Rouven Mohr, il “pontiere” tra Sant’Agata e Ingolstadt
Audi ha ufficializzato che Rouven Mohr assumerà la direzione tecnica del marchio a partire dal 1° marzo 2026. Fino ad allora continuerà a essere direttore tecnico e responsabile di Lamborghini Squadra Corse, in attesa che il Gruppo Volkswagen definisca nel dettaglio la riorganizzazione interna.
Non è la prima volta che Mohr cambia casacca all’interno del gruppo. Prima di approdare in Italia nel 2017, dove ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo di Aventador, Huracán, Urus, del prototipo LMDh SC63 e del nuovo Temerario, Mohr aveva già lavorato in Audi come responsabile dei progetti A3, TT e R8. È uno di quei tecnici che conoscono a memoria sia i processi industriali di Ingolstadt sia l’artigianalità esasperata di Sant’Agata Bolognese.
Questo nuovo movimento conferma ciò che nel paddock e nei box GT si sussurra da tempo: Audi e Lamborghini sono pronte a replicare l’operazione che, con la seconda generazione dell’Audi R8, portò alla condivisione del telaio in alluminio, dell’architettura a motore centrale e del V10 5.2 aspirato con la Lamborghini Huracán. Una sinergia tecnica che ha fatto scuola e che ora viene riproposta nell’era Temerario.
Audi Sport, la Formula 1 e il ritorno “pesante” in GT3
Mohr, dichiarato appassionato di motorsport, entrerà in Audi con il ruolo di Chief Technology Officer, andando a sostituire Geoffrey Bouquot, rimasto a Ingolstadt per poco più di un anno. La sua nomina arriva in un momento cruciale per Audi Sport.
Negli ultimi anni il reparto corse dei Quattro Anelli ha progressivamente ridimensionato il proprio programma clienti, concentrando risorse economiche e umane sul debutto in Formula 1. Ma la strategia non prevede di abbandonare il mondo GT: al contrario, in agenda c’è un nuovo progetto per tornare protagonista nelle serie dove corrono le GT3.
Il successore dell’Audi R8 LMS è più di un’ipotesi da corridoio: è un tassello strategico per riportare Audi Sport al centro di campionati come il DTM e il GT World Challenge, dove la presenza di vetture clienti è vitale per mantenere visibilità, know-how e contatto diretto con i team privati.
Lamborghini Temerario GT3 come base tecnica della nuova GT3 Audi
Il punto chiave è che Audi non intende ripartire da un foglio bianco. Il nuovo progetto GT3 nascerà sulla base del lavoro già svolto in Lamborghini con il Temerario GT3. La filosofia è la stessa che diede vita alla “coppia” R8/Huracán: pianale condiviso, stessa architettura meccanica, declinazioni diverse in termini di immagine, set-up e aerodinamica.
Audi, in sostanza, utilizzerà:
- Il telaio e la struttura portante sviluppati per il Temerario GT3
- L’architettura meccanica centrale-posteriore
- Il powertrain condiviso, adattato alle esigenze del marchio dei Quattro Anelli
Ciò che resterà da definire, e che farà davvero la differenza in pista, sarà il pacchetto aerodinamico specifico Audi: carrozzeria, gestione dei flussi, efficienza nelle varie configurazioni di carico, oltre all’elettronica di gestione motore e trazione in funzione del Balance of Performance.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Piattaforma | Condivisa con Lamborghini Temerario GT3 |
| Architettura motore | Centrale, derivazione sportiva stradale Lamborghini |
| Ruolo Audi Sport | Sviluppo pacchetto aerodinamico e set-up GT3 |
| Serie target | DTM, GT World Challenge e principali campionati GT3 |
| Strategia | Condivisione componenti per ridurre costi e tempi di sviluppo |
La logica industriale è chiara: sfruttare al massimo le sinergie interne al Gruppo Volkswagen per contenere i costi, accelerare lo sviluppo e garantire un livello tecnico immediatamente competitivo, senza dover attraversare i tempi morti tipici di un progetto totalmente inedito.
Il vuoto in Lamborghini Squadra Corse e il nome di Andrea Reggiani
L’uscita di Mohr da Lamborghini apre un vuoto pesante in Squadra Corse, reparto che negli ultimi anni ha costruito una presenza fortissima nelle GT3 e nei monomarca. All’interno del gruppo, però, la successione è già oggetto di discussione.
Il nome più caldo è quello di Andrea Reggiani, attuale direttore commerciale del progetto Dallara Stradale, la prima vettura del marchio Dallara omologata per uso stradale. Reggiani vanta un passato importante anche in Ferrari, dove è stato direttore di Ferrari Races in Nord America, con la responsabilità diretta dell’organizzazione del Ferrari Challenge in quell’area.
Un profilo che unisce competenze tecniche, sensibilità commerciale e una solida esperienza nella gestione di campionati monomarca e programmi clienti: esattamente ciò che serve a una struttura come Lamborghini Squadra Corse per restare al vertice nel mondo GT3 e nelle serie trofeo.
Perché Audi Sport non può permettersi di lasciare la GT3
All’interno del Gruppo Volkswagen c’è la consapevolezza che Audi Sport debba continuare a presidiare il segmento GT3. Non solo per ragioni di immagine, ma anche per:
- Mantenere una base clienti forte tra i team privati
- Continuare a sviluppare tecnologie trasferibili alle sportive stradali
- Rafforzare la presenza del marchio in campionati globali ad alta visibilità
Ripetere la “ricetta” R8/Huracán, questa volta con Temerario e la nuova GT3 Audi, è la soluzione più logica. La metodologia ha già dimostrato di funzionare: piattaforma comune, adattamenti specifici per ogni brand e una chiara distinzione di carattere, sound e stile.
In prospettiva, la nuova Audi GT3 erediterà l’ADN più corsaiolo del Temerario, reinterpretato secondo la filosofia tecnica di Ingolstadt: rigore tedesco nella gestione elettronica, efficienza aerodinamica, grande attenzione alla costanza di rendimento su long run e 24 ore.
Le parole di Gernot Döllner e la direzione futura
Gernot Döllner, presidente di Audi, ha sintetizzato così il valore strategico di Rouven Mohr per la casa dei Quattro Anelli:
“Rouven Mohr è una combinazione di eccellenza tecnica e capacità di gestione, e ha già dimostrato di saper implementare programmi complessi. Avrà un ruolo fondamentale nel dare ulteriore impulso alla nostra agenda di innovazione.”
Dietro questa dichiarazione si legge una direzione chiara: Audi vuole una figura che conosca profondamente il motorsport, che sappia valorizzare le sinergie con Lamborghini e che, allo stesso tempo, guidi l’evoluzione tecnologica del marchio in un’epoca in cui la competizione non è solo in pista, ma anche su strada, tra elettrificazione, software e nuove piattaforme.
Il nuovo progetto GT3 basato sul Temerario è solo il primo segnale concreto di questa strategia: un ponte tra il DNA corsaiolo italiano e la precisione ingegneristica tedesca, destinato a riportare Audi Sport in prima fila nelle griglie GT3 di tutto il mondo.



