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Sportive senza parabrezza: i gioielli estremi per sentire davvero il vento in faccia

Sportive senza parabrezza: i gioielli estremi per sentire davvero il vento in faccia

Guidare una cabrio è una cosa. Eliminare anche il parabrezza e ritrovarsi il vento che ti colpisce direttamente il casco è tutta un’altra storia. È la dimensione più estrema della guida “a cielo aperto”, un territorio di nicchia dove convivono barchette da collezione, one‑off da sogno e track toy purissimi.

Ecco i migliori esempi di sportive senza parabrezza per godersi davvero le belle giornate.

Perché esistono ancora auto senza parabrezza

L’idea non è affatto nuova: nei primi decenni del Novecento molte vetture da competizione correvano praticamente nude, con piccoli deflettori o addirittura senza alcuna protezione frontale.

Sulle auto stradali, invece, è sempre stato un lusso raro: omologazioni complesse, comfort inesistente, utilizzo molto limitato.

Negli ultimi anni però alcuni costruttori hanno riscoperto il fascino delle barchette radicali: oggetti da collezione, spesso prodotti in manciate di esemplari, pensati più per la pista e per i concorsi d’eleganza che per il traffico quotidiano.

Aston Martin V12 Speedster

Nel 2020 Aston Martin decide di togliere il parabrezza al Vantage e di estremizzare il concetto di speedster. Nasce così il V12 Speedster, una biposto senza tetto e senza vetro, con carrozzeria in fibra di carbonio e struttura in alluminio.

Sotto il cofano c’è un V12 biturbo da circa 700 CV, sufficiente per garantire prestazioni da missile e un sound da pura Gran Turismo inglese. Solo 88 esemplari, ognuno oltre gli 800.000 euro: un biglietto d’ingresso molto salato per un’esperienza di guida semplicemente irripetibile.

BAC Mono

La BAC Mono porta all’estremo il concetto di leggerezza. È una monoposto omologata per la strada, più vicina a un’auto da track day che a una sportiva tradizionale.

Il motore è un quattro cilindri Ford: 310 CV, che diventano 347 CV nella versione R. Numeri che non impressionerebbero su una supercar da 1.500 kg, ma qui il peso è sotto i 600 kg. Risultato: 0‑100 km/h in circa 3 secondi e un comportamento dinamico affilato come un’auto da corsa, con il pilota completamente esposto all’aria.

Ferrari Monza SP1 e SP2

Nel 2018 Ferrari svela le Monza SP1 e SP2, due barchette destinate solo ai clienti più selezionati. Nascono dalla divisione Special Projects e prendono come base tecnica la 812 Superfast.

  • SP1: una sola seduta, pura celebrazione del pilota
  • SP2: due posti, ma stessa filosofia estrema

Parabrezza praticamente assente, linee elegantissime e un V12 aspirato da 810 CV che spinge circa 1.500 kg di pura scultura dinamica. Pezzi rarissimi, immediatamente diventati oggetti da collezione.

KTM X-Bow

KTM è sinonimo di moto, ma nel 2008 decide di trasferire la propria filosofia racing su quattro ruote. Nasce l’X‑Bow, una biposto minimalista, con abitacolo aperto e parabrezza ridotto all’osso.

Il motore è un quattro cilindri turbo di origine Volkswagen, in posizione centrale‑posteriore, con circa 241 CV per muovere appena 790 kg. Un rapporto peso/potenza da vera arma da pista, sospensioni da competizione e un feeling di guida che ricorda più una moto sportiva che una spider tradizionale.

Lamborghini SC20

La Lamborghini SC20 è un one‑off firmato Squadra Corse, il reparto competizioni di Sant’Agata Bolognese. È omologata per la strada, ma il suo ambiente naturale resta la pista.

Il design riprende elementi del Diablo VT Roadster e dell’Aventador J, con influenze evidenti dalle vetture da gara come la Huracán GT3 Evo. Sotto, un V12 aspirato da 770 CV. Sopra, niente parabrezza: solo l’aria che investe casco e tuta del fortunato proprietario.

McLaren Elva

Con la Elva, McLaren rende omaggio alle barchette da corsa del secolo scorso. È una sportiva purista, 40 kg più leggera della già estrema Senna, e nasce con una priorità assoluta: la connessione totale tra pilota e ambiente.

Il motore è un V8 4.0 biturbo da 815 CV montato dietro la testa del guidatore. Lo 0‑100 km/h scende sotto i tre secondi. La produzione è limitata a 149 esemplari, ognuno pensato per chi vuole vivere la velocità senza filtri, con l’aria che entra direttamente nell’abitacolo.

Mercedes-AMG Purespeed

La Mercedes‑AMG Purespeed porta in strada l’estetica e la tecnologia ispirata alla Formula 1. È una barchetta con cabina completamente aperta, caratterizzata da due “gobbe” dietro i sedili e da un elemento trasversale che richiama il sistema Halo delle monoposto.

Il motore è un V8 biturbo da 585 CV, da gustare senza tetto e senza parabrezza, con il flusso d’aria che corre sopra il casco del pilota. Una visione estrema del concetto di roadster AMG.

Mercedes-Benz SLR Stirling Moss

Tra le Mercedes moderne, la SLR Stirling Moss è una delle più iconiche. È l’omaggio al leggendario pilota britannico, che detiene il record di vittorie alla Mille Miglia con la 300 SLR.

Prodotta in soli 75 esemplari, pesa 1.551 kg e monta un V8 da 650 CV. La carrozzeria è una lama, aggressiva e pulita, completamente priva di parabrezza. Ancora oggi resta una delle interpretazioni più spettacolari del concetto di speedster.

Pininfarina B95

Nel 2023 Pininfarina alza ulteriormente l’asticella con la B95, una barchetta 100% elettrica che ridefinisce il concetto di esclusività. Solo 10 unità, ognuna proposta a 4,4 milioni di euro.

La potenza? 1.900 CV. La velocità massima? 300 km/h. Tutto questo senza un vero parabrezza. È l’esempio perfetto di come anche l’elettrico possa essere estremo, emozionante e radicale, a patto di affrontarlo con casco ben allacciato.

Renault Spider

Quando a impazzire non è un marchio di supercar, ma un costruttore generalista, il risultato è ancora più affascinante. A metà anni ’90 Renault lancia lo Spider, una barchetta essenziale, con parabrezza opzionale, dedicata alla pura guida.

Il design è impossibile da ignorare, con l’abitacolo aperto e le porte ad ala di gabbiano. Il motore è il quattro cilindri del Clio Williams, 150 CV per appena 790 kg. Un’auto nata per i track day, capace di portare un pezzo di motorsport nel listino di un marchio “di tutti i giorni”.

Scheda sintetica: il mondo delle sportive senza parabrezza

Dettaglio Descrizione
Filosofia Massima connessione pilota‑strada, nessun filtro tra uomo e aria
Comfort Praticamente nullo: protezione minima da vento e intemperie
Utilizzo ideale Pista, strade panoramiche, eventi e raduni esclusivi
Produzione Sempre limitata: da one‑off a poche decine di esemplari
Target Collezionisti e appassionati disposti a sacrificare tutto per le sensazioni
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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.