Partenza strepitosa per il Rally Safari 2026. Con solo due prove speciali in programma per la giornata di giovedì, è bastato percorrere la prima prova per constatare già enormi distacchi tra i primi in classifica e i loro inseguitori. La pioggia ha stravolto la classifica fin dall’inizio, con Oliver Solberg ed Elliott Edmondson che hanno nuovamente sfruttato al meglio questa giornata di giovedì per balzare in testa.
Pioggia e caos in Kenya

Lo shakedown è iniziato in modo promettente per Hyundai. Sebbene il team avesse dichiarato di aver puntato sull’affidabilità, lavorando in particolare sui principali punti deboli riscontrati negli anni precedenti, come la trasmissione e la visibilità (sistema antiappannamento), Thierry Neuville si è concesso il piacere di ottenere il miglior tempo nella prova speciale, che già dava un piccolo assaggio di ciò che sarebbe successo a causa delle intense piogge cadute nella zona nella settimana precedente l’inizio dell’appuntamento in Kenya.
Il belga è riuscito a migliorare di 1,8 secondi il tempo di Oliver Solberg, seguito da Sami Pajari ed Elfyn Evans in quella che era stata una mattinata in cui il Campione del Mondo 2024 aveva completato tre passaggi nello shakedown, mentre le Toyota si erano concentrate per lo più su due soli. Con tutto ciò, i piloti avevano già anticipato che durante le ricognizioni avevano assistito alla grande quantità di acqua e fango presenti nelle speciali, qualcosa che sarebbe stato destinato a peggiorare.
E infatti il tratto di Camp Moran è stato sufficiente per lasciarci già differenze di minuti tra idue grandi candidati a conquistare il titolo quest’anno, Elfyn Evans e Oliver Solberg, rispetto al resto. Il gallese e lo svedese sono stati i primi due a partire nella speciale, quindi, nonostante avessero trovato zone molto bagnate, è vero che sono riusciti a evitare il momento in cui la pioggia si è intensificata e ha lasciato completamente allagati i percorsi su cui si snodava la speciale.
Oliver è riuscito a guadagnare 30 secondi su Evans, ma da lì in poi i distacchi sono stati ancora maggiori, con Ogier che ha perso più di un minuto, così come Takamoto Katsuta, a cui non funzionavano gli interfoni, mentre il divario per le Hyundai sarebbe stato ancora maggiore, con una perdita di tempo ineffabile rispetto al scratch ottenuto da Solberg: +2:13.3 per Neuville, +2:17.4 per Fourmaux e +2:40.8 per Lappi. Il quadro per la M-Sport Ford era ancora più crudo, con McErlean che cedeva più di un minuto ad Armstrong e rimaneva a 3:57,1 dalla testa della classifica.
Non sembrava che la situazione potesse peggiorare per la Hyundai, tuttavia, le tre i20 N Rally1 in gara hanno avuto problemi di surriscaldamento (anche la Ford di McErlean) al passaggio per Mzabibu, con Esapekka Lappi che ha anche avuto un bello spavento in una curva a sinistra in cui ha toccato l’interno ed è rimasto su due ruote, evitando il ribaltamento all’ultimo momento.
Il quadro alla fine della giornata vedeva le cinque Toyota nelle prime cinque posizioni, con Oliver Solberg che ha guadagnato un vantaggio di 33,3 secondi su Elfun Evans, mentre Sébastien Ogier rimane a più di un minuto di distanza dallo svedese nonostante abbia ottenuto il miglior tempo nella TC2. Takamoto Katsuta, dal canto suo, è riuscito a ripristinare la comunicazione con Aaron Johnston e si è consolidato al quarto posto, a 1:15,3 da Oliver e a 10,2 dal nove volte campione del mondo di rally. Pajari completa la Top 5 a 2:06,4 dalla prima posizione, mentre Neuville è il migliore delle Hyundai a 2:21,9 da Solberg, seguito da Jon Armstrong, Adrien Fourmaux ed Esapekka Lappi.


