Marc Márquez ha chiuso la sua pre‑stagione nella giornata di domenica con i test di Buriram, in Thailandia. Nonostante un fastidioso virus intestinale e tre cadute nel corso del weekend, il catalano ha lasciato il circuito con sensazioni decisamente positive, soprattutto sul piano fisico e tecnico.
Spalla destra ok: il corpo di Márquez è pronto
Il pilota di Cervera ha confermato segnali incoraggianti dalla spalla destra, operata a fine 2025. Era il grande punto interrogativo in vista dell’avvio del Mondiale, ma per ora la risposta è confortante: mobilità, resistenza e forza gli consentono di guidare al limite senza condizionamenti evidenti.
Per un pilota dallo stile aggressivo come Márquez, che basa gran parte della propria velocità sulla fase di ingresso curva e sui cambi di direzione violenti, una spalla non al 100% sarebbe stata un handicap enorme. Il lavoro svolto tra riabilitazione e adattamento in sella alla Ducati sembra invece aver dato i suoi frutti.
Adattamento alla Ducati: fiducia in crescita
Al di là del capitolo fisico, Márquez ha commentato anche le sensazioni con la Ducati. Pur senza entrare nei dettagli di mappature, bilanciamento e aerodinamica, ha lasciato intendere di aver trovato una base competitiva su cui costruire l’intera stagione.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Feeling con l’anteriore | Migliorato, maggiore fiducia nelle staccate profonde |
| Gestione del posteriore | Buona trazione in uscita, ancora da affinare sul giro lungo |
| Resistenza fisica | Spalla destra stabile, nessun crollo nelle simulazioni gara |
| Adattamento allo stile Ducati | Progressivo, ma già a livello da top rider |
| Limiti emersi nei test | Alcuni errori al limite che hanno portato alle cadute |
Le tre scivolate del weekend rientrano nel normale processo di ricerca del limite con una moto nuova e un pacchetto tecnico estremamente raffinato, che richiede precisione millimetrica in frenata e in inserimento.
Circuiti cittadini in MotoGP: la visione di Márquez
Márquez ha colto l’occasione per commentare una delle novità più discusse del futuro calendario MotoGP: l’arrivo del circuito cittadino di Adelaide a partire dal 2027, destinato a sostituire Phillip Island.
Il fuoriclasse spagnolo non ha nascosto il proprio legame con il tracciato australiano: Phillip Island è uno dei circuiti più spettacolari e iconici della storia del Motomondiale, teatro di gare epiche e uno dei preferiti sia dai piloti sia dagli appassionati. Velocità altissime, curvoni in appoggio, vento, mare a pochi metri: è la quintessenza della MotoGP “pura”.
Allo stesso tempo, Márquez ha mostrato un approccio pragmatico e moderno: secondo lui è necessario mantenere la mente aperta se la categoria vuole continuare a crescere. L’idea non è tanto il circuito cittadino estremo in stile kartodromo tra i muri, quanto un tracciato vicino alla città, capace di portare il pubblico a contatto con l’evento, ma con standard di sicurezza rigorosamente allineati alle esigenze della MotoGP.
Il messaggio è chiaro: sì a circuiti più vicini ai centri urbani per aumentare spettacolo, affluenza e visibilità, ma mai a scapito delle vie di fuga, della qualità dell’asfalto e delle protezioni. La priorità resta la sicurezza dei piloti; al resto ci pensa la loro capacità di adattarsi.
Sicurezza e spettacolo: il compromesso necessario
L’introduzione di circuiti cittadini o semi‑cittadini in MotoGP pone un tema cruciale: trovare l’equilibrio tra show e sicurezza. Le MotoGP moderne superano i 350 km/h, con accelerazioni brutali e frenate che portano i dischi in carbonio al limite. Portare questo tipo di prototipi in un contesto urbano richiede:
- vie di fuga ampie e ben studiate
- barriere e protezioni di ultima generazione
- asfalto omogeneo, con grip costante e drenaggio ottimale
Márquez lo ha sintetizzato con una frase chiave: “Noi ci adattiamo”. Il compito dei piloti è spremere il massimo dal pacchetto tecnico su qualsiasi tracciato; quello di chi disegna i circuiti e di chi omologa è garantire un ambiente all’altezza delle prestazioni delle moto e del rischio intrinseco di questo sport.
Thailandia: Márquez favorito, ma con rivali vicini
Chiusa la parentesi test, il prossimo appuntamento è il Gran Premio di Thailandia, sempre a Buriram. Sarà il primo vero banco di prova, con punti in palio e pressione alle stelle.
Márquez arriverà da favorito naturale per il titolo: esperienza, talento e una Ducati competitiva lo proiettano in cima alla lista dei pretendenti. Ma la concorrenza è tutt’altro che arrendevole. Marco Bezzecchi e Álex Márquez sono indicati come i rivali più pericolosi: conoscono bene la moto, hanno ritmo gara e hanno già dimostrato di poter correre stabilmente nel gruppo di testa.
L’equilibrio tecnico tra i vari team Ducati, unito al livello altissimo dei piloti, promette una stagione tirata, in cui ogni dettaglio – dalla gestione gomme alle qualifiche, fino alla scelta delle mappature motore – potrà fare la differenza.

