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Dopo una settimana al volante, confermo: questo MINI elettrico è un ottimo cittadino e un’arma perfetta per i “tratti” della domenica

Dopo una settimana al volante, confermo: questo MINI elettrico è un ottimo cittadino e un’arma perfetta per i “tratti” della domenica

MINI Aceman JCW: il crossover elettrico che aveva senso fare

Il panorama automobilistico è cambiato in modo radicale negli ultimi anni. Fino a poco tempo fa, chi avrebbe immaginato un MINI crossover, elettrico e per di più sportivo? Eppure eccoci qui: il marchio inglese sotto l’ombrello BMW ha in listino il nuovo MINI Aceman, e nella versione John Cooper Works promette divertimento vero senza rinunciare alla praticità.

Con il forte aumento di dimensioni e peso del nuovo Countryman e la scomparsa del Clubman, in gamma si era aperto un buco importante. Serviva un’auto più grande e pratica della Cooper, ma senza pestare i piedi al Countryman. Così è nato l’Aceman: il MINI più logico oggi, ma con una bella dose di follia quando porta le sigle JCW.

L’ho guidato per una settimana nella versione più cattiva, il MINI Aceman JCW elettrico. È abbastanza convincente da consigliarne l’acquisto? Vediamolo punto per punto.

Come riconoscere il MINI Aceman JCW: dimensioni e stile

L’Aceman si piazza esattamente a metà tra Cooper e Countryman, e le misure lo confermano:

Dettaglio Descrizione
Lunghezza 4.079 mm
Larghezza 1.754 mm
Altezza 1.514 mm
Passo 2.606 mm
Bagagliaio 300 litri (minimo)

Non è un’auto grande in senso assoluto, ma le proporzioni da crossover la fanno sembrare più importante su strada.

Davanti ritroviamo il nuovo corso stilistico MINI, con linee più squadrate. La classica calandra aperta lascia spazio a un pannello quasi completamente carenato. Sulla JCW questa zona è in nero lucido, con logo spostato lateralmente e un paraurti più affilato e aggressivo: l’impatto visivo è dichiaratamente sportivo.

I fari anteriori abbandonano il classico disegno tondo “pieno MINI” per una firma luminosa specifica, diversa da quella della Cooper. Di lato, modanature in nero lucido raccordano visivamente il frontale al resto della carrozzeria, mentre le maniglie semi a filo e il tetto in contrasto danno un tocco più premium.

Le ruote da 19 pollici con disegno dedicato JCW riempiono bene i passaruota e, insieme al tetto, proseguono verso un alettone posteriore generoso, scenografico e funzionale al look sportivo. Dietro, i gruppi ottici con punti luminosi che compongono la Union Jack sono ormai un marchio di fabbrica MINI, chiusi in basso da un diffusore in nero lucido che completa l’insieme.

Come da tradizione, il catalogo optional consente una personalizzazione quasi totale: altri disegni di cerchi, colori più sobri o decisamente vistosi, dettagli estetici aggiuntivi. La base è forte, ma il tocco finale è in mano al cliente.

Abitacolo: familiare per chi conosce i nuovi MINI, ma sempre d’effetto

MINI è riuscita a evolvere profondamente gli interni senza tradire l’identità del marchio. L’Aceman, come Cooper e Countryman di ultima generazione, porta in abitacolo il nuovo linguaggio stilistico: pulizia estrema, pochi tasti fisici, tanta scenografia digitale.

La plancia è quasi completamente sgombra. Dietro il volante non troviamo più una vera strumentazione tradizionale, ma un piccolo pannello tipo Head-Up Display che proietta le informazioni essenziali nel campo visivo del guidatore.

Al centro domina la scena il display circolare OLED da 9,4 pollici, la vera “centrale di comando” dell’auto. È lo stesso sistema visto su Cooper SE e Countryman: grafica curata, moltissimi menù e sottomenù, tante possibilità di personalizzazione dei parametri di guida, delle luci, dei profili. Potente, ma non immediato: serve un periodo di adattamento, soprattutto per chi arriva da generazioni MINI precedenti molto più semplici nell’interfaccia.

