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Akrapovic presenta i nuovi scarichi per Ducati Panigale V2 e Multistrada V2

Akrapovič presenta i nuovi scarichi per Ducati Panigale V2 e Multistrada V2

Dallo “scarico megafono” alla gioielleria omologata

C’è stato un periodo in cui montare uno scarico aftermarket voleva dire una sola cosa: rumore. Rumore puro, di quello che faceva vibrare le vetrate del bar e irritava i vicini. Volevi che la tua moto suonasse come una Superbike, anche se uscivi solo per un caffè. Più rumore significava più velocità. Più velocità significava più stile.

Quel mondo è finito. Con l’arrivo delle normative Euro 5+ e dei limiti globali sempre più severi su emissioni e inquinamento acustico, gli scarichi moderni non sono più i megafoni scatenati di una volta. Marchi come Akrapovic non inseguono solo i decibel: puntano al rispetto delle norme, al risparmio di peso, a piccoli ma misurabili incrementi di prestazioni e, inutile girarci intorno, all’estetica. Oggi spendere una cifra importante per uno scarico in titanio è come comprare un gioiello per la propria moto.

I ducatisti questo lo sanno meglio di chiunque altro.

Slip-On Line in titanio: plug-and-play, Euro 5+ e omologati

I nuovi sistemi Slip-On Line in titanio dedicati a Ducati Panigale V2 e Ducati Multistrada V2 rappresentano bene l’evoluzione del mercato degli accessori. Sono plug-and-play, rispettano la normativa Euro 5+, non richiedono la rimappatura della ECU e, soprattutto, sono completamente legali per l’uso stradale.

Sono prodotti pensati per integrarsi con l’elettronica di serie, non far accendere spie, non creare problemi in revisione e allo stesso tempo regalare quel tocco di esclusività che molti cercano quando scelgono un marchio come Akrapovic.

Multistrada V2: più carattere, stesso comfort

La configurazione pensata per la Multistrada V2 utilizza un corpo esterno in titanio lucidato con interno in acciaio inox, chiuso da un fondello in fibra di carbonio e protezione termica coordinata. Il risultato è uno scarico più leggero di circa 200 grammi rispetto all’originale, pari a una riduzione di circa il 5%.

Sul fronte prestazionale, Akrapovic dichiara un guadagno di 0,9 CV e quasi 3 Nm di coppia intorno ai 3.000 giri/min. Numeri contenuti, ma posizionati proprio nella zona di utilizzo tipica della Multistrada, quella della guida quotidiana e del turismo.

La verità? Quei 0,9 CV non li percepisci davvero. Quello che avverti è una risposta al gas leggermente più pulita ai bassi regimi e, soprattutto, un sound del bicilindrico a V più profondo e pieno. Non più forte: semplicemente più ricco, con un timbro più maturo. È esattamente il massimo che si può chiedere oggi, considerando i limiti sul rumore.

Panigale V2 e Streetfighter V2: look da WorldSBK

Passando al sistema dedicato a Panigale V2 e Streetfighter V2, il cambio di registro è evidente già a colpo d’occhio. La configurazione prevede due terminali in titanio con finali a nido d’ape che sembrano usciti direttamente dal paddock del WorldSBK. È il classico dettaglio che trasforma il posteriore della moto in una firma visiva immediatamente riconoscibile.

Questo impianto pesa 1 kg in meno rispetto allo scarico di serie, con una riduzione del 30% rispetto al gruppo originale. Su una sportiva, togliere un chilo in zona bassa e arretrata non è un dettaglio: aiuta a rendere la moto un filo più agile nei cambi di direzione e nelle manovre.

Sul banco prova, Akrapovic parla di circa 1,8 CV in più a 11.000 giri/min e di 0,8 Nm a 7.500 giri/min. Anche qui, non sono valori che stravolgono l’erogazione, ma si inseriscono dove la V2 lavora in pista e nella guida sportiva.

Dati tecnici principali

Dettaglio Descrizione
Materiali Titanio con parti interne in acciaio inox, fondelli e paracalore in fibra di carbonio
Normativa Omologazione Euro 5+, utilizzo stradale legale
Multistrada V2 -200 g (~5% in meno), +0,9 CV, +3 Nm a ~3.000 giri/min
Panigale/Streetfighter V2 -1 kg (~30% in meno), +1,8 CV a 11.000 giri/min, +0,8 Nm a 7.500 giri/min
Installazione Sistemi slip-on plug-and-play, senza necessità di rimappare la ECU

Perché si sceglie ancora uno scarico aftermarket

Chi investe migliaia di euro in un Akrapovic in titanio non lo fa per limare decimi sullo 0–200. Lo fa perché ogni volta che si allontana dalla moto vuole voltarsi a guardarla, come si farebbe con una scultura rinascimentale dotata di forcellone monobraccio.

Gli scarichi moderni aftermarket parlano meno di ribellione e molto di più di raffinamento. Continuano a migliorare le prestazioni, certo. Continuano a cambiare il suono. Ma sono progettati per vivere in un contesto in cui le moto devono superare test di emissioni e fonometrici senza drammi.

La verità è che il settore è maturato. E con lui, anche i motociclisti.

Più sofisticazione, meno esibizionismo

L’incremento di potenza è un bonus. Il guadagno di coppia è interessante. Ma il vero salto sta in come cambia la vista di tre quarti posteriore della moto, soprattutto sulle supersportive. Forse gli scarichi aftermarket si sono “ammorbiditi” rispetto ai tempi d’oro dei megafoni aperti, ma oggi puntano molto più sulla sofisticazione che sul semplice attirare l’attenzione.

Per chi guida una Ducati V2, Panigale o Multistrada, questi nuovi Akrapovic rappresentano esattamente questo: un upgrade coerente con i tempi, che rispetta le regole senza rinunciare al carattere.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.