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Project Arrow: il piano ambizioso del Canada per il suo elettrico da 650 CV e guida autonoma di livello 5

Project Arrow: il piano ambizioso del Canada per il suo elettrico da 650 CV e guida autonoma di livello 5

Il Canada vuole il suo “anti-Tesla”: nasce Project Arrow

Nel panorama dell’auto elettrica, il Canada non vuole più limitarsi al ruolo di fornitore di materie prime e componenti. Con Project Arrow, il paese alza l’asticella e punta a dimostrare di saper progettare e costruire in casa un’auto a zero emissioni completa, competitiva e tecnologicamente avanzata.

L’iniziativa è guidata dalla Automotive Parts Manufacturers’ Association (APMA), l’associazione che riunisce i produttori di componentistica canadesi. L’obiettivo è chiaro: mostrare che il Canada dispone di know‑how ingegneristico, capacità di design e una filiera industriale sufficientemente matura per sviluppare un’auto elettrica moderna senza dipendere dai grandi costruttori stranieri.

Per passare dalle parole ai fatti, l’APMA ha presentato non un semplice concept da salone, ma due prototipi funzionanti: Vector e Borealis.

Vector e Borealis: i due prototipi che raccontano il futuro

Project Arrow è partito ufficialmente nel 2023 con il primo prototipo progettato e assemblato interamente in Canada. Da allora il programma ha coinvolto oltre 80 fornitori, aziende tecnologiche e partner universitari, convergendo su due veicoli laboratorio molto diversi tra loro per orizzonte temporale e missione: Vector guarda al 2030, Borealis spinge lo sguardo verso il 2050.

Vector: elettrico da 650 CV, 550 km di autonomia e guida autonoma di livello 3

Il Vector è il prototipo più vicino a un potenziale modello di serie, con una possibile industrializzazione ipotizzata per il 2030. Il design è volutamente ibrido: linee da SUV, volumi da monovolume e proporzioni da sportiva. Una scelta che strizza l’occhio al mercato globale, dove versatilità e immagine contano quanto le prestazioni.

Il vero contenuto, però, è nascosto sotto la carrozzeria. Il telaio del Vector è stato sviluppato combinando:

  • polimeri leggeri ad alta resistenza
  • elementi in alluminio
  • progettazione generativa tramite intelligenza artificiale
  • produzione con stampa 3D

Questa architettura consente di contenere la massa e ottimizzare rigidità e assorbimento degli urti, integrando in modo efficiente i moduli batteria e i sottogruppi del powertrain.

Il sistema di propulsione è completamente elettrico e sviluppa circa 650 CV, collocando il Vector nella fascia alta delle prestazioni, in linea con le migliori elettriche sportive sul mercato. L’autonomia dichiarata è attorno ai 550 km con una singola carica, un valore competitivo, anche se la APMA non ha ancora divulgato la capacità esatta del pacco batteria né la chimica utilizzata.

Sul fronte ADAS, il Vector punta in alto: dispone di funzioni avanzate di guida autonoma di livello 3. In pratica, il veicolo può gestire autonomamente guida, accelerazione e frenata in determinate condizioni (per esempio in autostrada o nel traffico guidato), con il conducente che deve comunque restare pronto a riprendere il controllo.

Borealis: laboratorio su ruote per il 2050 e la guida autonoma di livello 5

Se il Vector è la visione “realistica” a medio termine, il Borealis è un salto in avanti verso la mobilità di metà secolo. Il formato è quello di un monovolume, ma la carrozzeria è soltanto la pelle di un vero e proprio laboratorio tecnologico su ruote.

Il Borealis è stato concepito per sperimentare soluzioni che oggi sono ancora lontane dalla produzione di massa, ma che potrebbero diventare standard intorno al 2050:

  • guida totalmente autonoma di livello 5
  • assenza di volante e pedali
  • telaio e powertrain ottimizzati con stampa 3D in leghe metalliche avanzate
  • autonomia dichiarata fino a 1.500 km con una sola ricarica

La rimozione di volante e pedali è la dichiarazione d’intenti più forte: il Borealis nasce per non richiedere alcun intervento umano nella guida. Il livello 5 di autonomia è il gradino massimo nella scala SAE: il sistema è in grado di gestire qualsiasi scenario di traffico e condizioni meteo senza necessità che il passeggero intervenga.

Anche il telaio e il gruppo motopropulsore sono stati ripensati alla radice, sfruttando la stampa 3D su leghe metalliche. Questo consente una libertà progettuale radicale: si possono creare strutture cave, reticolari e ottimizzate topologicamente, riducendo peso e numero di componenti, con potenziali ricadute enormi su costi e sostenibilità, una volta che la tecnologia sarà scalabile.

L’autonomia fino a 1.500 km con una carica suggerisce l’impiego di batterie di nuova generazione o di architetture ibride di accumulo, anche se al momento APMA non entra nei dettagli tecnici. Il dato, comunque, indica la direzione: superare il “range anxiety” in modo definitivo.

Scheda tecnica comparativa Vector vs Borealis

Dettaglio Descrizione
Orizzonte temporale Vector: circa 2030 – Borealis: circa 2050
Tipologia veicolo Vector: SUV/monovolume sportivo – Borealis: monovolume futuristico
Potenza e autonomia Vector: ~650 CV, ~550 km – Borealis: autonomia fino a 1.500 km
Guida autonoma Vector: livello 3 – Borealis: livello 5, senza volante né pedali
Tecnologia costruttiva Vector: telaio in polimero leggero + alluminio, AI e stampa 3D – Borealis: telaio e powertrain ottimizzati con stampa 3D in leghe metalliche

Roadmap industriale: il traguardo è il 2028

Né Vector né Borealis sono, oggi, pronti per una produzione immediata. L’APMA li definisce correttamente dimostratori tecnologici, piattaforme su cui testare e validare soluzioni che potranno poi confluire in un modello industrializzabile.

L’obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2028 a un prototipo “producibile”, cioè progettato con criteri di fattibilità industriale, costi sotto controllo e una supply chain definita. In quella fase si passerà dai pezzi unici da laboratorio a un prodotto che un costruttore (canadese o internazionale) potrebbe effettivamente mettere in linea.

Flavio Volpe, presidente dell’APMA, ha sintetizzato così la filosofia del progetto: il Project Arrow è nato come un’ambizione nazionale per dimostrare che il Canada può progettare e costruire un proprio veicolo a zero emissioni. Con la Fase 2.0, la piattaforma viene spinta verso quelle tecnologie, sistemi e capacità industriali che definiranno la mobilità degli anni 2030 e 2040.

Per l’industria globale dell’auto elettrica, il messaggio è chiaro: il Canada non vuole essere soltanto un “fornitore” di batterie, minerali critici e componenti, ma un attore in grado di firmare, in prima persona, il prossimo capitolo della mobilità a zero emissioni.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.