Una moto che non rientra in nessuna categoria… perché le unisce tutte
La moto di cui vale la pena parlare non è fra le più popolari né fra le più chiacchierate del mercato. Eppure è, con ogni probabilità, una delle moto più polivalenti ed equilibrate che si possano acquistare oggi. Una vera 3-in-1: non è una trail, non è una sportiva, ma fonde i due mondi aggiungendo soluzioni tipiche di uno scooter.
Un “accendino” indistruttibile e affidabilissimo che si accontenta di 3,5 l/100 km. Una moto che in Spagna è ancora sottovalutata, e che in Italia è conosciuta meno di quanto meriti.
Questa moto è la particolarissima Honda NC750X.
Honda NC750X: la crossover che fa tutto, davvero
La Honda NC750X è sul mercato da anni, ma Honda l’ha aggiornata costantemente dal punto di vista tecnico ed elettronico. Il suo segreto è proprio la formula crossover portata all’estremo: elementi da moto sport-touring, dettagli da trail e soluzioni da scooter convivono in un progetto unico.
L’esempio più eclatante è il “falso serbatoio”: dove su qualsiasi altra moto troveremmo il tappo della benzina, sulla NC750X c’è un vano da circa 23 litri, sufficiente per ospitare un casco integrale. Una soluzione da scooter premium, su una moto che per impostazione generale è una crossover stradale. Se fosse un’auto, sarebbe l’equivalente di un Mazda CX-30: una via di mezzo riuscita, che non si lascia incasellare.
La posizione di guida è leggermente rialzata, con una sella a 802 mm da terra: si domina il traffico, si vede bene la strada e la triangolazione manubrio–sella–pedane è naturale anche per chi macina chilometri. L’altezza e l’ergonomia aiutano anche quando si lascia l’asfalto per qualche sterrato facile.
Il motore “indistruttibile”: 745 cc, 59 CV e 3,5 l/100 km
Il cuore della NC750X è un bicilindrico parallelo di 745 cm³, otto valvole, raffreddato a liquido. È un motore che in ambiente Honda ha fama di essere praticamente indistruttibile: robusto, poco stressato e progettato più per durare e consumare poco che per impressionare con i cavalli.
La potenza massima è di 59 CV a 6.750 giri/min, con una coppia di 69 Nm a soli 4.750 giri/min. Numeri che, se parlassimo di auto, ricorderebbero un buon turbodiesel: tanta spinta ai medi, pochissimo bisogno di tirare le marce.
Il dato che fa davvero la differenza è il consumo omologato: 3,5 l/100 km. Con il serbatoio da 14,1 litri si traducono in 300–350 km di autonomia reale, a seconda dell’andatura e del carico. Per una moto capace di viaggiare in autostrada e affrontare passi di montagna, sono valori da record.
Non è una moto leggerissima né una “sparatutto” in termini di potenza, ma attenzione a non sottovalutarla: se si apre il gas con disinvoltura, i limiti del codice si superano senza il minimo sforzo.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Motore | Bicilindrico parallelo, 745 cm³, 8 valvole, raffreddato a liquido |
| Potenza / Coppia | 59 CV a 6.750 giri/min / 69 Nm a 4.750 giri/min |
| Consumo omologato | 3,5 l/100 km |
| Serbatoio carburante | 14,1 litri (autonomia reale 300–350 km) |
| Altezza sella | 802 mm |
| Vano anteriore | Circa 23 litri, per casco integrale |
Cambio manuale o DCT: due anime, una sola moto
Di serie la NC750X adotta un cambio tradizionale a 6 rapporti, con una rapportatura sfruttabile e ben spaziata, in linea con il carattere del motore. Ma è l’opzione DCT a renderla unica nel suo segmento.
Honda propone infatti, come sulla Africa Twin, un cambio automatico a doppia frizione a 6 marce. È uno dei pochissimi modelli sul mercato a offrire questa tecnologia, collaudata da anni sia in termini di durata sia di affidabilità.
