Il mini SUV che costa meno di una citycar
Il Suzuki S-Presso 2026 è con ogni probabilità il SUV più economico del mondo. Non parliamo di un’utilitaria rialzata per finta: offre 18 cm di altezza libera da terra, protezioni in plastica grezza in stile off-road e un prezzo che, al cambio, è praticamente la metà di un Dacia Sandero.
Lo si trova su mercati internazionali come quello cileno e incarna alla perfezione la filosofia del vecchio Fiat Panda 4×4: dimensioni contenute, peso piuma (770 kg a vuoto) e grande versatilità, non solo in città ma anche su strade di montagna, pur senza trazione integrale.
Dimensioni compatte, abitacolo omologato per cinque
Il S-Presso è un vero “micro-SUV”: misura appena 3,57 metri di lunghezza. Nonostante ciò, l’abitacolo è omologato per cinque passeggeri, un plus non scontato in questo segmento di vetture ultracompatte.
Il bagagliaio offre 239 litri di capacità, sufficienti per la spesa quotidiana e per un paio di trolley da cabina. Non è un’auto da grandi viaggi in famiglia, ma per l’uso urbano e periurbano si difende bene, sfruttando al massimo ogni centimetro disponibile.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Lunghezza | 3,57 metri |
| Peso a vuoto | 770 kg |
| Posti omologati | 5 |
| Bagagliaio | 239 litri |
| Altezza libera da terra | 18 cm |
Motore 1.0 tre cilindri: pochi cavalli, tanta efficienza
La gamma motori è ridotta all’osso: una sola unità benzina aspirata, 1.0 litri tre cilindri. Numeri sulla carta modesti, ma coerenti con la filosofia low cost e con il peso ridottissimo:
- Potenza: 67 CV a 6.000 giri/min
- Coppia: 89 Nm a 3.500 giri/min
La trasmissione può essere:
- manuale a 5 marce
- automatizzata (cambio pilotato) sempre a 5 rapporti
Non è un’auto pensata per le prestazioni, ma per portarti ovunque spendendo il meno possibile in carburante e manutenzione. Su fondi sconnessi e strade di campagna, l’altezza da terra e la leggerezza diventano alleati preziosi.
Consumi da scooter, omologazione non dichiarata
Sul fronte consumi, il Suzuki S-Presso 2026 dichiara valori davvero interessanti:
- Versione manuale: 20,9 km/l (circa 4,8 l/100 km)
- Versione automatizzata: 21,7 km/l (circa 4,6 l/100 km)
Non è specificato il ciclo di omologazione (non sappiamo se paragonabile al nostro WLTP), ma sono comunque numeri che, anche ridimensionati alla guida reale, lo collocano tra i veicoli più parsimoniosi della categoria.
Allestimento GLX Plus: essenziale ma completo dove serve
In Cile il Suzuki S-Presso viene proposto in un unico allestimento, denominato GLX Plus. Per un’auto che punta tutto sul prezzo, la dotazione di comfort è tutt’altro che spartana:
- Aria condizionata
- Alzacristalli elettrici anteriori
- Retrovisori regolabili elettricamente
- Sistema multimediale con Android Auto e Apple CarPlay
- Cerchi in lega bicolore da 14 pollici
- Chiusura centralizzata con telecomando
È la dimostrazione che, anche nel segmento ultra-economico, oggi il cliente non è più disposto a rinunciare alla connettività e a un minimo di cura estetica.
Sicurezza: il tallone d’Achille dei mercati emergenti
Capitolo sicurezza: agli occhi europei, l’equipaggiamento del S-Presso fa impressione, ma è perfettamente in linea con normative molto più permissive come quelle sudamericane.
Di serie troviamo:
- Controllo di stabilità
- Freni anteriori a disco ventilati
- Assistenza alla partenza in salita (solo con cambio pilotato)
- Doppio airbag frontale
- Due attacchi ISOFIX posteriori
Mancano airbag laterali e a tendina, sistemi ADAS evoluti e tutto ciò che ormai diamo per scontato sulle vetture vendute nel mercato europeo. È il prezzo (in termini di dotazione) da pagare per arrivare a cifre così basse.
Prezzo: meno di 8.000 euro al cambio
Il vero shock è il listino. In Cile, il Suzuki S-Presso viene proposto a:
- 10.490 dollari al contado (meno di 9.000 euro al cambio attuale)
- 8.990 dollari con promozioni e finanziamento, cioè poco più di 7.600 euro
Per un SUV compatto, omologato per cinque, con infotainment moderno e consumi da record, sono cifre che in Europa oggi sembrano appartenere a un’altra epoca.
Il S-Presso 2026 resta, per ora, un fenomeno da mercati emergenti. Ma dimostra con brutalità quanto si potrebbe ancora fare per ridurre i costi di accesso alla mobilità, se si fosse disposti a rinunciare a parte della sofisticazione (e della sicurezza attiva/passiva) che ormai consideriamo standard.



