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Kawasaki KLE500, il ritorno di una trail emblematica

Kawasaki KLE500, il ritorno di una trail emblematica

Una nuova via per le trail di media cilindrata

La nuova Kawasaki KLE500 apre finalmente una breccia nella gamma attuale di Akashi: una vera trail di media cilindrata, omologata per patente A2 e pensata per un uso misto strada–fuoristrada.

Kawasaki risponde così a una richiesta che covava da anni, entrando in uno dei segmenti più in crescita dell’ultimo periodo: quello delle trail adventure “vere”, non semplici crossover travestite.

In Europa, l’offerta della Casa verde si limitava finora alla famiglia Versys 650/1000, modelli che, pur avendo in origine richiamato la sigla KLE, di trail conservavano soprattutto la posizione di guida eretta, con una vocazione marcatamente stradale. Nel frattempo, in altri mercati meno vincolati dalle normative, continuavano a vivere trail come KLR650 e KLX 250/300.

Con la KLE500, Kawasaki torna invece al concetto di trail polivalente, capace di affrontare viaggi su asfalto e sterrati con la stessa naturalezza. La scelta della “mezzo litro” non è solo un omaggio nostalgico alla KLE 500 del 1991, ma anche una mossa strategica per presidiare il nicho delle adventure per neofiti con patente A2.

Riferimenti storici e motore: la tradizione continua

A 35 anni dalla capostipite, le affinità concettuali tra la prima KLE e la nuova KLE500 2026 sono evidenti, soprattutto nella scelta del propulsore: in entrambi i casi, un bicilindrico in linea compatto e sfruttabile.

Se nel 1991 il motore derivava da GPZ e Vulcan dell’epoca, oggi la KLE attinge alla base tecnica delle Ninja 500, Z500 ed Eliminator. Si tratta del bicilindrico profondamente aggiornato rispetto al precedente 400, con aumento della corsa e cilindrata portata a 451 cc.

L’obiettivo non era tanto incrementare la potenza massima (ora 45 CV, perfetti per A2) quanto migliorare la coppia e la pienezza ai medi: 42,6 Nm ben distribuiti lungo l’arco di utilizzo.

Tra le evoluzioni tecniche spiccano:

  • cigüeñal alleggerito
  • frizione con sistema antisaltellamento
  • distribuzione a bilancieri “finger follower”
  • cilindri inclinati in avanti con schema di aspirazione/iniezione discendente

Soluzioni derivate dalle supersportive Ninja ZX-R e dalle cross KX, qui declinate in chiave adventure. Sulla KLE500 il motore viene adottato quasi “plug & play”, con modifiche mirate a scarico, rapporto finale, mappatura e inclinazione nel telaio per ottimizzare il baricentro.

Ciclistica dedicata e componentistica mirata

La KLE500 rivendica una forte identità propria nella ciclistica, a partire da un telaio specifico multitubolare in acciaio di tipo “trellis”, con il telaietto posteriore integrato in un unico insieme strutturale.

I tecnici giapponesi hanno aggiunto una fitta trama di tubi nella parte inferiore: non una vera culla portante, perché il motore non vi è imbullonato, ma un elemento che aumenta la rigidità complessiva e offre ancoraggio al robusto paracoppa metallico.

Le sospensioni sono firmate Kayaba:

all’anteriore una forcella a cartuccia chiusa da 43 mm, non regolabile, al posteriore un monoammortizzatore con leveraggio Uni-Trak, regolabile nel precarico tramite controdadi. Le escursioni sono da vera trail: 210 mm davanti e 196 mm dietro.

L’impianto frenante è Nissin: disco singolo anteriore da 300 mm, posteriore da 230 mm, entrambi assistiti da ABS disinseribile, una scelta fondamentale per chi vuole spingersi in fuoristrada.

Le ruote a raggi, con canale da 21” all’anteriore e 17” al posteriore, montano pneumatici misti IRC con camera d’aria, dichiarando senza mezzi termini le ambizioni off-road della nuova KLE.