Il DCT permette di scegliere fra gestione completamente automatica o cambiata manuale tramite comandi al manubrio. In città elimina lo stress della frizione, nel misto consente di concentrarsi solo sulle traiettorie, in viaggio rende la guida rilassata e fluida. È qui che la NC750X si avvicina ancora di più al mondo scooter, senza rinunciare alla sostanza di una vera moto.
Ciclistica equilibrata: a suo agio in città, in viaggio e sulle sterrate facili
La dinamica della Honda NC750X è dichiaratamente votata alla polivalenza. È una moto stradale molto competente, ma allo stesso tempo sorprendentemente efficace nel traffico urbano, soprattutto nella versione DCT, dove il “prendi e vai” è totale. All’occorrenza, però, non teme le piste bianche in buono stato.
La ciclistica è stata pensata per questo mix d’utilizzo. Troviamo cerchi in lega da 17″ sia all’anteriore sia al posteriore, una scelta che privilegia l’asfalto ma non impedisce di affrontare uno sterrato semplice. Le sospensioni sono firmate Showa, con una taratura equilibrata e 120 mm di escursione: abbastanza morbide per assorbire buche e giunti, ma ancora precise quando si forza il ritmo.
L’impianto frenante prevede all’anteriore un disco da 296 mm con pinza a doppio pistoncino Nissin e al posteriore un disco da 240 mm. L’ABS a doppio canale è di serie, così come il controllo di trazione (TCS) disinseribile con due livelli di intervento. Sono presenti tre modalità di guida e logiche di funzionamento differenziate per il cambio automatico, il tutto gestito da un acceleratore ride-by-wire che permette una risposta del gas molto raffinata.
In pratica:
- è stabile e sincera in autostrada,
- maneggevole e intuitiva in città,
- sufficientemente robusta e filtrante sulle strade bianche.
Prezzo, dotazione e alternative sul mercato
La Honda NC750X non è, sulla carta, una moto “economica”. Il prezzo di listino in contanti parte da poco più di 9.000 euro (9.090 euro indicativi).
Chi desidera la versione con cambio DCT a doppia frizione deve mettere in conto circa 1.000 euro in più. Una cifra importante, ma coerente con la tecnologia offerta e con il valore aggiunto in termini di comfort e facilità d’uso quotidiano.
Non esistono rivali davvero dirette, perché la NC750X occupa una nicchia tutta sua. Le alternative più vicine per impostazione e prezzo sono:
- Yamaha Tracer 7 (intorno ai 9.999 euro),
- Kawasaki Versys 650 (intorno ai 9.050 euro).
Sono entrambe ottime moto, ma più vicine al mondo sport-touring/trail stradale classico, senza il vano anteriore da scooter, senza l’opzione DCT e con un’impostazione meno “ibrida” rispetto alla NC.
Per il model year 2026 non sono ancora stati comunicati i listini definitivi della NC750X; la novità principale annunciata riguarda una nuova gamma colori, a conferma di una piattaforma ormai matura che non ha bisogno di rivoluzioni.
Perché la NC750X è la 3-in-1 che servirebbe anche all’Italia
La Honda NC750X è una moto che sfugge alle etichette facili, e forse per questo è meno diffusa di quanto meriterebbe. Ma chi la conosce sa che qui convivono:
- la praticità e il comfort di uno scooter di alta gamma,
- la solidità e l’autonomia di una tourer razionale,
- la posizione di guida e la versatilità di una crossover.
Consuma come un 125 ben guidato, ma viaggia come una vera media cilindrata. È pensata per durare, per lavorare tutti i giorni e per accompagnare viaggi lunghi senza battere ciglio. In un mercato spesso ossessionato dai cavalli e dall’immagine, la NC750X resta una moto profondamente intelligente.
Ed è proprio per questo che, finché resterà una “sconosciuta” ai più, chi la sceglierà avrà la sensazione di guidare uno dei segreti meglio custoditi di casa Honda.


