Fine di un’era: addio al dodici cilindri BMW sulla Serie 7
Per chi ama la meccanica pura, il V12 è molto più di un semplice motore: è un manifesto tecnico. Ma la combinazione di normative sulle emissioni e nuove strategie di prodotto sta chiudendo il cerchio anche in casa BMW. Dopo quasi quattro decenni, la Serie 7 si prepara a dire definitivamente addio al dodici cilindri.
Le ultime unità V12 con logo BMW sono uscite di produzione nel 2022, celebrate con la serie limitata M760Li xDrive. Pochi esemplari, venduti in tempi rapidi, che hanno segnato la fine ufficiale di questa architettura per il marchio bavarese. Da allora, il 6.6 litri biturbo sopravvive solo sotto i cofani Rolls-Royce, ma non lo vedremo più su una BMW di serie.
Per chi sogna ancora un V12, la via obbligata resta il mercato dell’usato, dove alcune berline e coupé di Monaco offrono ancora il fascino di dodici cilindri in linea di tiro. Ma il futuro della Serie 7 prende una direzione diversa: meno cilindri, più elettrificazione, più efficienza, senza rinunciare alle prestazioni.
Il nuovo BMW Serie 7: V8 biturbo elettrificato
BMW ha confermato che il prossimo Serie 7 adotterà una versione evoluta del V8 biturbo da 4,4 litri già noto su modelli come M5, X5 M e X6 M. Il motore in questione è una variante aggiornata dell’S68, siglata internamente S68TÜ1, destinata a debuttare prima sul BMW X5 M60 G65 per poi arrivare sui modelli di alta gamma, tra cui proprio la Serie 7.
Questo V8 sarà proposto come opzione di vertice sulla futura M760, che abbandonerà quindi definitivamente il V12. Tutte le varianti del nuovo motore saranno abbinate a un sistema di elettrificazione, con ogni probabilità un mild hybrid a 48 volt nel caso della grande berlina di lusso.
La potenza di base dovrebbe attestarsi attorno ai 543 CV, cifra che rappresenterebbe solo il punto di partenza. Il margine per salire è ampio, soprattutto sulle versioni più sportive e sulle varianti M Performance, chiamate a colmare il vuoto lasciato dal V12.
Per dare un riferimento, il precedente M760i con V12 biturbo da 6,6 litri erogava 600 CV, permettendo alla berlina di scattare da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi e di toccare i 305 km/h. L’attuale S68 del G05 X5 M60i sviluppa 530 CV con assistenza ibrida leggera: portarlo a 543 CV e oltre sulla Serie 7 è una mossa coerente, soprattutto per mantenere il posizionamento prestazionale della M760 rispetto al resto della gamma.
Tempistiche di lancio e gamma prevista
Il nuovo BMW Serie 7 debutterà verso la fine dell’anno, già come Model Year 2027. Una delle prime versioni attese è la 740i xDrive, che si collocherà nella fascia alta ma sotto la futura M760 con V8 biturbo elettrificato.
La M760, ora con V8 e non più con V12, è prevista invece per il 2028, quando la gamma sarà già pienamente strutturata tra varianti termiche elettrificate, ibride plug-in e completamente elettriche.
Secondo le informazioni circolate, la produzione del Serie 7 MY2027 dovrebbe iniziare a luglio di quest’anno. Questo lascia intendere una presentazione ufficiale in primavera, anche se BMW non ha ancora confermato date precise.
Design: ritocchi mirati e più DNA M
Sul piano estetico, il restyling del Serie 7 non stravolgerà le linee, ma introdurrà una serie di aggiornamenti mirati, con un chiaro richiamo al mondo M.
Tra le modifiche più rilevanti spiccano:
- nuova calandra a doppio rene ridisegnata, con barre orizzontali al posto di quelle verticali
- terminali di scarico quadrupli sulle versioni più prestazionali
- gruppi ottici leggermente rivisti
- paraurti anteriore e posteriore con dettagli aggiornati
L’obiettivo è rendere la grande berlina più aggressiva e dinamica, sottolineando il legame con le varianti M e M Performance, soprattutto ora che il V8 biturbo elettrificato diventa il cuore delle versioni di punta.
Abitacolo: nuovo ecosistema digitale BMW Operating System X
Se all’esterno si parla di affinamenti, all’interno il salto sarà più netto. Il prossimo Serie 7 adotterà il sistema di infotainment BMW Operating System X, abbinato all’innovativo Panoramic iDrive.
Questo layout prevede un grande sviluppo orizzontale del display, con un’interfaccia più immersiva, funzioni connesse avanzate e una gestione sempre più raffinata delle modalità di guida e dei sistemi di assistenza. La filosofia è chiara: trasformare la Serie 7 in una vera lounge tecnologica su ruote, mantenendo lo standard di lusso e finiture che ci si aspetta dalla ammiraglia di Monaco.
BMW e il V12: una storia iniziata nel 1987
Il V12 ha un valore simbolico enorme per BMW. La sua storia moderna inizia nel 1987, con il Serie 7 E32: la prima ammiraglia bavarese a montare un dodici cilindri, in un’epoca in cui questa architettura era sinonimo di eccellenza tecnica assoluta. Due anni più tardi, lo stesso concetto approda anche sul Serie 8.
BMW è stata anche la prima casa a proporre un’auto di serie con V12 abbinato a un cambio manuale a sei marce: la 850i, un oggetto di culto per gli appassionati, capace di coniugare gran turismo e coinvolgimento di guida in un modo oggi difficilmente replicabile.
Il V12 più celebre mai uscito da Monaco resta però il S70/2, sviluppato per il McLaren F1. Pur derivando dall’architettura del primo V12 BMW, era praticamente un motore nuovo: teste ridisegnate, corpi farfallati individuali, lubrificazione a carter secco e una lunga serie di soluzioni racing portate su una supercar stradale. Un capolavoro di ingegneria che ha contribuito a costruire la leggenda del dodici cilindri bavarese.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Primo V12 BMW di serie | Serie 7 E32 (1987) |
| V12 + manuale 6 marce | BMW 850i (Serie 8) |
| Ultimo V12 BMW su Serie 7 | M760Li xDrive (fine produzione nel 2022) |
| V12 più iconico | S70/2 per McLaren F1 |
| Erede V8 elettrificato | S68TÜ1 biturbo 4,4 litri mild hybrid 48V |
Meno cilindri, stessa ambizione
La transizione dal V12 al V8 elettrificato sulla Serie 7 segna la fine di un capitolo, ma non dell’ambizione tecnica di BMW. Il nuovo S68TÜ1 rappresenta l’evoluzione logica del concetto di motore di punta: meno cilindri, sì, ma più efficienza, più coppia ai bassi grazie al supporto elettrico, e margini di potenza che promettono prestazioni all’altezza del blasone.
Per chi ha vissuto l’epoca d’oro dei dodici cilindri bavaresi, la nostalgia è inevitabile. Ma la realtà è che, nel mondo attuale, un V12 termico ha sempre meno spazio. Il compito del nuovo V8 ibrido sarà proprio questo: far dimenticare, almeno alla guida, che sotto il cofano della prossima M760 non ci sono più dodici pistoni che lavorano all’unisono, ma otto cilindri assistiti dall’elettronica e da un sistema a 48 volt. La sfida è lanciata.