Allestimenti: Standard e Special Edition

Come le sorelle di 500 cc, la KLE viene proposta in due versioni:

Standard (6.500 €) e Special Edition (7.150 €), differenziate da vari dettagli di equipaggiamento.

Cambiano:

  • tipo di indicatori di direzione (a lampadina vs LED)
  • dimensione del paracoppa
  • parabrezza
  • livrea e presenza dei paramani

Ma la differenza principale è nel cruscotto:

la versione Standard utilizza uno schermo LCD, mentre la Special Edition adotta una TFT a colori da 4,3”, più moderna e completa.

Entrambe sono connesse all’app Kawasaki Rideology, ma solo la SE offre le funzioni di comando vocale.

La lista accessori originali è ampia: scarico Akrapovic, cavalletto centrale, protezioni, manopole riscaldate, fari supplementari, presa USB, valigie e molto altro. Interessante la disponibilità di selle ribassate sia per pilota sia per passeggero: fino a quattro configurazioni possibili, inclusa una soluzione con seduta “lunga” continua in stile fuoristrada.

Design: una piccola moto da rally

Dal vivo, la KLE500 colpisce subito per un’estetica che richiama con successo le moderne moto da rally: frontale alto e affilato, firma luminosa “arrabbiata” in puro stile sugomi e una carrozzeria angolosa, minimalista, che privilegia funzionalità e libertà di movimento.

Questa pulizia formale ha un prezzo: niente maniglie passeggero e pochi appigli per movimentare la moto da fermo. Anche le leve non sono regolabili e non ci sono aiuti elettronici superflui: niente riding mode, niente controllo di trazione. Una scelta di sobrietà deliberata per contenere il prezzo in un segmento A2 estremamente competitivo.

La posizione di guida è uno dei punti di forza. Kawasaki dimostra di non aver dimenticato il proprio DNA off-road: le KX hanno fatto scuola e qui si sente. La sella, a 870 mm da terra, non è eccessivamente alta, è stretta nella zona di passaggio e molto confortevole.

Le pedane offrono una triangolazione rilassata sia da seduti sia in piedi, dove si apprezza il serbatoio da 17 litri, stretto e ben sagomato, che consente di spostarsi facilmente e caricare l’avantreno in fuoristrada.

Il manubrio, ampio e ben aperto, trasmette un’ottima sensazione di controllo, come si pretende da una vera adventure. Nel complesso, l’ergonomia è centrata: posizione dominante, impostazione trail autentica, ma senza misure “giganti” che possano intimorire chi arriva da moto più piccole.

Su strada e in fuoristrada: una ciclistica sorprendente

La KLE500 brilla in modo particolare per l’equilibrio della ciclistica. Telaio e sospensioni offrono un mix riuscito di agilità e stabilità, rigidità e comfort, che la rende intuitiva fin dai primi chilometri.

Nonostante la ruota anteriore da 21”, le reazioni sono naturali e prevedibili, senza quelle incertezze tipiche di alcune trail con impostazione troppo “enduro”. Nelle strade di montagna la KLE si dimostra divertente, rapida nei cambi di direzione e precisa in appoggio, mentre sulle statali più veloci mantiene una stabilità rassicurante.

Il vero colpo di scena arriva però quando si lascia l’asfalto. In off-road la KLE500 sorprende con un potenziale superiore alle aspettative, grazie soprattutto a una riuscita distribuzione dei pesi e a sospensioni molto ben tarate.

Kawasaki dichiara 195 kg in ordine di marcia (176 kg a secco), valori che la collocano tra le più leggere della categoria. Ma in movimento sembra ancora più svelta: l’ingresso in curva su sterrato è facile, i cambi di direzione sono rapidi, il controllo delle reazioni sullo sconnesso è immediato.

La forcella Kayaba è la vera protagonista: assorbe le asperità con quel “tocco morbido” tipico delle moto da fuoristrada ben nate, filtrando buche e sassi senza mandare in crisi il telaio e senza trasferire colpi secchi ai polsi.