I rivestimenti di plancia e pannelli porta sono in gran parte in tessuto, piacevole alla vista e al tatto, con un effetto davvero riuscito. I sedili della JCW sono specifici: più profilati, con un’impostazione quasi da sedile a guscio. Offrono un ottimo contenimento in curva ma restano comodi nella guida di tutti i giorni.

Dietro, lo spazio sorprende in positivo per un’auto lunga poco più di quattro metri. Due adulti di statura media o alta viaggiano comodi, con un buon agio per gambe e testa. Gli elementi di comfort non abbondano, ma ci sono i fondamentali come i vetri elettrici posteriori.

Il bagagliaio, con 300 litri di capacità minima, non è il riferimento della categoria, ma per l’uso quotidiano è più che sufficiente. Abbattendo lo schienale della seconda fila si ottiene un vano di carico decisamente più generoso, adatto anche a oggetti voluminosi.

Gamma e prezzi del MINI Aceman elettrico

In Italia (e sul mercato europeo in generale) il MINI Aceman elettrico è proposto con tre livelli di potenza:

  • Aceman E: 184 CV, batteria da 38,5 kWh, autonomia omologata fino a 309 km
  • Aceman SE: 218 CV, batteria da 49,2 kWh, autonomia omologata fino a 405 km
  • Aceman JCW: 258 CV, batteria da 49,2 kWh, autonomia omologata fino a 355 km

La versione JCW che ho guidato è la più emozionale e sportiva, sfrutta la batteria grande della SE ma con un’erogazione più spinta e tarature specifiche.

I prezzi ufficiali sul mercato di riferimento partono da circa 32.700 euro per l’Aceman E, circa 35.400 euro per la SE e da 44.600 euro per il John Cooper Works, tutti valori indicativi e senza considerare incentivi o sconti. MINI non è mai stato un marchio “economico”, ma la dotazione, l’immagine e il comportamento dinamico giustificano in buona parte il posizionamento.

Su strada: il MINI Aceman JCW mantiene la promessa di divertimento

La mia storia con MINI è lunga: ho guidato quasi tutte le varianti recenti, comprese versioni estreme come il MINI GP, e l’ultima generazione della Cooper sia a benzina sia elettrica. L’Aceman era l’anello mancante, quello che sulla carta doveva mettere insieme il meglio dei due mondi: l’agilità e il carattere della Cooper, con lo spazio e la fruibilità del Countryman.

Dopo una settimana al volante, posso dire che la missione è riuscita, soprattutto in questa configurazione John Cooper Works.

La dinamica “tipica MINI” è tutta lì. Lo sterzo è diretto, anche se un po’ più leggero rispetto alle vecchie generazioni, il telaio è ben messo a punto e la sensazione, quando si spinge, è quella di un’auto che “corre come se non ci fosse un domani”. L’Aceman JCW è rapido, preciso, con un inserimento in curva che mette subito a proprio agio chi ama guidare.

C’è però un grande “ma”, che emerge chiaramente già nei primi chilometri: le sospensioni sono estremamente rigide. Non “un po’ sportive”, proprio rigide in modo marcato. Avevo già percepito qualcosa di simile con la Cooper SE, ma speravo che, trattandosi della variante crossover, ci fosse un minimo di compromesso in più sulla comodità, anche in versione JCW. Non è così.

Su asfalti mediamente dissestati la macchina rimbalza vistosamente, trasformando un tragitto quotidiano in qualcosa di inutilmente stancante. Anche su strade tutto sommato buone la risposta resta secca, poco filtrata. Per un crossover elettrico, pensato comunque per l’uso di tutti i giorni, è una scelta difficile da digerire, specie senza sospensioni regolabili.

