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Sprint Race MotoGP Buriram: Acosta batte Márquez nella bolgia thailandese

Sprint Race MotoGP Buriram: Acosta batte Márquez nella bolgia thailandese

Buriram, dove il Mondiale si accende davvero

Prima sprint race della stagione MotoGP 2026 sul Chang International Circuit di Buriram, e il campionato si apre subito col botto: duello generazionale tra Marc Márquez e Pedro Acosta, caduta pesante di Bezzecchi, polemica sulle penalità e una KTM che spezza l’egemonia Ducati nelle gare corte in Thailandia.

Caldo estremo (33°C aria, 52°C asfalto), umidità oltre il 50% e tutti i piloti su pneumatici morbidi, anteriore e posteriore. Condizioni limite per una sprint da 13 giri che ha messo a nudo gestione gomma, elettronica e sangue freddo.

Griglia di partenza: Aprilia e Ducati dominano, Acosta unico “intruso”

La pole è di Marco Bezzecchi, autore di un giro mostruoso chiuso… per terra. Scivolata all’ultima curva nei secondi finali della qualifica, ma tempo sufficiente per tenersi la prima casella davanti a:

  • Marc Márquez (Ducati Lenovo)
  • Raúl Fernández (Aprilia)

Nelle prime tre file, il segnale tecnico è chiarissimo: quattro Aprilia e quattro Ducati. L’unica moto non italiana in Top-9 è la KTM di Pedro Acosta, sesto in griglia, con:

  • Fabio Di Giannantonio 4°
  • Jorge Martín 5°
  • Álex Márquez 7°
  • Franco Morbidelli 9°
  • Ai Ogura 8°

Assente Fermín Aldeguer, out per la frattura al femore in pre-season: al suo posto il collaudatore Ducati Michele Pirro nel team Gresini.

Partenza: Márquez scatta, Bezzecchi spreca

Semaforo spento e Marc Márquez dimostra perché è ancora il riferimento assoluto nei primi metri: scatto perfetto, brucia Bezzecchi e si mette subito a dettare il ritmo. L’italiano di Aprilia prova a rispondere, si scambiano la posizione, ma la vera svolta arriva qualche giro dopo.

Mentre nel gruppo si sfiorano e si toccano – contatto tra Álex Márquez e Di Giannantonio, entrambi ancora in gara ma attardati – Pecco Bagnaia approfitta del caos per risalire fino alla top-10.

Il colpo di scena: Bezzecchi a terra

Quando Bezzecchi riesce finalmente a restituire il sorpasso a Márquez e si porta al comando, sembra l’inizio della fuga Aprilia. Invece, la gara cambia volto in una manciata di metri: l’italiano cade nella penultima curva proprio mentre guidava la corsa.

La scivolata del pilota Aprilia:

  • libera la pista a Márquez
  • consegna la leadership virtuale al duello Márquez–Acosta
  • alleggerisce la pressione su chi inseguiva, in particolare Raúl Fernández

Da lì in avanti, la sprint diventa un corpo a corpo tra il nove volte iridato e il rookie più atteso degli ultimi anni.

Duello al limite: Márquez vs Acosta

Marc Márquez impone un ritmo impressionante: è il primo a scendere in 1:29, costruendo il vantaggio soprattutto nel primo settore, mentre soffre leggermente negli ultimi due. Pedro Acosta, però, non molla di un centimetro.

Il murciano:

  • riduce il gap a 2–3 decimi
  • tenta più volte il sorpasso in staccata
  • in curva 12 lo passa, ma Márquez gli restituisce la posizione sul dritto

A metà gara il copione è chiaro: Marc frena più dentro di tutti, Acosta allunga la moto e lascia correre il posteriore, sfruttando la trazione della KTM e una guida più “libera” nelle fasi di rilascio. È una sfida di stili, oltre che di generazioni.

Ultimi giri incandescenti e penalità decisiva

Negli ultimi giri la distanza tra i due resta nell’ordine dei decimi. Márquez prova a prendere aria con qualche tornata veloce, ma Acosta resta agganciato, gestendo bene gomma posteriore e temperatura.

A due giri dalla fine, un piccolo “sussulto” di Márquez apre la porta: Acosta lo passa e si porta al comando, cercando di costruire il margine per difendersi all’ultimo giro. Ma la vera scintilla arriva proprio all’ultima curva dell’ultimo giro.

All’ultima tornata:

  • Marc prova l’affondo su Acosta
  • c’è un contatto tra i due
  • l’iberico di Ducati esce in testa dalla curva, ma la Direzione Gara interviene

Márquez viene penalizzato per “pilotaggio irresponsabile” e deve restituire la posizione. L’episodio è al limite: nessuna uscita di pista, contatto duro ma da “vecchia scuola”. Marc alza la mano, si adegua al regolamento e rallenta prima del traguardo, lasciando passare la KTM numero 31.