Il mono posteriore lavora bene, anche se non raggiunge la stessa raffinatezza dell’avantreno: è un po’ più morbido e libero, soluzione che paga in fuoristrada ma che, su strada guidata, può andare leggermente in crisi se si alza il ritmo.

Il tallone d’Achille in off-road è la luce a terra: solo 185 mm. Per un uso rilassato, la qualità del comparto sospensioni compensa spesso questo limite, ma se ci si lascia prendere la mano, per velocità o per difficoltà del terreno, i contatti del paracoppa con il suolo diventano inevitabili.

Anche i pneumatici IRC e il singolo disco Nissin anteriore mostrano i loro limiti se si forza davvero il passo su asfalto di montagna: l’impianto frena con buona modulabilità e progressione, ma la potenza non è da sportiva. In fuoristrada, invece, l’impianto è perfettamente adeguato, e la possibilità di disinserire completamente l’ABS (davanti e dietro) tramite un pulsante dedicato sul manubrio è un plus fondamentale per chi vuole guidare “di tecnica” sullo sterrato.

Motore: un bicilindrico vivace, con carattere Ninja

Sul fronte motore, la KLE500 offre sensazioni familiari a chi ha già guidato Ninja 500 o Z500. E la memoria è positiva: il 451 cc è un propulsore completo, vivace e con una piacevole indole sportiva.

Spinge senza incertezze già ai bassi, si anima in modo deciso oltre le 5.000 giri e allunga con elasticità e brio fino oltre le 9.000, regalando un’erogazione lineare ma non noiosa.

In ottica adventure, si potrebbe desiderare un filo di corposità in più proprio sotto i 4.000 giri, per avere ancora più trazione in mulattiera, e una sesta marcia un po’ più lunga per i trasferimenti autostradali. Ma nel complesso il bilancio è ampiamente positivo.

Le vibrazioni sono contenute (appena avvertibili intorno ai 6.000 giri) e il cambio è uno dei punti forti: innesti rapidi, precisi, con una frizione morbidissima, che rende la guida in città e in fuoristrada meno stancante.

Strumentazione, comfort e protezione aerodinamica

La strumentazione TFT da 4,3” della Special Edition, l’unica provata in questa occasione, non è enorme ma è ben progettata: tutte le informazioni importanti sono presenti, la leggibilità è sempre ottima e la posizione è ideale per non distogliere lo sguardo dalla strada.

La protezione aerodinamica, nonostante il design minimalista della carenatura, è sorprendentemente efficace: il flusso d’aria viene deviato in modo pulito e il comfort alle velocità autostradali è più che soddisfacente per una trail di questa categoria.

Scheda tecnica essenziale Kawasaki KLE500 2026

Dettaglio Descrizione
Motore Bicilindrico in linea, 4T, 451 cc, raffreddato a liquido
Potenza / Coppia 45 CV (patente A2) / 42,6 Nm
Telaio Traliccio in acciaio multitubolare con telaietto integrato
Sospensioni Kayaba: forcella 43 mm (210 mm), mono Uni-Trak (196 mm)
Ruote / Freni 21”/17” a raggi, dischi Nissin 300/230 mm, ABS disinseribile
Peso / Serbatoio 195 kg in ordine di marcia, serbatoio 17 litri

Una trail A2 matura e con vera anima dual

Kawasaki arriva tardi alla festa delle trail A2, ma lo fa con una proposta matura e coerente. La KLE500 è una moto definita con intelligenza: ha una personalità chiara, un reale potenziale misto strada–fuoristrada e un posizionamento di prezzo competitivo, soprattutto per chi privilegia il valore del marchio e l’affidabilità percepita rispetto alle alternative asiatiche “low cost”.

Non è una moto per chi cerca l’ultima moda elettronica o potenze da superbike depotenziata. È, piuttosto, una trail onesta e ben concepita, che parla il linguaggio di chi vuole viaggiare, imparare in sicurezza e, all’occorrenza, non avere paura di imboccare quella pista sterrata che porta all’orizzonte.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.