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Prova Omoda 7 SHS: il SUV plug-in cinese che punta in alto per spazio, comfort e autonomia elettrica

Prova Omoda 7 SHS: il SUV plug-in cinese che punta in alto per spazio, comfort e autonomia elettrica

Un nuovo SUV ibrido plug-in che alza l’asticella nel segmento D

Omoda (insieme al marchio gemello Jaecoo) in pochissimo tempo è passata da completa sconosciuta in Italia e in Europa a protagonista nel mondo degli ibridi plug-in. In Italia, nel giro di due anni, la quota del Gruppo Chery è raddoppiata, segno che la strategia sul prodotto sta funzionando.

Dopo l’offensiva nel segmento D avviata con l’Omoda 9 SHS, arriva ora l’Omoda 7 SHS: SUV ibrido plug-in con circa 90 km di autonomia elettrica reale, abitacolo enorme e un posizionamento prezzo/equipaggiamento particolarmente aggressivo. È pensato per chi vuole un’auto familiare a etichetta “Zero” senza rinunciare a comfort, tecnologia e percorrenze importanti.

Design: fastback tra Omoda 5 e Omoda 9 SHS

L’Europa è il grande obiettivo del Gruppo Chery: la penetrazione dei marchi cinesi cresce a doppia cifra, trainata proprio da modelli elettrificati come questo Omoda 7.

L’auto si colloca a metà strada tra l’Omoda 5 e il 9 SHS per dimensioni, con numeri da pieno segmento D:

Dettaglio Descrizione
Lunghezza 4.660 mm
Larghezza 1.875 mm
Altezza 1.670 mm
Passo 2.720 mm
Bagagliaio 537 – 1.294 litri

Le proporzioni sono da fastback rialzato, con una coda molto caratterizzata. Dietro spiccano due soluzioni distintive:

  • il tergilunotto nascosto nel profilo dello spoiler posteriore, pulito alla vista ma tecnicamente complesso;
  • i gruppi ottici con firma luminosa “a raggi”, decisamente scenografici rispetto a quanto si vede di solito nel segmento.

Nel complesso, l’Omoda 7 SHS è uno di quei SUV che non passano inosservati, con un linguaggio stilistico tipicamente cinese: molto ricco di dettagli, senza mezze misure.

Abitacolo hi-tech: tanta scena, pochi pulsanti

Dentro, Omoda ha deciso di giocare la carta della tecnologia spinta, con un approccio quasi “concept car”.

La plancia è dominata da:

  • quadro strumenti digitale da 8,88″;
  • maxi schermo centrale orizzontale da 15,6″ con risoluzione 2.5K, montato su guida scorrevole;
  • Head-Up Display a completare il pacchetto.

La particolarità è proprio la schermata centrale: facendo scorrere quattro dita davanti allo schermo (devono essere quattro, né più né meno), il display si sposta automaticamente verso il lato passeggero. Una soluzione scenografica, pensata per intrattenere il copilota, ma che lascia qualche dubbio sulla reale utilità quotidiana, anche perché al suo posto è scomparso un elemento tradizionale e molto pratico: la classica cassetta portaoggetti. Quello spazio è stato destinato al cablaggio.

Il volante è a due razze, tagliato in basso (forma a “D”), mentre il tunnel centrale è rialzato e “flottante”: integra un caricatore wireless da 50 W e tanti vani portaoggetti, di fatto sostituendo la mancanza della vera e propria “glove box”.

Tutta la parte digitale è governata da un processore Qualcomm Snapdragon 8155, con 12 GB di RAM e 128 GB di memoria interna: hardware di livello, che si traduce in un infotainment fluido e reattivo, con comandi vocali a quattro zone e un sistema di controllo multimodale.

Sul fronte ricarica, l’ibrido plug-in accetta:

  • AC fino a 6,6 kW;
  • DC fino a 40 kW, con passaggio dal 30% all’80% in circa 20 minuti.

Un plus non scontato nel mondo dei PHEV, che normalmente si fermano alla sola corrente alternata.

Super Hybrid System: la meccanica dell’Omoda 7 SHS

La sigla SHS sta per “Super Hybrid System”, il cuore tecnico dell’Omoda 7. Parliamo di un ibrido plug-in di ultima generazione, con un powertrain piuttosto raffinato sulla carta.

Il sistema abbina:

  • motore termico 1.5 TGDI DHE turbo benzina, quattro cilindri, quinta generazione, da 105 kW (143 CV);
  • motore elettrico principale da 150 kW (204 CV) e 310 Nm, che funge sia da propulsore sia da generatore;
  • batteria da 18,4 kWh;
  • trasmissione ibrida dedicata DHT.

La potenza di sistema è di 205 kW (279 CV), con una coppia massima combinata di 365 Nm. Dati che, sulla carta, lo collocano nella parte alta del segmento PHEV generalista.

L’autonomia in elettrico arriva fino a 92 km dichiarati, più di molti rivali attuali, mentre l’autonomia complessiva supera i 1.200 km, a patto di ricaricare la batteria con regolarità. Il consumo omologato è di 2,3 l/100 km nel ciclo misto WLTP, valore realisticamente raggiungibile solo con un uso diligente della presa di corrente, come sempre accade con i plug-in.

