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Peugeot manda in pensione il motore più discusso: arrivano i FireFly sviluppati da Fiat

Peugeot manda in pensione il motore più discusso: arrivano i FireFly sviluppati da Fiat

Fine della strada per i PureTech: perché Peugeot li abbandona

Nel mondo Peugeot il nome PureTech è diventato, suo malgrado, sinonimo di grattacapi. I tre cilindri turbo benzina del gruppo Stellantis, montati su una vasta gamma di modelli, hanno accumulato una reputazione problematica legata alla loro distribuzione. Ora il gruppo ha deciso di chiudere il capitolo: i PureTech usciranno gradualmente di scena e verranno sostituiti dai motori FireFly di origine Fiat.

La scelta non è solo industriale, ma tecnica e d’immagine. Dopo anni di campagne di richiamo e interventi in garanzia, Stellantis ha deciso che continuare a investire in un motore nato con un difetto strutturale non aveva più senso, soprattutto in un contesto normativo europeo sempre più severo e con clienti molto più informati.

Il problema chiave: la cinghia di distribuzione in bagno d’olio

Il nodo della questione PureTech è la cinghia di distribuzione “bañada en aceite”, cioè che lavora immersa nell’olio motore. In teoria una soluzione furba: minore attrito, minore rumorosità, maggiore compattezza. In pratica, uno dei punti deboli più seri che si ricordino su un tre cilindri moderno.

Dalla pandemia in poi, i PureTech sono stati oggetto di diversi richiami a livello globale, con milioni di veicoli coinvolti. Il difetto nasce dal comportamento della cinghia nel tempo:

  • l’olio motore, soprattutto se degradato o non conforme, accelera l’invecchiamento del materiale della cinghia
  • la cinghia tende a sfaldarsi prematuramente
  • frammenti di gomma e plastica finiscono nel circuito di lubrificazione
  • questi residui possono ostruire la pompa dell’olio o i passaggi dell’olio stesso

Risultato: calo di pressione nel circuito di lubrificazione e, nei casi peggiori, rottura catastrofica del motore. Anche con tagliandi più frequenti il rischio si riduce ma non scompare, perché il limite è proprio nella filosofia progettuale della distribuzione.

Manutenzione più frequente non basta: perché Stellantis cambia rotta

Alcune officine hanno cercato di prevenire i guai anticipando sostituzione olio e controlli alla distribuzione. Una strategia tampone, non una cura definitiva. Il cliente medio non dovrebbe vivere con l’ansia di un tre cilindri “a tempo”, e Stellantis lo sa bene.

Per questo il gruppo ha scelto una strada netta:

  • smantellare progressivamente la famiglia PureTech
  • puntare su una nuova generazione di motori più robusti nella meccanica di base
  • ricostruire fiducia su mercati dove il passaparola ha già fatto danni all’immagine del marchio

La cattiva fama dei PureTech è arrivata al punto che persino un costruttore emergente come BYD ha colto l’occasione per ironizzare pubblicamente su questi propulsori. Un segnale chiaro che il problema non era più solo tecnico, ma anche di percezione.

Arrivano i FireFly: i tre cilindri Fiat prendono il posto dei PureTech

Il vuoto lasciato dai PureTech verrà colmato dai motori della famiglia FireFly, sviluppati da Fiat. Non si tratta di un ripiego, ma di un asset interno a Stellantis già collaudato su diversi mercati, dall’America Latina all’Europa.

La differenza chiave è nella distribuzione: i FireFly adottano una catena al posto della cinghia in bagno d’olio. Una soluzione più tradizionale, leggermente più rumorosa, ma enormemente più rassicurante in termini di durata e affidabilità. Per un cliente che usa l’auto ogni giorno, sapere di avere una catena al posto di una cinghia delicata è un dettaglio che pesa.

