo, ma non gli si può chiedere la finezza di un bisturi.

Dettaglio Descrizione
Potenza massima 639 CV (sistema ibrido plug-in)
Coppia massima 825 Nm
Massa a vuoto ~2.400 kg (circa +500 kg vs RS 5 precedente)
0-100 km/h 3,6 secondi (dati preliminari)
Autonomia elettrica Fino a 80 km in modalità EV dichiarata
Consumo omologato ~4,5 l/100 km e <102 g/km CO2 (preliminare)

Design RS: da eleganza aggressiva a show da social

Per anni le RS di Audi sono state un riferimento per equilibrio estetico: muscolose, sì, ma con una certa eleganza tecnica, quasi ingegneristica. La nuova RS 5 sembra invece cedere alla moda del “più grande, più vistoso, più carico”.

È più larga di 9 cm rispetto a una A5 “normale”, monta cerchi da 21 pollici e sfoggia un frontale che punta tutto sull’impatto immediato. È il tipo di auto pensata per vincere la foto su smartphone, più che per invecchiare bene nel parcheggio di un teatro.

Basta tornare con la memoria alla Audi RS 4 B6: una delle RS più aggressive di sempre, ma con una presenza scenica misurata. Poteva parcheggiare davanti a un ingresso dell’opera senza sembrare fuori posto. Il nuovo RS 5, con i suoi volumi estremizzati e il frontale iper-aperto, gioca un’altra partita: più effetto, meno armonia.

La sensazione è che molti marchi premium stiano sacrificando quella sottigliezza che li rendeva speciali per inseguire un’estetica più “instagrammabile”, a rischio di perdere identità.

La faccia B del “mazzuolo”: quando la tecnica incanta

Sarebbe ingiusto liquidare la nuova RS 5 solo come un pachiderma sovrappeso. Come strumento totale, è probabilmente imbattibile.

La combinazione V6 biturbo + motore elettrico significa avere 825 Nm praticamente subito, con riprese istantanee e sorpassi che sfiorano l’assurdo. Il sistema ibrido è stato calibrato per le prestazioni: il “modo boost” garantisce la massima potenza per 10 secondi, pensato per quegli allunghi in cui la lancetta del tachimetro sale più veloce del battito cardiaco.

Allo stesso tempo, l’anima razionale dell’auto è innegabile: fino a 80 km di autonomia elettrica per l’uso quotidiano, tragitti casa-lavoro in modalità EV, e nel weekend il V6 è pronto a ricordarti che questa è pur sempre una RS.

È la classica doppia personalità del premium moderno: ufficio dal lunedì al venerdì, Nürburgring la domenica. Sulla carta, difficile chiedere di più.

È davvero questo che vogliamo da una RS?

Nessuno mette in dubbio che la nuova Audi RS 5 sia veloce. Lo 0-100 km/h in 3,6 secondi parla chiaro. La domanda è un’altra: quella velocità ci racconta qualcosa, o è solo una riga in più in una scheda tecnica?

Audi ha costruito una macchina implacabile nelle prestazioni, ma resta il dubbio sul suo ruolo nella gamma RS: è un’auto fatta per vincere ogni confronto numerico, o per farti cercare le chiavi la domenica mattina senza un vero motivo, solo per il piacere di guidarla?

La sensazione è che questa generazione punti decisamente alla prima opzione. E per molti appassionati, soprattutto quelli cresciuti con le RS più leggere, più pure e meno filtrate, questo potrebbe essere un problema. Perché un’RS non è solo ciò che fa al cronometro: è ciò che ti fa sentire tra un tornante e l’altro, anche quando nessuno sta guardando.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.