Otto anni dopo: Subaru prepara il grande rientro della WRX STi
Otto anni dopo aver smesso di vendere la WRX STi in Europa, Subaru torna a parlare apertamente di quello che potrebbe essere il suo nuovo modello halo: l’erede spirituale della mitica Impreza WRX STi.
Per chi vive di benzina e ricordi da speciale del WRC, Impreza WRX STi è molto più di un nome: è il simbolo di un’epoca.
Basta chiedere a qualsiasi appassionato quale sia la Subaru più iconica: la risposta, nella stragrande maggioranza dei casi, sarà sempre la stessa. E subito dopo arriveranno le immagini dei gloriosi anni nel Mondiale Rally, con le Impreza Gruppo A e World Rally Car guidate da Colin McRae, Carlos Sainz, Richard Burns, Juha Kankkunen, Petter Solberg e altri fuoriclasse.
È proprio questo zoccolo duro di fan che Subaru vuole tornare a conquistare. Una nicchia rumorosa, fedele, capace di influenzare l’immagine del marchio ben oltre il suo reale peso nelle vendite, in un momento in cui la curva globale dei volumi Subaru è tutt’altro che in crescita. L’attuale gamma europea (Forester, Outback, Solterra, Crosstrek e i nuovi Uncharted ed E-Outback in arrivo) è razionale, solida, ma non fa battere il cuore. E Subaru lo sa.
Subaru fa intravedere il ritorno dell’Impreza WRX STi
Per i prossimi anni, la Casa giapponese ha in programma diversi modelli elettrici, oltre all’E-Outback in arrivo (strettamente imparentata con la nuova Toyota bZ4X Touring) e all’Uncharted (derivato dalla piattaforma della C-HR+). Ma uno di questi progetti ha un obiettivo molto diverso: riaccendere le stesse emozioni che hanno reso iconico il marchio tra anni ’90 e primi 2000, quando le Impreza conquistarono 47 vittorie nel WRC (11 con la 555 Gruppo A, 1 con la Legacy RS Gruppo A e il resto con le varie evoluzioni della Impreza WRC).
Da un lato ci si aspetta che questo nuovo modello diventi la vera halo car del marchio, recuperando la silhouette tre volumi delle Impreza WRX STi del passato. Dall’altro, appare quasi scontata la volontà di riportare in vita le leggendarie sigle STi, rimaste attive in mercati come quello giapponese (basti pensare alla Levorg STi) ma assenti da anni in Europa.
Il prezzo da pagare: addio boxer, benvenuto elettrico
C’è però una condizione non negoziabile: il nuovo modello sarà elettrico al 100%.
Questo significa dire addio non solo al sound inconfondibile delle STi, ma anche a uno dei marchi di fabbrica più profondi dell’identità Subaru: il motore boxer, turbo nel caso delle WRX STi.
La transizione arriva pochi mesi dopo la decisione di pensionare definitivamente il motore EJ20, il quattro cilindri boxer che ha equipaggiato Impreza e Legacy degli anni ’90 e che era sopravvissuto fino alla stagione 2025 nel BRZ GT300 del campionato Super GT. Una pietra miliare della storia Subaru che lascia il campo alle nuove piattaforme elettriche.
A sottolineare il cambio di paradigma è stato David Dello Stritto, general manager di Subaru in Europa, dopo l’anticipazione mostrata al Salone di Tokyo 2025:
«Gli elettrici stanno arrivando e renderanno possibili cose che sognavamo da tempo, come la rinascita di una certa auto blu con livrea gialla. Sta tornando a essere possibile. È molto emozionante: i suoi fan non sono la maggioranza dei clienti Subaru in Europa, ma fanno rumore e continuano a spronarci».
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Alimentazione | 100% elettrica, niente motore boxer |
| Ruolo in gamma | Modello halo, erede spirituale della Impreza WRX STi |
| Posizionamento emotivo | Richiamo diretto all’era WRC blu e gialla |
| Sviluppo tecnico | Progetto interamente Subaru, non derivato Toyota |
| Mercato europeo | Pensato per una nicchia di appassionati molto influente |
L’erede di un’auto che ha segnato un’epoca
Per i puristi la pillola è amara. Parliamo di una delle auto più emotive degli ultimi trent’anni, e ridurre tutto al “manca il rumore” sarebbe superficiale, ma non del tutto sbagliato. L’obiettivo, per gli ingegneri Subaru, sarà replicare il tipo di emozioni che il movimento dell’auto sapeva trasmettere: pensare a un’Impreza significa rivedere McRae buttare il posteriore nelle curve, con i colori 555, tra i tornanti del Costa Brava, di Sanremo, della Corsica, del RAC o del 1.000 Laghi.
Una fonte interna, citata da Auto Express, lo ha riassunto con estrema lucidità:
«Si è riconosciuto che Subaru è fuori dal gioco da troppo tempo ed è ora di tornare, anche se è ancora presto per dire che aspetto avrà. Servono prodotti che riaccendano la passione, il che è complicato perché gran parte del fascino dell’Impreza era il suono. Se non ti concentri troppo sull’autonomia, puoi ottenere grandi prestazioni, ma la parte emotiva è molto più complessa».
Il nodo è tutto qui: con l’elettrico è relativamente semplice ottenere numeri da supercar in accelerazione e trazione. Molto più difficile è dare carattere, costruire un linguaggio dinamico che sostituisca il borbottio irregolare del boxer, le cambiate violente, il turbo lag da domare con volante e differenziali.
Un’auto 100% Subaru, non un clone elettrico Toyota
Dal punto di vista industriale, l’aspetto più interessante è forse questo: il nuovo modello halo sarà sviluppato interamente da Subaru. Non sarà l’ennesima declinazione di una base tecnica Toyota, come accaduto in diversi progetti recenti.
Questo lo rende qualcosa di profondamente diverso da una Toyota GR o da una sportiva elettrica Lexus in chiave LFA moderna. Subaru vuole firmare in prima persona il suo ritorno nel mondo delle auto emozionali, senza appoggiarsi in modo diretto alla tecnologia del partner giapponese.
Per gli appassionati è una notizia cruciale: significa che telaio, messa a punto dei motori elettrici, gestione della trazione integrale e calibrazione dei controlli elettronici avranno il tipico “tocco Subaru”, con quell’equilibrio tra efficienza e sovrasterzo controllato che ha reso celebri le Impreza da rally.
E dopo la halo car? Il futuro elettrico della gamma Subaru
La domanda successiva riguarda inevitabilmente il resto della gamma elettrica Subaru. Il marchio è rimasto a lungo assente da segmenti che in passato aveva presidiato con modelli compatti come Justy e Trezia, venduti in Europa oltre dieci anni fa.
Oggi, con le normative sempre più stringenti e i centri urbani chiusi ai motori termici, avrebbe perfettamente senso rivedere una Subaru compatta elettrica o ibrida plug-in, magari con trazione integrale elettrica e un posizionamento più “fun” che razionale.
In prospettiva, il ritorno di una WRX STi elettrica come halo car può fare da apripista a una famiglia di modelli a batteria meno estremi ma con un filo diretto alla tradizione del marchio:
- trazione integrale avanzata, gestita da motori elettrici indipendenti
- assetti sinceri, più da strada vera che da salotto hi-tech
- un design che richiami, senza copiarla, la mitologia blu e gialla del WRC
Se Subaru riuscirà a trasferire questa identità nel mondo elettrico, il “certo coche azul con pintura amarilla” evocato da Dello Stritto non sarà solo un’operazione nostalgia, ma il primo tassello di una nuova era per gli appassionati del marchio.