La classifica: Acosta nella storia, Raúl completa il podio

Bandiera a scacchi e ordine d’arrivo segnato dalla penalità a Márquez. Pedro Acosta vince la sprint del GP di Thailandia e si iscrive già nei libri di storia.

Dettaglio Descrizione
Vincitore sprint Pedro Acosta (KTM)
2° classificato Marc Márquez (Ducati Lenovo)
3° classificato Raúl Fernández (Aprilia)
Record di Acosta Pilota più giovane a vincere una sprint: 21 anni e 279 giorni
Prima vittoria in MotoGP Prima affermazione di Acosta in una gara del sabato o della domenica

Alle loro spalle, grande prova di compattezza Aprilia:

  • Raúl Fernández chiude terzo, solido e costante
  • Ai Ogura supera Jorge Martín nella lotta per la quarta posizione, dopo averlo messo sotto pressione per più giri

Nel frattempo Joan Mir, Brad Binder, Bagnaia e Di Giannantonio completano la zona punti, con Pecco autore di una rimonta metodica dopo un avvio complicato.

Le parole dei protagonisti: rispetto, dubbi e ambizione

Pedro Acosta, nonostante il trionfo, non si nasconde dietro l’euforia:

  • non sente questa come una “vera” vittoria al 100%, perché la posizione gli è stata ceduta in seguito alla penalità
  • ringrazia il team e chi lo sostiene da casa
  • fissa già l’obiettivo per il GP di domenica: conquistare un successo “pieno”, senza interventi della Direzione Gara

Marc Márquez, dal canto suo, resta allineato al regolamento ma non nasconde il fastidio:

  • “Direzione Gara decide e io mi limito a seguire le norme”
  • dopo la caduta di Bezzecchi aveva deciso di controllare il ritmo, pensando al campionato lungo
  • ogni volta che Acosta lo passava, rispondeva alla curva successiva
  • la penalità gli sembra severa, ma la accetta in pista cedendo la posizione

Dal box Ducati Lenovo, Davide Tardozzi è molto più esplicito: secondo lui Marc non ha toccato Acosta in modo scorretto e non è uscito di pista. Definisce la penalità “ingiusta” e sostiene che, a ruoli invertiti, Acosta avrebbe fatto la stessa manovra.

Gigi Dall’Igna condivide la linea di malcontento, mentre su un altro fronte Jorge Martín finisce sotto indagine per le pressioni dei pneumatici, tema sempre più delicato nella MotoGP moderna.

Jorge, comunque, sottolinea di essersi sentito bene sulla moto nonostante non ami particolarmente il formato sprint e di aver goduto dello spettacolo offerto dal duello Márquez–Acosta, pur ammettendo che per la gara lunga servirà qualcosa in più soprattutto sul dritto.

Il peso tecnico di Buriram: Ducati, Aprilia e l’incursione KTM

La sprint thailandese conferma alcune tendenze tecniche chiave:

  • Ducati resta il riferimento sulla distanza corta a Buriram, ma non è più imbattibile: dopo le vittorie di Martín (2023), Bastianini (2024) e Márquez (2025), la striscia si interrompe con la KTM di Acosta.
  • Aprilia dimostra una base tecnica fortissima: quattro moto nelle prime file, ritmo da vittoria con Bezzecchi prima della caduta, podio con Raúl e grande consistenza di Ogura.
  • KTM si conferma moto “da pilota”: Acosta sfrutta una ciclistica che permette di lasciare correre la moto in ingresso e metà curva, compensando qualcosa in meno in accelerazione pura rispetto a Ducati.

La scelta unanime della gomma morbida su un asfalto oltre i 50°C sottolinea anche il livello di grip del Chang International Circuit e la fiducia dei team nella gestione elettronica di trazione e coppia, nonostante le condizioni estreme.

Verso il GP di domenica: regolamenti, nervi e gestione gara

La sprint di Buriram non è stata solo spettacolo, ma anche un campanello d’allarme sul fronte regolamentare:

  • penalità per “pilotaggio irresponsabile” in un corpo a corpo all’ultima curva
  • indagini sulle pressioni gomme
  • discussioni accese tra team manager e Direzione Gara

Con un campionato “molto lungo”, come ricorda lo stesso Márquez, la gestione del rischio diventa centrale: sapere quando attaccare, quando accontentarsi e quanto spingersi oltre il limite regolamentare sarà decisivo tanto quanto un buon setting di sospensioni o una mappa motore azzeccata.

Domani la distanza si allunga, entrano in gioco consumo carburante, degrado dei pneumatici e gestione del passo gara. Ma una cosa è già chiara: il 2026 si apre con un messaggio fortissimo. Pedro Acosta non è più soltanto il rookie fenomeno. È un avversario diretto, capace di guardare Marc Márquez negli occhi, staccare tardi, lasciare i freni e prendersi, anche tra mille polemiche, il gradino più alto del podio.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.