Retro Classics Stoccarda 2026: dove nasce il camion moderno
Retro Classics 2026, a Stoccarda, è stata molto più di una semplice fiera di veicoli storici. Per Mercedes‑Benz Trucks è stato il palcoscenico scelto per inaugurare ufficialmente l’anno dell’anniversario “130 Years Trucks”, un traguardo che nessun altro costruttore può rivendicare con la stessa continuità tecnica e industriale.
In uno stand da 700 metri quadrati, davanti a circa 70.000 visitatori, il marchio ha messo in scena una vera linea del tempo del trasporto pesante: dal primo camion del mondo fino all’eActros 600 Safety Truck elettrico di ultima generazione. A fianco di Mercedes‑Benz Trucks Classic erano presenti partner storici come il club IG Süd, specializzato in veicoli commerciali d’epoca, e Konrad Auwärter, figura di riferimento nella conservazione del patrimonio tedesco degli autobus.
Jean‑Marc Diss, direttore Globale Vendite e Marketing di Mercedes‑Benz Trucks, ha sintetizzato il senso di questa ricorrenza: 130 anni di camion significano 130 anni di spirito pionieristico, innovazione continua e un filo diretto con le esigenze reali di chi lavora ogni giorno con questi mezzi. Tradizione e futuro, per il marchio, sono due facce della stessa medaglia.
Il primo camion del mondo: l’atto di nascita del trasporto pesante
Il cuore dello stand nel padiglione 10 era la ricostruzione del primo camion motorizzato al mondo, presentato da Gottlieb Daimler nel 1896. Un mezzo che, visto oggi, sembra un ibrido tra un carro trainato da cavalli e un veicolo industriale, ma che nasconde già soluzioni tecniche che ritroviamo ancora sui camion pesanti moderni.
Il motore “Phoenix”, un bicilindrico da 1,06 litri montato posteriormente, erogava 4 CV e trasmetteva il moto all’asse posteriore tramite cinghie. Le sospensioni a molle elicoidali avevano il compito di proteggere il motore dalle vibrazioni generate dal fondo stradale, mentre l’asse anteriore era sterzato tramite catene. Il conducente sedeva in alto, su una sorta di sedile da carrozza, con il motore collocato dietro di lui.
Già allora Daimler applicò un concetto che oggi diamo per scontato nei veicoli industriali: il riduttore epicicloidale (asse a riduzione planetaria), fondamentale per gestire coppia e trazione con carichi elevati.
Nel 1898 arrivò il primo salto evolutivo: il motore venne spostato sotto il sedile del conducente e, successivamente, ancora più avanti, davanti all’asse anteriore. Questa disposizione aprì la strada a maggiori prestazioni e, soprattutto, a una superiore capacità di carico utile. Prima di avviare la produzione in serie, Daimler collaudò questi veicoli in condizioni reali di lavoro, in una fabbrica di mattoni: un approccio ingegneristico “sul campo” che anticipa i moderni test di durata.
Già nel 1899 i primi camion Daimler vennero esportati in Inghilterra e Francia, dove soppiantarono progressivamente i veicoli a vapore. La dimensione internazionale fu chiara fin da subito: all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, Daimler presentò i suoi veicoli a una platea mondiale e, già nel 1898, aveva fondato la Daimler Manufacturing Company a Long Island City, New York, aprendo il mercato statunitense. Il concetto di costruttore globale, per Mercedes‑Benz, nasce qui.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Anno di presentazione | 1896 |
| Motore | Bicilindrico “Phoenix” posteriore |
| Cilindrata | 1,06 litri |
| Potenza | 4 CV |
| Trasmissione | A cinghie, con asse a riduzione planetaria |
| Sterzo | Comando a catena sull’asse anteriore |
Actros: 30 anni del camion che ha aperto l’era elettronica
Se il camion del 1896 è l’atto di nascita del trasporto pesante, il Mercedes‑Benz Actros del 1996 è il punto di svolta verso il camion moderno come lo intendiamo oggi: una macchina da lavoro connessa, elettronica, altamente integrata.
Presentato alla IAA del 1996, l’Actros ha segnato l’ingresso dei sistemi digitali nel mondo dei pesanti:
- bus di comunicazione CAN per collegare centraline e sottosistemi
- impianto frenante controllato elettronicamente, con freni a disco su tutte le ruote
- sistemi di assistenza alla sicurezza integrati
- cabina MegaSpace, pensata per comfort e abitabilità nelle lunghe percorrenze
In termini di efficienza, sicurezza attiva e comfort di guida, l’Actros ha fissato nuovi riferimenti. Nel 2006 è arrivato un altro tassello chiave: l’Active Brake Assist, il sistema di frenata d’emergenza automatica che, nel 2026, festeggia a sua volta un anniversario importante. Da allora l’ABA è stato continuamente evoluto, diventando uno dei pilastri della sicurezza attiva in casa Mercedes‑Benz Trucks.
Oggi la famiglia Actros comprende più generazioni, fino all’attuale Actros L e all’eActros 600 elettrico. In trent’anni la piattaforma ha accompagnato il passaggio a nuove trasmissioni, architetture elettroniche connesse, funzioni di assistenza avanzate e una sicurezza sempre più completa. La storia dell’Actros è intrecciata a doppio filo con i 130 anni di innovazione del marchio: è il ponte tra il camion “meccanico” e il camion “digitale”.
eActros 600 Safety Truck: la sicurezza come nuovo terreno di sfida
Per capire quanto lontano sia arrivata la tecnologia in 130 anni basta confrontare il primo camion Daimler con il nuovo Safety Truck basato sul Mercedes‑Benz eActros 600.