Dettaglio Descrizione
Tipo di distribuzione FireFly: catena / PureTech: cinghia in bagno d’olio
Affidabilità percepita FireFly più robusti nel lungo periodo
Origine progettuale FireFly sviluppati da Fiat, integrati in Stellantis
Numero cilindri Entrambe le famiglie con architettura a 3 cilindri
Immagine sul mercato PureTech compromessa, FireFly in ascesa

I FireFly sono già noti per il buon equilibrio tra prestazioni, consumi e costi di gestione. Su prodotti Fiat come Argo, Fastback o Pulse hanno dimostrato di sopportare bene l’uso gravoso tipico dei mercati emergenti, dove manutenzione e carburante non sono sempre ideali.

Adattamento alle norme Euro 8 e strada aperta all’elettrificazione

Il prossimo passo per i FireFly sarà l’adeguamento alle future normative europee sulle emissioni, le severissime Euro 8. Questo comporterà un lavoro profondo su:

  • sistemi di iniezione e sovralimentazione
  • gestione termica
  • controllo fine della combustione tramite ECU di nuova generazione

È quasi scontato aspettarsi varianti con qualche forma di elettrificazione. Un tre cilindri moderno, per restare competitivo in Europa, dovrà dialogare con sistemi:

  • Mild Hybrid (MHEV), con alternatore-starter e piccola batteria a 48V
  • Hybrid (HEV), con elettrico di supporto più consistente
  • Plug-in Hybrid (PHEV), con ricarica alla presa e autonomia in elettrico

Queste stesse configurazioni, una volta sviluppate per il mercato europeo, potranno essere declinate anche per l’America Latina e il Messico, dove Stellantis ha una presenza importante e dove Peugeot, Fiat e Jeep stanno costruendo una gamma sempre più articolata.

Tempistiche del passaggio da PureTech a FireFly

Stellantis non ha ancora comunicato un calendario ufficiale, ma il quadro è abbastanza chiaro: la transizione dai PureTech ai FireFly avverrà nel corso dell’anno, modello dopo modello, motorizzazione dopo motorizzazione.

Il passaggio non sarà immediato, perché richiede:

  • adattamento delle piattaforme ai nuovi motori
  • calibrazione dei cambi automatici e manuali
  • omologazioni specifiche per ogni mercato

Ma la direzione è tracciata: i tre cilindri più contestati della galassia Stellantis sono destinati a sparire dal listino, sostituiti da propulsori più coerenti con le aspettative attuali su affidabilità e durata.

Il caso Messico: quali Peugeot montavano i PureTech

Sul mercato messicano i motori PureTech sono arrivati esclusivamente attraverso Peugeot. Sono stati montati su modelli chiave della gamma:

  • Peugeot Rifter
  • Peugeot 208
  • Peugeot 2008
  • Peugeot 3008

Parliamo solo di versioni a benzina. Le varianti diesel, dove presenti, non sono coinvolte da questo problema perché utilizzano una diversa architettura meccanica e una distribuzione tradizionale.

Per gli utenti che oggi guidano una Peugeot con PureTech, la raccomandazione resta una sola: rispettare con scrupolo i tagliandi, utilizzare lubrificanti conformi alle specifiche del costruttore e non ignorare eventuali richiami ufficiali. Finché la transizione ai FireFly non sarà completata, la manutenzione resta l’unico vero scudo contro i difetti congeniti di questo motore.

Cosa cambia per Peugeot e per i clienti

Per Peugeot, l’addio ai PureTech significa voltare pagina su uno dei capitoli tecnici più controversi della sua storia recente. Con i FireFly, la Casa del Leone potrà contare su:

  • un tre cilindri più solido alla base
  • una piattaforma tecnica pronta per l’elettrificazione
  • un’immagine meno esposta alle critiche degli ultimi anni

Per il cliente finale, soprattutto in mercati sensibili come quello messicano e quello europeo, il messaggio è chiaro: meno compromessi, più sostanza meccanica. Un cambio di rotta che, dal punto di vista di chi vive l’auto ogni giorno, era diventato semplicemente inevitabile.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.