Un’icona giapponese con cuore da dodici cilindri
C’è qualcosa di magnetico in un Datsun 240Z con swap motore ben fatto. Le linee pulite di questo coupé giapponese anni ’70 sono ancora attualissime e il vano motore offre spazio a sufficienza per soluzioni tecniche molto creative. In più, il 240Z è ancora relativamente accessibile come base, così come i motori donatori per dare il via a progetti estremi.
Tra tutti gli swap visti nel corso degli anni, ce n’è uno che continua a spiccare. Ai tempi pionieristici di YouTube dedicato alle auto, un 240Z impressionante compariva spesso in video virali: il famoso Darius240Z, che mostrava fin dove ci si poteva spingere in termini di potenza e velocità con un Z profondamente modificato.
Oggi la torcia passa a un’altra creatura mostruosa: un Datsun 240Z con motore V12 che, per timbro e cattiveria, ricorda da vicino una Ferrari.
Il V12 Mercedes M120 nel cofano del 240Z
Il protagonista è un Datsun 240Z equipaggiato con il V12 Mercedes-Benz M120, il dodici cilindri aspirato che negli anni ’90 spingeva le ammiraglie di Stoccarda. Un motore largo, lungo e complesso, che però sembra quasi nato per entrare nel vano del vecchio Z: ci sta, e ci sta pure bene.
I proprietari, Jordan Easter e Michael Tung, hanno impiegato anni per portare il progetto al livello che vediamo oggi. L’auto è stata inizialmente costruita per partecipare alla Empire Hill Climb, una cronoscalata che impone standard tecnici severi, soprattutto su telaio, sicurezza e affidabilità.
Curiosamente, il V12 non era destinato al Datsun. Il motore M120 doveva finire su una Mazda RX‑7 di generazione FC/FD (FX nel racconto originale), ma lo spazio nel vano motore della coupé rotativa non era sufficiente per ospitare in modo funzionale il dodici cilindri tedesco. Da qui il cambio di rotta: il 240Z offriva centimetri preziosi e una base meccanica più adatta a incassare coppia e peso extra.
Trasmissione, elettronica e telaio: non solo un “trapianto”
Un V12 non lo “bulloni” semplicemente su un 240Z e parti. L’adattamento meccanico è stato tutt’altro che banale. Jordan e Michael hanno utilizzato:
- un accoppiamento derivato da Mercedes S600 con relativa piastra adattatrice, collegata a un cambio T56 a 6 marce, una trasmissione manuale robusta e molto usata nei progetti ad alte prestazioni.
L’elettronica è gestita da una ECU Megasquirt MS3 Pro, una centralina programmabile che permette di controllare in modo fine alimentazione, accensione e gestione del V12, liberandolo dai vincoli della complessa elettronica originale Mercedes.
Il resto del telaio è stato aggiornato per rispettare i regolamenti tecnici della gara in salita:
- sospensioni completamente riviste
- impianto frenante maggiorato
- componenti di sicurezza adeguati (gabbia, sedili, cinture, ecc.)
- impianto di scarico progettato ad hoc
È proprio lo scarico a fare la magia: il sound del M120, con collettori e linee libere, si avvicina sorprendentemente a quello di un V12 Ferrari, con un urlo pieno, metallico e pulito che resta in testa per giorni.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Modello base | Datsun 240Z |
| Motore | Mercedes-Benz V12 M120 |
| Cambio | Manuale T56 a 6 marce |
| ECU | Megasquirt MS3 Pro programmabile |
| Utilizzo | Preparato per cronoscalata Empire Hill Climb |
Reazioni dei puristi e piani futuri
Jordan racconta che i puristi del marchio Z e del mondo Datsun, in generale, o lo amano o ne sono quantomeno affascinati. Il 240Z è ormai una base diffusissima nella scena degli swap: telaio relativamente economico, peso contenuto e tanto spazio nel vano motore lo rendono ideale per ospitare V8, sei cilindri turbo e, come in questo caso, addirittura un V12.
Nonostante il livello già altissimo del progetto, l’obiettivo a lungo termine è quello di trovare una scocca di 240Z ancora più “pulita” e sana, trasferendo l’intero gruppo motopropulsore su un telaio migliore. Una volta completato questo passaggio, Jordan e Michael hanno un piano semplice e chiaro: macinare chilometri e godersi la loro creatura, senza inseguire per forza numeri da record ma puntando al piacere di guida e al suono inconfondibile del loro Z a dodici cilindri.


