Vai al contenuto

Honda WN7: prova su strada della prima moto elettrica di serie della casa giapponese

Honda WN7: prova su strada della prima moto elettrica di serie della casa giapponese

La prima vera moto elettrica Honda

La Honda WN7 è la prima moto elettrica di serie prodotta da Honda, non un semplice scooter a batterie ma una vera moto, pensata per chi ha la patente A2. È un passo strategico nella riduzione delle emissioni della gamma e, allo stesso tempo, un manifesto tecnologico: una nuova idea di mobilità che, per prezzo e infrastrutture, non è ancora alla portata di tutti.

Nel mondo delle due ruote la transizione elettrica procede molto più lentamente rispetto all’auto. Il peso delle batterie, i costi e l’autonomia limitata frenano il mercato, ma nessun grande costruttore può più permettersi di restare fermo. Honda aveva già sondato il terreno con gli scooter EM1 e: e CUV e:, entrambi con batterie estraibili. La WN7 alza nettamente l’asticella: più potenza, batteria fissa integrata nella struttura e prestazioni da media cilindrata.

Un progetto “from scratch”, non una termica elettrificata

Il team guidato da Matsaguru Tanaka – lo stesso che ha firmato CBR600RR, CBR1000RR, Gold Wing, VFR800F, Africa Twin e NT1100 – ha scelto di non elettrificare una piattaforma esistente, ma di ripensare la moto attorno al powertrain a zero emissioni.

Da qui nasce una ciclistica atipica per gli standard Honda tradizionali. Il cuore strutturale è un grande “cassetto” in alluminio che ospita 576 celle agli ioni di litio: non è solo un contenitore, è il vero elemento portante del telaio. Tutto il resto – piastra di sterzo, basculante, telaietto posteriore – è imbullonato direttamente a questa batteria-struttura. Nessuna saldatura, solo viti e fusioni di alluminio.

La sigla WN7 non è casuale: “W” di Wind, il vento che è praticamente l’unico rumore in marcia; “N” di naked; “7” come livello di potenza nella scala evolutiva dei motori elettrici Honda. Anche in termini di prestazioni, la moto si colloca nella fascia alta dell’attuale offerta elettrica realmente in vendita.

Motore elettrico e prestazioni: coppia istantanea, numeri da media cilindrata

Il propulsore è un PMSM (Permanent Magnet Synchronous Motor), tecnologia ormai collaudata nel settore automotive. La potenza nominale è di 18 kW, ma il picco arriva a 50 kW a 8.000 giri/min: quasi 70 CV disponibili per periodi limitati, equivalenti a una buona media cilindrata termica.

Esiste anche una versione da 11 kW destinata alla patente A1, con potenza limitata in ogni condizione tramite mappatura della centralina. Meccanicamente il motore è lo stesso, imbullonato dietro alla batteria e collegato a un treno di ingranaggi che riduce il regime fino alla puleggia della cinghia dentata finale. Il motore è raffreddato a liquido, la batteria ad aria.

Le sensazioni? Tipicamente elettriche, ma con un’impronta Honda molto marcata: spinta corposa e continua, niente vuoti, niente “scalini” di erogazione. La WN7 arriva a 135 km/h indicati (circa 129 km/h reali, 80 mph), e ci arriva con una progressione che non ha nulla da invidiare a una naked A2 a benzina. I dati ufficiali parlano di 3,9 secondi nello 0–50 km/h e 4,6 secondi nello 0–100 km/h: siamo ai livelli, e in parte meglio, di una CB500 Hornet.

Architettura ciclistica: batteria portante e basculante monobraccio

La “parte motrice” della WN7 comprende batteria, motore, inverter e caricatore, con le prese di ricarica alloggiate sotto uno sportellino nel finto serbatoio. Il telaio, come concetto tradizionale, è quasi scomparso, sostituito da sottoinsiemi in alluminio imbullonati:

  • Davanti c’è una pipa di sterzo in fusione che si collega alla parte anteriore della batteria. Sopra di essa, tiranti imbullonati con spessori variabili permettono di modulare la rigidità complessiva.
  • Dietro lavora un basculante monobraccio in alluminio fuso, ancorato a piastre imbullonate alla batteria che sostengono anche il telaietto posteriore.