Su strada: comfort da riferimento, qualche compromesso ergonomico

Nel test su percorso misto da Alcobendas (Madrid) a San Lorenzo de El Escorial, l’Omoda 7 SHS ha messo in chiaro due cose: il rapporto qualità/prezzo è molto competitivo e il comfort di marcia è uno dei suoi punti di forza.

Omoda ha lavorato bene sull’insonorizzazione:

  • vetri a doppio strato;
  • sistema di cancellazione attiva del rumore (ANC).

Risultato: abitacolo molto silenzioso, soprattutto in elettrico, con un filtraggio acustico che ricorda modelli di categoria superiore.

La posizione di guida, però, non è perfetta per tutti. Anche abbassando al massimo il sedile, ci si sente seduti un po’ più in alto del dovuto, con il tunnel centrale che, per quanto utile come spazio portaoggetti, risulta piuttosto ingombrante per chi ama una postura più “distesa” e bassa.

Il vero punto critico, per chi guida, è l’assenza quasi totale di comandi fisici: anche funzioni basiche come la regolazione degli specchietti esterni passano da sotto-menu del touch. L’infotainment è intuitivo e reattivo, ma dover passare dallo schermo per qualsiasi regolazione non è il massimo in termini di ergonomia e sicurezza attiva percepita. Un po’ di pulsanti in più non avrebbero guastato.

Abitabilità e qualità percepita: un vero salotto su ruote

Se c’è un aspetto in cui l’Omoda 7 SHS non teme confronti, è lo spazio interno. Davanti, il passeggero gode di un’enorme distanza da plancia e tunnel, mentre dietro chi siede trova un ambiente quasi da business class: tanto spazio per le gambe, seduta comoda, sensazione di ariosità.

I materiali sono piacevoli al tatto e danno un’impressione di robustezza, con assemblaggi curati e pochi scricchiolii. Non siamo ai livelli dei marchi premium europei, ma per la fascia di prezzo il salto qualitativo rispetto alla “vecchia” generazione di auto cinesi è evidente.

Il bagagliaio da 537 a 1.294 litri è più che adeguato per una famiglia, e la modularità dello spazio lo rende adatto a lunghi viaggi, vacanze e utilizzo quotidiano intenso.

Prestazioni, dinamica e consumi reali

Con 279 CV di sistema, l’Omoda 7 SHS non è un fulmine ma si difende bene: lo 0-100 km/h è dichiarato in 8,4 secondi, con una velocità massima di 180 km/h. Il peso sfiora le due tonnellate e si sente in accelerazione, soprattutto quando la batteria è scarica, ma nelle riprese e nei sorpassi l’auto risponde con prontezza.

La direzione non è eccessivamente leggera, come talvolta accade sugli ibridi plug-in orientati al comfort: è abbastanza precisa, anche se non particolarmente comunicativa. Le sospensioni fanno il loro lavoro senza effetti speciali: privilegiano il comfort, filtrano bene buche e giunti, e mantengono un rollio contenuto per la tipologia di veicolo.

Nel quotidiano, l’Omoda 7 SHS è facile da guidare, intuitiva, poco affaticante. È l’auto tipica da famiglia moderna: si sale, si imposta il navigatore, si viaggia in silenzio sfruttando al massimo la parte elettrica, con la tranquillità di avere sempre il motore termico come “rete di sicurezza”.

Prezzi e allestimenti dell’Omoda 7 SHS

In Italia , Omoda ha avviato una forte campagna di lancio per il 7 SHS, anticipando gli incentivi statali del programma Auto+ in caso di finanziamento con la casa e aggiungendo uno sconto ulteriore.

Con la campagna attiva, l’allestimento Premium parte da 32.990 euro, includendo:

  • 2.000 euro di sconto lancio (dato riferito al mese di febbraio);
  • 4.500 euro del programma Auto+;
  • ulteriori benefici legati al finanziamento.

Senza incentivi, il listino raccomandato parte da 42.900 euro:

  • Omoda 7 SHS Pure: 42.900 euro (36.150 euro con sconti e Auto+);
  • Omoda 7 SHS Premium: 45.900 euro (38.950 euro con sconti e Auto+).

Considerando dotazione, spazio, tecnologia e autonomia elettrica, il posizionamento economico è molto aggressivo e rende il modello particolarmente interessante per chi cerca un SUV familiare plug-in con costi di gestione contenuti.

Conclusioni: un plug-in familiare molto convincente, ma troppo “touch”

L’Omoda 7 SHS è un SUV ibrido plug-in che centra l’obiettivo principale: essere una grande auto di famiglia, con:

  • abitabilità eccellente;
  • comfort di marcia di alto livello, soprattutto per silenziosità;
  • autonomia elettrica superiore alla media;
  • rapporto qualità/prezzo competitivo.

In cambio, chiede di accettare una filosofia di bordo totalmente digitale, quasi priva di pulsanti fisici, e una posizione di guida un po’ più alta del desiderabile per chi ama “sentirsi dentro” l’auto.

Per chi cerca un SUV a etichetta “Zero”, spazioso, comodo e tecnologico, senza voler salire sui listini dei marchi premium europei, l’Omoda 7 SHS è una proposta da tenere seriamente in considerazione. Anche perché il Gruppo Chery sta dimostrando, modello dopo modello, di fare sul serio nel mercato europeo.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.