La seconda sorpresa ci viene dal piano futuREady presentato dal Gruppo Renault, una strategia che si propone come la prossima Renaulution e che ha l’obiettivo di entrare con successo nel prossimo decennio. Se pochi minuti fa è apparsa sulla prima pagina di Diariomotor un’auto che sembra essere l’ammiraglia di Dacia in questa prossima fase, ora è il momento di parlare dell’auto presentata dalla casa madre del gruppo.
Nuova Renault Bridger: SUV urbano con anima da fuoristrada

Si tratta, come anticipato alcuni giorni fa, della Renault Bridger, un SUV dall’aspetto decisamente fuoristrada che, con l’attenzione rivolta all’elettrificazione e un piano di progettazione economico, potrebbe rappresentare un colpo importante a livello globale per i francesi.
Se abbiamo deciso di mettere tra virgolette il sostantivo “fuoristrada” nel titolo, è solo perché Renault lo ha definito un modello urbano, nonostante i suoi 20 centimetri di altezza da terra e il fatto che, in puro stile 4×4, abbia una ruota di scorta posizionata sul portellone posteriore.
Va notato che questo Bridger, le cui immagini accompagnano queste righe, potrebbe subire ancora molti cambiamenti, poiché si tratta, per il momento, di un modello concettuale che anticipa le forme e l’idea di quello che finirà per essere il modello di produzione. Cambiamenti che, certamente, sembrano più possibili all’interno che all’esterno.
C’è molto da dire su questo nuovo Bridger, ma cominciamo dal suo esterno, che è senza dubbio l’elefante nella stanza. Renault afferma che sarà lungo meno di 4 metri (probabilmente senza contare la ruota di scorta), ma che avrà comunque un bagagliaio superiore a 400 litri. Inoltre, come già detto, avrà un’altezza da terra di 20 centimetri, che insieme alla carrozzeria di stile cubico, alle linee di tensione che si allungano da un’estremità all’altra e alle superfici lisce e pulite, lo fanno sembrare un vero Land Rover Defender in formato accessibile.
Oltre a tutto ciò, a rafforzare l’immagine di fuoristrada, colpisce una soluzione estetica che Renault ha scelto per il frontale e che, sicuramente, rappresenta una delusione per il nostro collega Sergio Álvarez, poiché scompare il logo del rombo per lasciare spazio al nome Renault, in grande, al centro della griglia.
Il punto di partenza tecnico è la piattaforma RGMP Small del Gruppo Renault, una base progettata per modelli di concezione puramente economica. Infatti, il lancio della Bridger è previsto inizialmente per l’India, anche se non si esclude un’estensione ad altri mercati in futuro, poiché, data la sua gamma meccanica, potremmo benissimo ritrovarci con la Renault Bridger in vendita in Europa, dove per dimensioni e design sarebbe una scommessa sicura.
Dal punto di vista meccanico, infatti, possiamo considerare la Bridger un’auto di ultima generazione. La sua offerta non comprenderà solo versioni elettriche, ma anche versioni puramente termiche, probabilmente a benzina, nonché ibride, il che la rende interessante per il Vecchio Continente. Sì, su Diariomotor daremo molto risalto a questa Renault Bridger se alla fine verrà lanciata sul mercato con versioni ibride leggere e convenzionali.
Anche se verrà lanciata prima in India, non dobbiamo perdere di vista il fatto che il piano alla base della Bridger continua ad essere un piano che ha come obiettivo principale l’Europa, cosa che attira l’attenzione.
Ne consegue quindi che, in realtà, la Bridger è pensata, in qualche modo, per il mercato europeo. Tuttavia, la Bridger non sarà lanciata in India fino al 2027, il che significa che un lancio non così ipotetico nel Vecchio Continente non avverrà prima di allora.