Nel 1896 si parlava di 4 CV, sterzo a catena, ruote in ferro pieno: di fatto una carrozza motorizzata. Con l’Actros 1, trent’anni fa, arrivarono l’elettronica, i freni a disco su tutti gli assi, il freno elettronico e una gestione centralizzata delle funzioni di sicurezza.
Oggi il Safety Truck porta la sicurezza su un altro piano:
- sistema di fusione sensoriale a 270 gradi, che integra radar, telecamere e altri sensori
- Active Brake Assist 6, evoluzione di un sistema in grado di intervenire in modo sempre più sofisticato in scenari complessi
- Active Sideguard Assist 2, pensato per proteggere gli utenti deboli della strada nelle svolte e nelle manovre
- concetto di protezione integrale che supera già alcuni futuri standard normativi
L’obiettivo è chiaro: ridurre al minimo il rischio di incidente e attenuarne le conseguenze quando non è evitabile. È il passo concreto verso la visione di una guida senza incidenti, applicata a un camion elettrico per il trasporto pesante a lunga percorrenza.
Setra: 75 anni di autobus autoportanti
Accanto ai camion, a Stoccarda c’era spazio anche per un’altra pietra miliare del gruppo: Setra, che festeggia 75 anni. Il modello scelto per Retro Classics 2026 è stato un Setra S 8 della collezione storica di Neu‑Ulm, un autobus del 1954 lungo 9,3 metri, con 29 posti a sedere e un sei cilindri in linea diesel Henschel da 74 kW (100 CV).
Il nome Setra nasce da “selbsttragend”, autoportante: nel 1951, vicino al Salone di Francoforte (IAA), Kässbohrer presentò il primo autobus integrale tedesco, con telaio e carrozzeria strutturalmente uniti. Il S 8 riprendeva questo concetto con:
- carrozzeria aerodinamica
- ampi vani bagagli
- motore posteriore con trasmissione diretta all’asse posteriore
Per l’epoca fu una rivoluzione: meno peso, più spazio, migliore comfort. Standard che hanno definito l’ingegneria europea degli autobus per decenni.
Unimog: 80 anni di leggenda polivalente
Tra gli anniversari celebrati a Retro Classics c’è anche quello dell’Unimog, che compie 80 anni. Nato nel dopoguerra come veicolo agricolo e da lavoro universale, è diventato una vera icona della mobilità off‑road professionale.
In fiera erano presenti un Unimog U 416 del 1978 e uno dei primissimi Unimog del 1946, a testimonianza di un progetto che, ancora oggi, continua la sua carriera in ambito militare, municipale e industriale. Non è un caso che, proprio in questi anni, l’Unimog sia stato nuovamente adottato dall’Esercito Argentino: quando servono robustezza, capacità fuoristrada estrema e versatilità di allestimento, il riferimento resta lui.
Altri pezzi rari: dal cardano ai generatori a legna
Per completare il racconto di 130 anni di camion, Mercedes‑Benz Trucks Classic ha portato a Stoccarda una serie di veicoli che raccontano passaggi tecnici spesso dimenticati ma fondamentali per l’evoluzione del settore:
- camion Daimler con trasmissione ad albero cardanico del 1899, attualmente in fase di restauro presso il Technik Museum di Speyer, all’interno della mostra “Legends on Wheels”
- Mercedes‑Benz L 1500 del 1937 con generatore a gas di legna, testimonianza di una soluzione di trazione alternativa diffusa in Germania fino agli anni ’50 per far fronte alla scarsità di carburante
- Mercedes‑Benz L 4500 (1965), LP 608 (1965) e L 1113 (1966), camion simbolo della ricostruzione e del boom economico del dopoguerra
- Mercedes‑Benz Actros 1843 LS di prima generazione (model year 2000), rappresentante dei 30 anni di Actros
- Setra S 8 storico di Neu‑Ulm, per i 75 anni del marchio di autobus
- Mercedes‑Benz Atego Race Truck del 2000, un camion da corsa che ricorda l’epoca d’oro delle competizioni per veicoli industriali
A chiudere il cerchio, il Mercedes‑Benz eActros 600 Safety Truck, che mostra come il marchio stia declinando oggi il trasporto pesante: elettrico, connesso e profondamente orientato alla sicurezza.
“Trucks you can trust”: una promessa costruita in 130 anni
Guardando insieme il primo camion del 1896, gli Actros di ieri e di oggi, l’eActros 600, gli Unimog, i Setra e i mezzi da lavoro del dopoguerra, emerge una linea di continuità molto chiara.
Mercedes‑Benz Trucks ha costruito la propria identità su tre pilastri:
- Progresso: introduzione costante di nuove soluzioni tecniche, dalla riduzione planetaria al bus CAN, fino ai moderni sistemi ADAS ed elettrificazione.
- Affidabilità: mezzi progettati per lavorare tutti i giorni, in ogni condizione, con una rete di assistenza dedicata al mondo del trasporto.
- Collaborazione: sviluppo delle soluzioni ascoltando chi il camion lo guida e lo gestisce, dai piccoli padroncini alle grandi flotte internazionali.
Questi valori sono sintetizzati nella promessa di marca “Trucks you can trust” (“Camion di cui ti puoi fidare”), che non è uno slogan vuoto, ma il risultato di 130 anni di evoluzione tecnica continua. Retro Classics 2026 non è stata solo una celebrazione nostalgica, ma la dimostrazione concreta di come la storia del camion Mercedes‑Benz e quella del trasporto pesante moderno siano, in pratica, la stessa storia.


