La sfida che ha messo in difficoltà OMODA e JAECOO
Il 12 novembre 2025 il Gruppo Chery, proprietario dei marchi OMODA e JAECOO in Spagna e pronto a introdurre anche il brand Lepas, tentò una prova tanto spettacolare quanto rischiosa con uno dei suoi SUV di punta. L’obiettivo: trasformare un’impresa tecnica in un’operazione di immagine globale. Il risultato, invece, fu un incidente imbarazzante su uno dei luoghi simbolo della Cina.
Il protagonista era il Fulwin X3L, SUV PHEV di fascia alta del gruppo, chiamato a scalare la celebre “scala celeste” di Tianmen, una monumentale scalinata di 999 gradini che supera un dislivello di circa 300 metri e conduce alla spettacolare “Porta del Cielo”, un arco naturale di roccia. Una delle mete turistiche più iconiche del Paese, ma anche un banco di prova estremo per trazione, aderenza e gestione elettronica.
La “scala celeste” di Tianmen: banco di prova per i 4×4
La salita verso la Porta del Cielo non è una coreografia studiata per i pubblicitari, ma una prova reale e durissima: pendenza media del 45%, con tratti che arrivano fino al 60%. Un contesto dove ogni errore di gestione della coppia, di trazione o di controllo di stabilità viene amplificato.
Questa scalinata è entrata nel mito dell’automotive nel 2018, quando Land Rover riuscì a scalarla con un Range Rover Sport PHEV, trasformando l’impresa in uno spot televisivo spettacolare che fece il giro del mondo. Da allora, Tianmen è diventata un riferimento per chi vuole dimostrare, davanti alle telecamere, le capacità del proprio 4×4.
Il tentativo fallito del Fulwin X3L
Chery, con i marchi OMODA e JAECOO, ha cercato nel 2024 di replicare l’impresa con il Fulwin X3L, SUV plug-in hybrid di punta del gruppo. Sulla carta, il modello aveva tutto per riuscirci: architettura 4×4, powertrain elettrificato e posizionamento premium sotto il sub-brand Fulwin.
Durante la salita, però, qualcosa è andato storto. Nel tratto più impegnativo della scalinata il SUV ha perso completamente aderenza: la carrozzeria ha iniziato a ruotare prima verso sinistra, poi verso destra, fino a scivolare e impattare con forza contro la balaustra di pietra. Il danno al monumento è stato significativo e il video ha fatto rapidamente il giro dei media cinesi.
Il costruttore si è affrettato a chiedere scusa: Tianmen è un sito nazionale protetto, e l’episodio ha avuto un peso non solo mediatico ma anche istituzionale. La spiegazione ufficiale è arrivata poco dopo: una delle due sirghe di sicurezza fissate al paraurti anteriore si è spezzata, finendo sotto la ruota anteriore destra del X3L. Il cavo incastrato ha fatto perdere completamente il controllo al SUV, trasformando la prova di forza in un boomerang di immagine.
BYD rilancia: stessa prova, ma in laboratorio
BYD, primo costruttore cinese per volumi e oggi uno degli attori più influenti nell’elettrico globale, ha visto in questa storia un’occasione perfetta: dimostrare superiorità tecnica evitando qualunque rischio per un monumento nazionale e, soprattutto, per la propria reputazione.
La casa di Shenzhen ha quindi deciso di “ripetere” la prova della scala celeste, ma a modo suo. Niente Tianmen reale, niente monumenti a rischio: tutto all’interno di un laboratorio, dove sono stati replicati fedelmente sia gli scalini sia la pendenza della famosa scalinata. Una sorta di “Tianmen indoor”, ma con condizioni controllate e misurabili.
Un video di questa prova è trapelato sui media cinesi pochi giorni prima di un grande evento tecnologico BYD, in cui il marchio svelerà la sua nuova ammiraglia elettrica: una berlina annunciata con 1.000 km di autonomia e capacità di ricaricare circa 400 km in 5 minuti. Tempismo perfetto per massimizzare l’attenzione.
Il 4×4 di lusso BYD che ha superato la prova
Secondo la stampa locale, il protagonista di questa scalata “in laboratorio” sarebbe una variante estrema del miglior fuoristrada di lusso del gruppo: il BYD Yangwang U8L, in una configurazione a passo corto. Il marchio Yangwang rappresenta il vertice tecnologico di BYD, con soluzioni avanzate di trazione integrale elettrica, gestione indipendente della coppia su ogni ruota e sistemi di controllo dinamico di altissimo livello.
In questo contesto, la replica della scala di Tianmen diventa un banco di prova ideale per:
- verificare la motricità su pendenze estreme
- testare la risposta del controllo di trazione e stabilità su gradini ripetuti
- dimostrare la precisione nella gestione della coppia dei motori elettrici
La vettura, stando alle indiscrezioni, avrebbe completato la prova senza alcun problema né danno strutturale, confermando l’efficacia della piattaforma e dei sistemi di controllo. Una versione specifica, più estrema e orientata all’off-road, potrebbe essere svelata ufficialmente il 5 marzo.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Luogo della prova | Replica in laboratorio della “scala celeste” di Tianmen |
| Pendenza simulata | Fino al 60%, come sulla scalinata reale |
| Veicolo BYD coinvolto | Probabile versione estrema del Yangwang U8L a passo corto |
| Esito della prova | Scalata completata senza danni né perdita di controllo |
| Contesto | Antipasto mediatico prima del lancio della nuova ammiraglia elettrica BYD |
Immagine, tecnologia e rispetto dei luoghi
La scelta di BYD è doppiamente significativa. Da un lato, il costruttore dimostra di poter affrontare una prova simbolica per il mondo dei 4×4 senza affidarsi a location reali e rischiose. Dall’altro, manda un messaggio chiaro: oggi la tecnologia permette di riprodurre in laboratorio condizioni estreme, con un livello di controllo e sicurezza impensabile fino a pochi anni fa.
Per il pubblico, l’effetto spettacolare resta, ma con una cornice più moderna e responsabile. Per il marchio, è l’occasione di mettere in vetrina non solo la potenza del proprio 4×4 di lusso, ma anche la maturità nella gestione dell’immagine e dei simboli nazionali.
In un mercato in cui i costruttori cinesi puntano sempre più in alto, la “scala celeste” di Tianmen – reale o ricreata – resta un palcoscenico perfetto per misurare ambizioni, tecnologia e capacità di comunicare. Questa volta, però, BYD è riuscita dove OMODA e JAECOO avevano fallito: stessa sfida, nessun danno, e un ritorno di immagine decisamente a proprio favore.


