A metà degli anni 2000, quando i SUV dal design coupé erano praticamente inesistenti, la ormai scomparsa SsangYong anticipò i tempi con un’auto davvero particolare: l’Actyon. Questo modello univa come pochi altri la robustezza di un fuoristrada a una silhouette più slanciata e diversa da ciò che offriva il mercato in quel momento. Fu un modello rivoluzionario per l’epoca, anche se proprio il suo design così audace fece sì che avesse un’accoglienza piuttosto discreta.
A distanza di quasi due decenni, il marchio sudcoreano, ora noto come KGM, riprende quel nome per la sua nuova proposta nel segmento dei SUV medi. La KGM Torres Actyon nasce come evoluzione della nota Torres, con un approccio più raffinato e un’estetica di ispirazione coupé che mira a conferire un tocco più dinamico e distintivo.
Questo nuovo modello si posiziona inoltre come la nuova ammiraglia del marchio e arriva sul mercato con una proposta chiara: un SUV di 4,74 m che combina design, un equipaggiamento molto completo e una meccanica ibrida ricaricabile da 204 CV sviluppata in collaborazione con BYD. Abbiamo già potuto avere un primo assaggio del veicolo nella Sierra di Granada, ed ecco le nostre impressioni.
Caratteristiche generali del nuovo KGM Torres Actyon 2026
La KGM Torres Actyon si colloca nel segmento D-SUV con una proposta che prende le mosse dalla nota Torres, ma con un approccio più raffinato e un’estetica di ispirazione coupé. L’idea del marchio è stata quella di mantenere il carattere robusto del modello originale, ma portarlo un passo avanti in termini di design, tecnologia e posizionamento all’interno della gamma.
Con 4,74 m di lunghezza, 1,91 m di larghezza e 1,67 m di altezza, la Torres Actyon si colloca nella fascia alta dei SUV medi. Il passo raggiunge i 2,68 m, una cifra che permette di offrire un abitacolo spazioso e cinque comodi posti a sedere. Nonostante la sua silhouette di ispirazione coupé, l’Actyon mantiene una buona capacità di carico: dichiara fino a 796 l di bagagliaio, anche se la cifra include i 128 l aggiuntivi situati sotto il pianale e il carico fino al tetto. Se si ribaltano i sedili della seconda fila, il volume totale può raggiungere i 1.568 l.
Per quanto riguarda l’offerta motrice, la Torres Actyon è commercializzata con due motorizzazioni, entrambe a trazione anteriore. La versione base utilizza un motore a benzina 1.5 GDI turbo a quattro cilindri che sviluppa 163 CV e 280 Nm di coppia, abbinato a un cambio manuale a sei marce e con un consumo omologato di 8,0 l/100 km nel ciclo combinato WLTP.
Per quanto riguarda la seconda variante, forse la più interessante (e protagonista di questa prova su strada), si tratta della Torres Actyon HEV, che utilizza un sistema ibrido ricaricabile sviluppato in collaborazione con BYD. Questo combina un motore a benzina 1.5 turbo specifico per le motorizzazioni ibride con due motori elettrici integrati nella trasmissione e-DHT, una batteria da 1,84 kWh e una potenza totale di 204 CV con 300 Nm di coppia massima.
Questo sistema ibrido Dual-Tech, di origine BYD, può funzionare sia in modalità serie che in modalità parallela, alternando automaticamente diverse configurazioni per ottimizzare il consumo o le prestazioni a seconda della situazione di guida. Ciò significa che, in città, può circolare gran parte del tempo in modalità elettrica, mentre il motore termico entra in funzione quando è necessaria più potenza o a velocità più elevate.
Grazie a questa configurazione, il consumo omologato dell’ibrido si attesta a 5,9 l/100 km, con un’autonomia totale che può superare i 1.300 km secondo il marchio se si sfrutta bene l’efficienza del sistema.
Design esterno della nuova KGM Torres Actyon

Dal punto di vista estetico, la KGM Torres Actyon mantiene la presenza robusta della Torres, pur conferendole un tocco più stilizzato, con forme più morbide e una silhouette più dinamica grazie alla linea del tetto ispirata alle coupé. Da KGM sottolineano che ci sono elementi dell’Actyon ispirati alla cultura coreana, come i simboli Geon-Gon-Gam-Ri della bandiera coreana, che influenzano ad esempio il linguaggio stilistico del frontale.