Chi vive di curve la domenica e cerca un assetto piatto e reattivo apprezzerà. Ma è una minoranza. Per la maggior parte degli acquirenti, questo irrigidimento estremo è più un difetto che un pregio.

Ed è davvero l’unico grande neo di un’auto che, per il resto, fa tutto molto bene. I 258 CV del motore elettrico spingono forte, e lo fanno con una naturalezza disarmante. Il JCW guadagna velocità con una facilità che mette in secondo piano il peso, e la gestione dell’erogazione è convincente.

Interessante la leva dietro al volante che, se azionata, libera il 100% del potenziale per 10 secondi: un “boost” perfetto per un sorpasso deciso o per togliersi d’impaccio in un attimo critico. Un dettaglio tecnico intelligente, che ha senso nella guida reale.

Consumi e autonomia reali

L’omologazione WLTP dichiara per il MINI Aceman JCW fino a 355 km di autonomia. Nella mia prova invernale, con clima freddo, qualche nevicata, climatizzazione attiva e uso misto urbano-extraurbano, il dato reale si è attestato intorno ai 280 km con una ricarica.

Non è un valore record, ma per un crossover elettrico di questa taglia, con 258 CV a disposizione e una vocazione sportiva, è una cifra assolutamente coerente.

Il consumo medio registrato è stato di 18,6 kWh/100 km, superiore ai valori dichiarati ma perfettamente spiegabile con le condizioni meteo e il tipo di utilizzo. In scenari più miti e con uno stile di guida meno penalizzante, è verosimile aspettarsi numeri migliori.

L’importante è chiarire cosa aspettarsi: non è un “maratoneta” dell’efficienza, ma un elettrico prestazionale con un’autonomia più che sufficiente per l’uso quotidiano, spostamenti casa-lavoro e le classiche gite fuori porta.

Pregi, difetti e giudizio finale sul MINI Aceman JCW

Riassumendo i punti chiave:

  • Design riuscito e fortemente caratterizzato, immediatamente riconoscibile come un MINI
  • Abitabilità interna sorprendente per le dimensioni esterne, con buona vivibilità posteriore
  • Bagagliaio corretto per l’uso quotidiano, ampliabile con i sedili abbattuti
  • Dinamica di guida sportiva, telaio e sterzo all’altezza del badge JCW
  • Motore elettrico da 258 CV brillante, con funzione “boost” utile nella guida reale
  • Sospensioni eccessivamente rigide, scomode nella maggior parte dei tragitti quotidiani
  • Sistema infotainment centrale scenografico ma complesso, con troppi menù e sottomenù

L’opinione di un tester che lo ha usato davvero

Il MINI Aceman, nella sostanza, mi ha convinto quasi su tutta la linea. È un’auto bella da vedere, con una buona abitabilità per la vita di tutti i giorni, un bagagliaio adeguato e numeri tecnici allineati alla sua immagine.

Ma devo tornare sul punto critico: le sospensioni sono davvero troppo rigide per un crossover elettrico moderno. Chi compra un SUV o un crossover, nella maggior parte dei casi, lo fa anche e soprattutto per la comodità a bordo. Qui, invece, ci si ritrova con un assetto che sembra pensato più per un track-day che per una tangenziale dissestata. È un aspetto che MINI dovrebbe riconsiderare seriamente, quantomeno introducendo un sistema regolabile.

Sul prezzo, per quanto alto, è difficile puntare il dito più di tanto: MINI non è mai stata un’auto “per tutti”, e il posizionamento premium fa parte del gioco. Allo stesso modo, non mi sento di bocciare consumi e autonomia: le condizioni climatiche della prova erano tutt’altro che ideali per un elettrico.

In definitiva, il MINI Aceman JCW è uno dei pochi elettrici oggi in grado di far divertire davvero su un bel tratto di curve, mantenendo una buona dose di praticità. Se per te il piacere di guida viene prima del comfort assoluto, è un’auto che vale la pena considerare seriamente.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.