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Mazda vuole salvare la MX-5 senza elettrificarla: l’unica via possibile sono i carburanti sintetici

Mazda vuole salvare la MX-5 senza elettrificarla: l’unica via possibile sono i carburanti sintetici

Il futuro della Mazda MX-5: leggerezza prima di tutto

A Hiroshima hanno le idee chiare su una cosa: la MX-5 deve restare una spider leggera, meccanica e purista. Tutto il resto è negoziabile.

Mentre le normative sulle emissioni in Europa si fanno sempre più restrittive, Mazda sta cercando una strada che le consenta di mantenere intatto il carattere del suo iconico roadster senza piegarsi a un’elettrificazione pesante che ne snaturerebbe l’essenza.

La quinta generazione, nome in codice NE, è ancora lontana. L’attuale MX-5 ND è sul mercato dal 2014, ma la Casa non ha alcuna fretta di sostituirla: ogni anno guadagnato è un anno in più in cui il Miata resta fedele alla formula originaria.

Carburanti sintetici: la soluzione ideale per il “Miata” del futuro

Christian Schultze, responsabile europeo di Ricerca e Sviluppo di Mazda, ha indicato chiaramente la direzione preferita: nel migliore degli scenari, la prossima MX-5 manterrà un motore termico alimentato da carburante sintetico neutro in CO2.

L’idea è semplice e radicale allo stesso tempo:

  • salvare il motore a combustione interna
  • rispettare le normative sulle emissioni
  • senza stravolgere il progetto tecnico con batterie e motori elettrici

Il DNA della MX-5 è fatto di leggerezza, bilanciamento dei pesi e risposta meccanica diretta. Qualsiasi forma di elettrificazione aggiunge massa, complessità e inerzia, andando a toccare proprio quei pilastri che hanno reso il Miata un riferimento tra le sportive compatte.

Mazda, quindi, guarda agli e-fuels come via di fuga regolamentare: se lo sviluppo dei carburanti sintetici progredirà e nascerà un’infrastruttura di distribuzione adeguata, il marchio potrà continuare a proporre una MX-5 “pura” con motore termico. Il problema, oggi, è che la rete di rifornimento per questi carburanti è praticamente inesistente e i volumi sono marginali.

Normative europee: il 2.0 sparisce, resiste solo il 1.5

L’inasprimento delle regole sulle emissioni in Europa non è un tema teorico per Mazda: ha già colpito direttamente la gamma MX-5.

Il quattro cilindri 2.0 litri è stato ritirato dal mercato europeo perché non più in linea con i limiti attuali. In listino è rimasto soltanto il 1.5 aspirato.

La Casa, però, non si è limitata a “tagliare” il motore più grande. Sta continuando a lavorare su entrambi i propulsori aspirati a quattro cilindri, intervenendo su:

Dettaglio Descrizione
Combustione Ottimizzazione della camera e della fasatura per ridurre consumi ed emissioni
Trattamento gas di scarico Sistemi di post-trattamento aggiornati per rispettare gli standard europei
Efficienza Riduzione degli attriti interni e miglioramento del rendimento globale
Ciclo di vita ND Aggiornamenti continui per mantenere competitivo il modello fino al suo pensionamento

Obiettivo: tenere in vita la piattaforma ND e i suoi motori aspirati fino all’ultimo giorno utile, spremendo ogni margine tecnico concesso dalle norme.

Elettrificazione leggera: ultima spiaggia, ma non indolore

Se il piano dei carburanti sintetici dovesse fallire o rivelarsi troppo lento rispetto al calendario normativo, Mazda è consapevole che dovrà considerare una qualche forma di elettrificazione.

La priorità, in questo caso, sarebbe adottare la soluzione più leggera possibile.

Un sistema mild-hybrid a 48 V è l’ipotesi più realistica, ma anche questo tipo di tecnologia porta con sé un aggravio di peso, cablaggi e componenti che su una sportiva da poco più di una tonnellata si fanno sentire immediatamente in termini di dinamica.

Si è parlato anche del nuovo 2.5 Skyactiv-Z come possibile motore per la futura MX-5. Dalla divisione europea, però, arrivano forti perplessità: un quattro cilindri di quella cilindrata, con normative Euro 7 alle porte, rischierebbe di:

  • peggiorare l’equilibrio del telaio e il carico sull’avantreno
  • compromettere la precisione dello sterzo
  • avere una vita commerciale troppo breve per via dei limiti sulle emissioni

In sostanza, non sarebbe coerente con la filosofia Miata.

Trazione posteriore e cambio manuale: i punti fermi

Su un aspetto Mazda non intende arretrare: il prossimo MX-5 resterà una vera trazione posteriore con cambio manuale. Sono due elementi non negoziabili per i puristi e per la stessa identità del modello.

La nuova generazione non arriverà prima di un paio d’anni, ma il messaggio che filtra da Hiroshima è rassicurante per gli appassionati: la MX-5 non è in discussione, anzi, la Casa sta cercando di proteggerne l’essenza in un contesto normativo sempre più ostile alle piccole sportive termiche.

In un momento storico in cui molte coupé e roadster vengono elettrificate pesantemente o semplicemente cancellate dai listini, Mazda sta tentando una terza via: rispettare le regole senza sacrificare l’ADN del Miata.

La vera incognita non è la volontà del costruttore, ma la velocità con cui tecnologia, mercato e infrastrutture per i carburanti sintetici sapranno tenere il passo con l’agenda politica europea.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.