Polestar alza l’asticella: nasce la divisione BST
Polestar ha deciso di smettere di giocare in difesa. Il marchio svedese, nato come costola sportiva di Volvo e oggi brand indipendente, ha ufficializzato BST, una nuova sottodivisione ad alte prestazioni dedicata ai suoi modelli elettrici più estremi.
L’obiettivo è dichiarato: mettere nel mirino le corazzate tedesche Mercedes-AMG, BMW M e Audi RS, portando nel mondo EV lo stesso livello di esclusività e “cattiveria” tecnica che da anni caratterizza le sportive termiche di Stoccarda, Monaco e Ingolstadt.
BST prende il nome da “Beast” e non è un semplice pacchetto estetico: è destinata a diventare una vera e propria submarca performance all’interno della gamma Polestar, con modelli dedicati e una filosofia tecnica coerente.
Da esperimento a submarca: l’evoluzione di BST
Il primo assaggio di questa trasformazione lo abbiamo visto con la Polestar 2 BST Edition, una serie limitata che ha fatto da laboratorio su ruote. Più potenza, assetto affinato, tarature specifiche: un antipasto di ciò che BST vuole rappresentare.
Ora quel “giocattolo” in tiratura ridotta evolve in programma strutturale. BST non sarà più una semplice variante speciale, ma una famiglia di modelli con identità chiara, all’interno di un marchio – Polestar – che a sua volta è passato da divisione di Volvo a brand con vita propria.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Significato sigla BST | “Beast”, denominazione delle versioni più estreme |
| Origine del progetto | Polestar 2 BST Edition a produzione limitata |
| Ruolo nel marchio | Submarca ad alte prestazioni di Polestar |
| Rivali dichiarati | Mercedes-AMG, BMW M, Audi RS |
| Orizzonte temporale | Gamma di quattro nuovi elettrici entro il 2028 |
Strategia: quattro nuovi elettrici ad alte prestazioni entro il 2028
Polestar guarda ai prossimi anni con un piano aggressivo: quattro nuovi modelli elettrici entro il 2028, con varianti BST pronte a presidiare il segmento high performance a batteria.
Il target è chiarissimo: posizionarsi a livello (o sopra) delle sportive tedesche, non solo in termini di numeri di potenza, ma anche di comportamento dinamico, prestazioni in pista e qualità percepita. La divisione BST nasce esattamente per questo: offrire una linea coerente di modelli “Beast” con specifiche tecniche da vera sportiva, non soltanto da EV veloce in linea retta.
Le parole del CEO: prestazioni, pista e superiorità tecnica
Michael Lohscheller, CEO di Polestar, ha spiegato la direzione del marchio durante un incontro con la stampa a Göteborg. La linea è netta: più performance, più coerenza, più carattere.
Lohscheller ha sottolineato come i futuri modelli ad alte prestazioni seguiranno un’impostazione più omogenea, con una chiara identità BST. L’attenzione sarà rivolta non solo all’accelerazione, dove l’elettrico è naturalmente avvantaggiato, ma anche al comportamento in circuito, alla precisione di guida e alla capacità di essere “superiori agli altri” sul piano tecnico.
In altre parole: non basta lo 0–100 fulminante, serve una piattaforma, un telaio e un’elettronica di controllo in grado di reggere il confronto con le migliori sportive tradizionali.
Un rilancio in un momento delicato
Questa svolta arriva in un contesto non semplice per Polestar. Il marchio ha dovuto chiudere il suo ultimo centro di ricerca e sviluppo nel Regno Unito, struttura che aveva un ruolo chiave nello sviluppo della Polestar 5.
Per sostenere la fase di transizione e coprire le perdite, la casa madre Geely è intervenuta con un prestito da 900 milioni di dollari. Nonostante il quadro finanziario complesso, Lohscheller si mostra ottimista: l’arrivo di BST è visto come un tassello fondamentale per riportare Polestar in una posizione di forza, soprattutto nel confronto diretto con BMW M, Mercedes-AMG e Audi RS.
La strategia è chiara: puntare in alto proprio quando molti marchi rallentano o rivedono i piani sull’elettrico, guadagnando spazio nel segmento premium-performance a batteria.
I primi “Beast”: possibili candidati e obiettivi dichiarati
Polestar non ha ancora scoperto le carte sui primi modelli BST di serie, ma le linee generali ci sono.
Uno degli obiettivi tecnici e d’immagine messi sul tavolo è esplicito: andare a caccia dell’Audi RS 5 attesa per il 2026. È un riferimento preciso, che indica la volontà di misurarsi con coupé e berline sportive di fascia alta, non solo con SUV elettrici prestazionali.
Nella gamma attuale e in arrivo, le candidate naturali per una declinazione “Beast” sono:
- Polestar 2, già sperimentata in versione BST Edition
- Polestar 3, grande SUV elettrico premium, ideale per una variante ad alte prestazioni
- Polestar 4, SUV-coupé elettrico, con un posizionamento perfetto per una versione sportiva radicale
Tutte queste piattaforme possono ospitare powertrain a doppio motore, pacchi batteria maggiorati, impianti frenanti potenziati e set-up di sospensioni dedicati. È qui che BST potrà fare la differenza, affiancando alla potenza pura un lavoro di fino su telaio, software e gestione termica.
Conclusione: la Svezia entra nel club delle “super divisioni”
Con BST, Polestar entra ufficialmente nel club delle grandi divisioni performance: non più solo un marchio di EV premium, ma un attore deciso a dettare legge anche tra le sportive elettriche.
Se la promessa di “Beast” verrà mantenuta, Mercedes-AMG, BMW M e Audi RS non avranno più campo libero nel mondo delle alte prestazioni. E per gli appassionati, soprattutto quelli curiosi di capire fin dove può spingersi un’elettrica ben progettata, il duello si annuncia molto interessante.

