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F1 Bahrain Test 2026: Ferrari convince, Mercedes si nasconde e Cadillac sorprende

F1 Bahrain Test 2026: Ferrari convince, Mercedes si nasconde e Cadillac sorprende

Tre giorni di test, tante domande e poche certezze

Tre giorni, undici team e una sola verità: la seconda settimana di test di Formula 1 in Bahrain ha moltiplicato i dubbi invece di chiarirli. Il nuovo regolamento 2026 prometteva di rivoluzionare la gerarchia, ma il quadro che emerge è molto più conservativo di quanto sperato.

Ci sono squadre che hanno già capito perfettamente cosa hanno tra le mani e non hanno alcuna fretta di mostrarlo. Altre, invece, sono in piena emergenza affidabilità. In mezzo, chi prova a colmare il gap con il gruppo di testa giro dopo giro.

Melbourne è a 16 giorni di distanza. La F1, come spesso accade, ha promesso molto più di quanto abbia realmente rivelato.

Aston Martin in crisi: il primo obiettivo è finire un long run

In qualsiasi altra epoca, l’obiettivo di una squadra di vertice sarebbe stato lavorare sul passo gara, sull’uso delle gomme, sulle simulazioni di qualifica. Per Aston Martin, in questo momento, il traguardo è molto più elementare: completare una giornata intera senza che la power unit Honda faccia scattare l’allarme.

I numeri della pre-stagione sono impietosi: 334 giri in sei giorni di test complessivi, ultimo tra gli undici team. L’AMR26 firmato Adrian Newey ha completato appena due giri cronometrati nella mattinata dell’ultimo giorno prima di rientrare ai box, mentre Fernando Alonso aveva già chiuso la sua pre-stagione nel Day 5 con la vettura ferma in pista per un problema di motore o trasmissione. Nemmeno all’interno del team sembra esserci totale chiarezza sulla causa.

Pedro de la Rosa, consigliere di Alonso, non ha usato giri di parole: Aston Martin “non è dove vorrebbe essere”. Il Gran Premio d’Australia arriva troppo presto per una squadra che, ad oggi, non sa ancora quante tornate consecutive può completare senza problemi.

Cadillac e Checo Pérez: il gap dal gruppo si assottiglia

Se Aston Martin è la grande delusione, Cadillac è la sorpresa positiva. Sergio Pérez e Valtteri Bottas hanno mostrato fame, chilometri e solidità. Le loro giornate di lavoro sono state dense di giri utili, con una costanza che ha colpito più di un ingegnere nel paddock.

Il team principal Graeme Lowdon ha parlato di una settimana “estremamente soddisfacente”, pur invitando a non dare troppo peso ai piccoli inconvenienti che hanno rallentato il programma. Il quadro, però, è chiaro: Cadillac non vincerà ad Albert Park, ma la distanza dal gruppo centrale non è più un baratro. È una breccia su cui si può lavorare.

Per Pérez, che arriva al 2026 con molto da dimostrare dopo l’addio a Red Bull, questo è esattamente il punto di partenza di cui aveva bisogno: una macchina che, pur non essendo ancora da podio, gli consenta di combattere stabilmente nella pancia del gruppo.

Ferrari solida e silenziosa: il SF-26 manda segnali forti

A Maranello hanno scelto la via del basso profilo, ma con grande sostanza. Niente proclami, niente frasi incendiarie: a parlare è stato il SF-26 in pista.

Charles Leclerc ha firmato il miglior tempo complessivo della pre-stagione, mentre Lewis Hamilton ha messo insieme 138 giri il giovedì, con una fluidità che ha fatto dimenticare le sole cinque tornate del giorno precedente, quando il team aveva fermato la vettura per un problema minore ai freni posteriori.

Il vero colpo tecnico, però, è arrivato dall’aerodinamica: Ferrari ha presentato l’elemento più discusso di tutta la pre-stagione, un alettone posteriore capace di ruotare di 180 gradi con l’attivazione dell’aerodinamica attiva. La FIA lo ha dichiarato legale, e gli ingegneri rivali hanno iniziato a riempire taccuini e tablet di appunti a ritmo frenetico.

Ferrari non ha mai dichiarato apertamente di essere la favorita per il 2026, ma i segnali sono chiari: il pacchetto è coerente, la vettura è guidabile, l’innovazione tecnica è di alto livello. Che sia l’anno giusto per interrompere la lunga siccità di titoli resta da vedere, ma la base è finalmente da squadra che punta al mondiale.

Dettaglio Descrizione
Miglior tempo pre-stagione Charles Leclerc con il SF-26
Affidabilità Alto numero di giri, pochi problemi dichiarati
Elemento tecnico chiave Alettone posteriore rotante con aerodinamica attiva
Omologazione FIA Dispositivo giudicato legale
Segnale competitivo Candidatura implicita alla lotta per il titolo 2026

Mercedes e McLaren: velocità nascosta e modestia calcolata

Kimi Antonelli ha tenuto per due giorni il miglior riferimento cronometrico della pre-stagione con un 1:32.803, prima che Leclerc lo scalzasse. Ma il vero dato interessante non è il singolo giro, bensì il quadro complessivo: Mercedes ha chiuso in testa le tre giornate di questa seconda settimana, mentre McLaren ha macinato giri con l’efficienza metodica di un team campione del mondo che sa esattamente cosa ha tra le mani.

Zak Brown, CEO di McLaren, si è spinto a dire che la squadra “sarà nella top 4, ma non davanti alla top 4”. Una frase che, letta superficialmente, suona prudente; letta con occhio da insider, è il classico understatement di chi non ha alcun interesse a esporsi prima di Melbourne.

Charles Leclerc lo ha detto senza mezzi termini: “Mercedes sta nascondendo una quantità enorme”. Max Verstappen è andato oltre, suggerendo che la squadra di Brackley troverà in Australia quella velocità sul dritto che non ha mostrato nel deserto del Bahrain.

Quello che si è visto è già sufficiente per impressionare. Quello che non si è visto potrebbe essere abbastanza per dominare.

Il nuovo regolamento non ribalta la gerarchia: top 4 intatto

Il cambio regolamentare più ambizioso degli ultimi decenni doveva ribaltare il tavolo, aprire la porta a nuovi protagonisti e spezzare l’egemonia dei soliti noti. Almeno per ora, non è così.

Il top 4 resta composto da:

  • McLaren
  • Mercedes
  • Red Bull
  • Ferrari

Chiunque si piazzi in quinta posizione sembra comunque distante anni luce dalla vetta. Haas ha impressionato per affidabilità e con uno Esteban Ocon capace di lampi di prestazione reali. Williams ha accumulato chilometri preziosi. Audi ha debuttato con dignità, senza acuti ma anche senza crolli.

La gerarchia, però, ha resistito. Per qualcuno è una delusione, perché ci si aspettava il caos tecnico e sportivo tipico dei grandi cambi regolamentari. Per altri è la conferma che i top team, quando la posta in gioco è massima, semplicemente non sbagliano. La Formula 1 ha cambiato tutto perché, almeno per ora, tutto restasse esattamente com’era.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.