La tecnologia che per anni è rimasta chiusa nei laboratori sta finalmente arrivando sulle ruote. Changan, colosso automobilistico cinese (proprietario del marchio Deepal e produttore, tra gli altri, della Mazda 6e per il mercato locale), promette di iniziare a vendere già da quest’anno veicoli elettrici con batterie allo stato solido. Non prototipi da salone, ma applicazioni reali su auto e robot.
Il nome in codice è Golden Bell, e i numeri sono di quelli che fanno tremare il motore a gasolio più efficiente: densità energetica record di 400 Wh/kg e oltre 1.500 km di autonomia con una sola carica nel ciclo cinese CLTC. Se anche solo una parte di queste promesse verrà confermata nel mondo reale, il concetto stesso di “ansia da ricarica” cambierà radicalmente.
Batterie allo stato solido Golden Bell: cosa significano quei 400 Wh/kg
La chiave della promessa di Changan è la densità energetica: 400 Wh/kg è un valore che finora si vedeva solo nelle slide delle startup e nei paper accademici. In pratica, a parità di peso del pacco batteria, un’auto può immagazzinare molta più energia rispetto alle attuali celle agli ioni di litio.
Nel ciclo CLTC, più ottimistico rispetto al WLTP europeo, si parla di oltre 1.500 km con una singola ricarica. Anche scontando una riduzione consistente passando a cicli più severi, resterebbero autonomie superiori a quelle di molte berline diesel da viaggio. Per chi macina migliaia di chilometri l’anno, è il primo vero affondo dell’elettrico nel territorio tradizionale del turbodiesel.
Golden Bell non è una singola batteria, ma una piattaforma industriale: otto varianti di celle, che spaziano da soluzioni a elettrolita liquido a semisolido fino al pieno stato solido. Il progetto prevede una capacità produttiva pianificata di 150 GWh, numeri da costruttore globale, non da laboratorio sperimentale.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Densità energetica | Fino a 400 Wh/kg (Golden Bell, stato solido) |
| Autonomia dichiarata | Oltre 1.500 km con ciclo CLTC |
| Avvio installazioni | Robot e veicoli elettrici nel terzo trimestre 2026 |
| Produzione di massa | Programmato per il 2027 |
| Capacità produttiva | 150 GWh pianificati per la piattaforma Golden Bell |
Più autonomia, ma anche più sicurezza e controllo
Changan non punta solo a “fare più chilometri”. Il costruttore dichiara che le sue batterie Golden Bell saranno fino al 70% più sicure rispetto alle celle convenzionali. È un aspetto cruciale: l’elettrolita solido, per sua natura, riduce il rischio di fuga termica e incendio rispetto agli elettroliti liquidi infiammabili.
Su questa base hardware si innesta un layer software aggressivo: sistemi di diagnostica remota basati su intelligenza artificiale, in grado di monitorare lo stato di salute delle celle, prevedere guasti e ottimizzare la gestione termica e la ricarica. È l’evoluzione della classica BMS (Battery Management System) verso un vero “gemello digitale” del pacco batteria.
La roadmap industriale è già tracciata:
- prime installazioni su robot e veicoli elettrici nel terzo trimestre 2026
- rampa produttiva nel 2027 con produzione di massa
- coesistenza di tecnologie: liquido, semisolido e stato solido nello stesso portafoglio
Questa transizione graduale è fondamentale per non bloccare le linee e per ammortizzare i costi, mentre si portano sul mercato le prime generazioni di stato solido.
Sodio al posto del litio: le batterie Naxtra per il freddo estremo
Changan non gioca una sola carta. In parallelo alle Golden Bell, il costruttore lavora con CATL sulle batterie al sodio, una tecnologia complementare che punta più alla robustezza e al costo che all’autonomia record.
La batteria Naxtra, sviluppata con CATL, offre:
- densità energetica di 175 Wh/kg
- autonomia di oltre 400 km
- funzionamento garantito fino a -50 °C
Sono valori pensati per citycar, segmenti compatti e veicoli destinati a climi estremi, dove la chimica al litio tradizionale soffre particolarmente. I primi modelli a montare le Naxtra saranno i Changan Nevo Q05 e Nevo A06, segnando l’ingresso sul mercato di una tecnologia che potrebbe ridurre significativamente la dipendenza dal litio e dalle sue filiere critiche.
Una corsa globale allo stato solido: non solo Changan
Changan non è un caso isolato, ma uno dei protagonisti di una corsa globale che coinvolge tutta l’industria.
In Cina, Dongfeng Motor sta già testando le proprie batterie allo stato solido con densità di 350 Wh/kg e oltre 1.000 km di autonomia dichiarata, in condizioni estreme. L’obiettivo è metterle in commercio prima della fine del 2026, quindi in una finestra temporale molto vicina a quella di Changan.
Attorno a loro si muove l’intero ecosistema asiatico: BYD, Chery, la stessa CATL, ognuno con la propria interpretazione dello stato solido o delle varianti semisolide. Intanto, in Occidente, marchi come Mercedes-Benz, Volkswagen e Toyota stanno allineando i propri programmi di ricerca e industrializzazione, consapevoli che il vantaggio di chi arriverà prima potrebbe essere enorme, sia in termini di immagine sia di costi per kWh.
Per anni le batterie allo stato solido sono state “la tecnologia del futuro” buona per i comunicati stampa e poco più. Ora, con date precise, capacità produttive dichiarate e modelli già individuati per l’adozione, la rivoluzione esce dalla fase annuncio.
Fine dei motori termici? Non ancora, ma l’orizzonte si avvicina
Se le batterie Golden Bell, le Naxtra al sodio e le soluzioni allo stato solido di Dongfeng manterranno anche solo parzialmente le promesse, il panorama cambierà in modo drastico:
- autonomie paragonabili o superiori ai diesel da viaggio
- ricariche meno frequenti e più flessibili
- migliore comportamento al freddo e maggiore sicurezza intrinseca
- costi potenzialmente più bassi nel medio periodo, grazie a nuove filiere e all’uso del sodio
Non significa che il motore a combustione sparirà domani mattina, soprattutto in mercati dove l’infrastruttura di ricarica è ancora acerba e il parco circolante ha un’età media elevata. Ma il “tramonto” dei termici, che finora era più ideologico che tecnico, inizia ad avere una base industriale concreta.
Per chi vive l’auto e la moto come passione, questo passaggio sarà epocale: il sound di un V8 o di un quattro cilindri in linea non verrà sostituito da un sibilo elettrico dall’oggi al domani. Ma la spinta tecnologica cinese sulle batterie allo stato solido rende chiaro che il baricentro dell’innovazione si sta spostando, e che l’elettrico di nuova generazione non giocherà più in difesa sui temi di autonomia e usabilità.