Freni, sospensioni, strumentazione e comandi sono componenti standard, ma l’insieme ha un look molto personale. In una delle livree, nero e oro, il richiamo alle famose pile “nero-dorate” è fin troppo evidente: gli scettici avranno facile gioco nelle battute, ma l’impatto estetico è forte e distintivo.

Una Honda per persone “speciali”, come lo fu il Super Cub

Honda ha già vissuto una rivoluzione d’immagine con il Super Cub negli anni ’60, quando in USA la moto era sinonimo di ribellione e “cattiva compagnia”. La campagna “You meet the nicest people on a Honda” ribaltò la percezione pubblica, trasformando la moto in oggetto quotidiano e rassicurante, e aprì la strada a oltre 100 milioni di Super Cub venduti.

La WN7 gioca un ruolo simile nel contesto elettrico: non è una moto per tutti, ma per chi vuole stare un passo avanti, accettando compromessi su prezzo e autonomia in cambio di tecnologia, immagine e una nuova esperienza di guida.

Prezzo, autonomia e ricarica: il vero nodo dell’elettrico

Qui arrivano i due grandi ostacoli: costo e autonomia. La Honda WN7 si posiziona a circa 15.000 €, paragonabile a una Africa Twin d’ingresso e quasi il doppio di una CB750 Hornet con cambio tradizionale. È una cifra che la colloca più nel territorio del “prodotto immagine” che in quello della scelta razionale.

L’autonomia reale ruota attorno ai 100 km, meno della metà di quanto si chieda normalmente a una moto stradale. A questo si aggiungono i tempi di ricarica e la necessità di avere accesso a un punto di rifornimento elettrico.

Honda ha previsto:

  • Connettore Tipo 2 in corrente alternata, compatibile con wallbox domestiche o condominiali.
  • Cavo in dotazione per presa Schuko 220 V standard.
  • Estensione CCS2 per ricarica rapida in corrente continua, con passaggio dal 20% all’80% in meno di 30 minuti.

Sul piano del puro costo chilometrico l’elettrico potrebbe essere un vantaggio, ma i circa 7.000 € di differenza rispetto a una moto termica A2 consentirebbero di percorrere un’enorme quantità di chilometri a benzina. La WN7, oggi, non è una scelta economica: è una scelta di principio e di esperienza.

Vantaggi in marcia: silenzio, comfort termico e semplicità

Superati prezzo e autonomia, emergono i vantaggi tipici di una moto elettrica ben progettata. La WN7 è praticamente muta: in marcia si sente solo il vento e, a bassa velocità, un leggero sibilo della trasmissione. In sosta è totalmente silenziosa, e soprattutto non scalda: in estate, in città, è un plus enorme rispetto a una termica che irradia calore su gambe e busto.

La guida è estremamente semplice: niente frizione, niente cambio, il motore agisce direttamente sulla ruota posteriore. L’assenza di vibrazioni e di rumorosità meccaniche rende tutto più rilassante, senza togliere coinvolgimento quando si apre il gas con decisione, grazie alla coppia immediata tipica dell’elettrico.

Elettronica e modalità di guida: un laboratorio su due ruote

La gestione completamente elettronica del motore apre a una flessibilità che un termico si sogna. Sulla WN7 troviamo quattro modalità di guida:

  • Sport e Standard: potenza massima disponibile, con differenze nella risposta al gas e nell’intensità del freno motore/rigenerazione.
  • Rain ed ECO: potenza di picco limitata a 22 kW e 18 kW rispettivamente, con rigenerazione via via più intensa.

Non manca il controllo di trazione, il cruise control e un pratico “modo manovra” che muove la moto a 5 km/h sia in avanti sia in retromarcia, molto utile nelle manovre da fermo. In ogni modalità si possono selezionare quattro livelli di freno motore, quindi di rigenerazione.

La chiave è elettronica, il cruscotto è personalizzabile e mostra in modo chiaro stato di carica, autonomia stimata, consumi, energia recuperata e tempi di ricarica. È anche possibile impostare l’intensità di ricarica e il livello massimo di carica desiderato, utile per preservare la vita della batteria.