Spicca anche una griglia dal design rinnovato, accompagnata da una firma luminosa formata da otto punti LED, ispirata alla costellazione dell’Orsa Maggiore. Su entrambi i lati sono integrati le luci diurne a LED e gli indicatori di direzione, mentre i fari principali sono posizionati più in basso nel paraurti per rafforzare la sensazione di ampiezza dell’insieme.
Di profilo spiccano, oltre alla linea del tetto, i cerchi in lega da 20” avvolti da pneumatici 245/45 R20 e dei passaruota marcati che mantengono l’immagine robusta del modello. La parte posteriore punta su un design piuttosto pulito, con una modanatura nera che attraversa il portellone da un lato all’altro e il nome Actyon al centro, accompagnato da due sottili luci a LED. Il tutto è completato da una gamma di cinque colori esterni: Grand White, Iron Metal, Forest Green, Dandy Blue e Space Black.
Al di là dell’estetica e nonostante l’approccio più urbano, il modello mantiene una certa capacità di uscire dall’asfalto. Nella versione ibrida offre 19,3 cm di altezza da terra, oltre a angoli di attacco di 19,7°, di rampa di 19,6° e di uscita di 22,9°, sufficienti per affrontare strade o piste senza troppe complicazioni per un SUV a trazione anteriore.
Design degli interni del nuovo KGM Torres Actyon
All’interno, il KGM Torres Actyon mantiene anch’esso la base del Torres, ma con dettagli che mirano a creare un ambiente più curato e tecnologico. Tra questi, il cruscotto e le portiere incorporano rivestimenti in tessuto o pelle con cuciture a contrasto, mentre il design mira a migliorare l’ergonomia e la visibilità dal posto di guida.
Uno degli elementi più accattivanti è il doppio schermo panoramico da 12,3 pollici, che integra il quadro strumenti digitale e il sistema di infotainment in un unico insieme visivo. Questo sistema utilizza l’interfaccia Athena 2.0, che secondo il marchio migliora la velocità di risposta e la chiarezza dei menu, oltre a offrire connettività con Apple CarPlay e Android Auto.
L’abitacolo punta anche su una console centrale rialzata con selettore del cambio con finitura tipo vetro, oltre a vari vani portaoggetti e porte USB-C per i sedili anteriori e posteriori. I sedili anteriori sono regolabili elettricamente e quelli posteriori possono reclinarsi fino a 32,5 gradi, migliorando il comfort nei viaggi lunghi.
Al volante della KGM Torres Actyon a Granada

Il nostro primo incontro con la KGM Torres Actyon ha avuto luogo sulle strade della sierra di Granada, in un percorso relativamente breve che combinava un po’ di città, autostrada e alcuni tratti di curve. Lì abbiamo potuto guidare la versione ibrida plug-in da 204 CV che, come dicevamo prima, sarà prevedibilmente una delle più rilevanti per il mercato europeo.
Fin dai primi chilometri si percepisce che l’Actyon privilegia il comfort di marcia rispetto a un approccio dinamico. L’erogazione di potenza è fluida e progressiva, con un funzionamento particolarmente silenzioso a bassa velocità. In città o nei dintorni può muoversi per un bel po’ di tempo con il supporto elettrico, il che contribuisce a quella sensazione di guida rilassata.
Quando il ritmo aumenta, l’insieme risponde con sicurezza per muovere con agilità questo SUV lungo quasi 4,75 m e del peso di circa 1.700–1.725 kg (circa 200 kg in più rispetto alla versione a benzina, a causa del sistema elettrico e della batteria). Non punta sulle sensazioni sportive, ma su una risposta equilibrata e piacevole nell’uso quotidiano.
Nel nostro breve percorso, le accelerazioni per immettersi nel traffico o per i sorpassi si sono risolte con naturalezza, anche se quando si richiede molta potenza il motore termico si fa sentire maggiormente nell’abitacolo, cosa abbastanza comune in questo tipo di sistemi ibridi.
Il telaio segue lo stesso approccio orientato al comfort. Utilizza uno schema di sospensioni McPherson all’anteriore e multibraccio al posteriore, pensato per bilanciare stabilità e comfort. In pratica, le sospensioni filtrano bene le irregolarità e lo sterzo risulta leggero e maneggevole, specialmente in città. Sulle strade tortuose trasmette sicurezza, anche se offre poco feedback e l’insieme invita più a guidare con tranquillità che a cercare un ritmo elevato.