Qualità Honda: controllo totale e feeling naturale

La firma Honda si riconosce subito nella qualità percepita: finiture, assemblaggi, scelta dei componenti. Ma soprattutto nel modo in cui la moto “parla” con il pilota. Molte elettriche soffrono di un’erogazione brusca, specie ai primi gradi di acceleratore; la WN7 è l’esatto opposto: progressiva, filtrata quanto basta, ma capace di diventare aggressiva quando lo si richiede.

Il comando del gas è perfettamente modulabile, sia in accelerazione sia in rilascio. Scelto il livello di freno motore preferito, si ha una connessione diretta tra polso destro e ruota posteriore, senza ritardi né on/off fastidiosi. È uno dei punti in cui l’esperienza Honda sulle termiche si sente di più.

La moto è molto stretta al cavallo, le gambe restano poco divaricate e chiunque arriva bene a terra. In marcia questa snellezza si traduce in una posizione naturale, con ingombri da media-piccola cilindrata: niente sensazione di “mattone” tipica di alcune elettriche con batterie voluminose.

Le sospensioni sono regolabili solo nel precarico del mono posteriore, ma per il range di velocità della WN7 lavorano correttamente. Il set-up è piuttosto sostenuto: garantisce sostegno in guida brillante, ma sulle buche più secche tende a restituire qualche rimbalzo.

Frenata, ciclistica e comportamento dinamico

L’impianto frenante, con doppio disco anteriore, è adeguato alle prestazioni e offre buon feeling alla leva. Alla decelerazione contribuisce anche il freno motore rigenerativo, che aiuta a risparmiare pastiglie e a recuperare energia.

La struttura imbullonata attorno alla batteria è molto rigida e, complice l’interasse contenuto e la gomma posteriore relativamente stretta, la WN7 in curva ricorda quasi una sportiva 125 “vecchia scuola”. Con semimanubri bassi e pedane arretrate sarebbe facile immaginarsela come una piccola racer monocilindrica degli anni passati.

La moto accelera forte fino alla velocità massima indicata e la mantiene con disinvoltura finché l’autonomia lo consente. L’agilità è uno dei suoi punti forti: tra curve veloci e misto stretto si muove rapida e precisa, con un avantreno svelto ma non nervoso. I Pirelli Diablo Rosso II garantiscono un livello di grip più che adeguato alle prestazioni e al peso.

In città la WN7 esprime l’altra faccia del suo carattere: silenziosa, priva di vibrazioni, con un’erogazione dolce quando si ruota il gas lentamente. Tra semafori e traffico si apprezza la fluidità dell’elettrico unita alla compattezza tipica delle naked Honda.

Scheda tecnica essenziale Honda WN7

Dettaglio Descrizione
Motore Sincromo a magneti permanenti (PMSM), raffreddato a liquido
Potenza 18 kW nominali, 50 kW di picco (circa 70 CV)
Batteria Pacco fisso con 576 celle agli ioni di litio, raffreddato ad aria
Trasmissione Riduzione ad ingranaggi + cinghia dentata finale
Velocità massima 135 km/h indicati (circa 129 km/h reali)
Autonomia Circa 100 km in uso misto

Considerazioni finali: un esperimento riuscito, ma per pochi

La Honda WN7 è la prima della sua specie nella casa dell’ala dorata, ma non rinnega i geni di decine di modelli termici che l’hanno preceduta. È, di fatto, un esperimento industriale e d’immagine, ma un esperimento perfettamente riuscito dal punto di vista tecnico e dinamico.

Offre quello che ci si aspetta da una moto elettrica ben nata: erogazione dolce e al tempo stesso poderosa, totale assenza di vibrazioni, rumore e calore, design alternativo e una guida che non fa rimpiangere una naked tradizionale. Aggiunge una dotazione elettronica completa, opzioni di ricarica moderne e una qualità costruttiva da vera Honda.

Resta il nodo del prezzo, che oggi la rende più una vetrina tecnologica che un prodotto di massa. Ma è proprio su moto come la WN7 che si costruisce il futuro elettrico su due ruote: quando costi, infrastrutture e autonomie si allineeranno, Honda avrà già fatto la sua esperienza sul campo.

Condividi sui social
Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.