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Mazda CX-5 2026: terza generazione, evoluzione senza rivoluzione

Mazda CX-5 2026: terza generazione, evoluzione senza rivoluzione

Il Mazda CX-5 è da oltre un decennio uno dei pilastri della casa di Hiroshima in Europa. Dal lancio del 2012 ha superato le 70.000 unità immatricolate in Italia, diventando uno degli SUV di riferimento del marchio. La seconda generazione è arrivata nel 2016, consolidando il modello. Ora debutta la terza serie, profondamente aggiornata, chiamata a difendere le quote in un segmento sempre più affollato e aggressivo.

A livello globale il CX-5 è un modello chiave: oltre cinque milioni di unità prodotte dal debutto, di cui 850.000 destinate all’Europa.

Design esterno: più presenza su strada

La terza generazione del Mazda CX-5 resta fedele al linguaggio stilistico Kodo, ma con un’evoluzione evidente a colpo d’occhio. Il frontale è più alto e massiccio, la calandra guadagna importanza scenica e i gruppi ottici doppi full LED aggiungono un tocco tecnologico e contemporaneo.

Le proporzioni cambiano in modo sostanziale. La lunghezza cresce di 11,5 cm e arriva a 4,69 metri, mentre la larghezza aumenta di 1,5 cm e l’altezza di 3 cm. Risultato: una presenza su strada più autorevole, con una spalla visivamente più larga.

Al posteriore spiccano i nuovi fari e l’ampliamento della carreggiata, che rafforzano la sensazione di stabilità. Nel complesso è un SUV più imponente e moderno, senza rinunciare alla fluidità delle linee che ha sempre caratterizzato il CX-5.

Dettaglio Descrizione
Lunghezza 4,69 m (+11,5 cm rispetto a prima)
Aumento larghezza +1,5 cm
Aumento altezza +3 cm
Fari anteriori Doppi LED con firma luminosa aggiornata
Stile Linguaggio Kodo evoluto, frontale più verticale

Abitacolo: più spazio e praticità reale

L’interno è uno dei principali beneficiari di questa evoluzione. Il passo cresce in misura analoga alla lunghezza, e questo si traduce in un abitacolo più generoso per tutti gli occupanti.

Le sedute posteriori guadagnano quasi 6 cm per le gambe e 3 cm per la testa: un incremento che si percepisce subito, soprattutto nei viaggi lunghi. A questo si aggiungono le porte posteriori più larghe di 7 cm, con un’apertura prossima ai 90 gradi: un dettaglio da addetto ai lavori che fa davvero la differenza quando si devono fissare i seggiolini o far salire persone anziane.

La plancia adotta un’impostazione più pulita e orizzontale. Il quadro strumenti è digitale da 10,25″, mentre lo schermo centrale – da 12,9″ o 15,6″ a seconda delle versioni – integra Google, rendendo più immediata l’interazione quotidiana. Qualità percepita ed ergonomia restano in linea con gli standard Mazda: comandi intuitivi, materiali curati, assemblaggi precisi.

Anche il bagagliaio compie un salto in avanti: cresce di 61 litri rispetto al modello uscente e raggiunge 583 litri. Un valore competitivo nel segmento, reso ancora più sfruttabile dalla forma regolare, dall’altezza di carico ben studiata e da una soglia più bassa con piano più profondo.

Motore e gamma: una sola meccanica, quattro allestimenti

La nuova gamma CX-5 ruota attorno a un’unica proposta meccanica: il 2.5 e-Skyactiv G da 141 CV, abbinato a un sistema mild hybrid a 24 V e al cambio automatico a sei rapporti. Gli allestimenti – Prime Line, Center Line, Exclusive Line e Homura – consentono di scegliere la trazione anteriore o integrale AWD a partire dal Center Line.

Mazda continua così a seguire una strada controcorrente nel panorama dei SUV medi, puntando su un quattro cilindri aspirato, senza turbo, che privilegia progressività e fluidità d’erogazione rispetto alla ricerca spasmodica di coppia ai bassi regimi.

Su strada: il CX-5 resta fedele al suo DNA

L’esemplare provato nei dintorni di Barcellona era in allestimento Homura, la variante più grintosa dal punto di vista estetico. Il 2.5 litri si distingue per un funzionamento estremamente morbido, con vibrazioni quasi assenti anche a bassa velocità. In cambio, quando si chiede una risposta pronta in ripresa, emerge un leggero ritardo tipico dei motori aspirati di grossa cilindrata.

Affondando l’acceleratore aumenta anche la rumorosità, con un timbro metallico marcato, più vicino a quello di un motore di cilindrata inferiore che a un “big block” classico. Non è però un suono sgradevole, anzi: comunica meccanica, non artificio.

Il cambio automatico a sei marce lavora in sintonia con il motore, con passaggi rapporto fluidi e sufficientemente rapidi per l’impostazione del modello.

La direzione è uno dei punti di forza del CX-5: pronta, intuitiva, precisa, con una taratura che ispira fiducia fin dai primi chilometri. L’assetto, rigido il giusto ma confortevole, filtra bene le sconnessioni e garantisce stabilità sulle strade veloci. È il tipico compromesso Mazda: più comunicativo della media, ma senza penalizzare chi macina chilometri ogni giorno.

Il risultato, in questa prima presa di contatto, è un SUV che conserva quel feeling pieno e quella sensazione di totale controllo che sono da sempre marchio di fabbrica del CX-5. Lo spazio posteriore e l’accesso facilitato dalle porte quasi a 90 gradi confermano la vocazione familiare del modello.

Prezzo e obiettivi commerciali

Il listino del nuovo Mazda CX-5 parte da 35.200 euro, ma le campagne promozionali portano il prezzo di accesso a 29.995 euro con finanziamento. Le prime consegne sono previste per marzo.

Mazda si è posta un obiettivo preciso per il 2026: 5.750 CX-5 immatricolati in Italia. Una cifra che ribadisce il ruolo strategico del modello nella gamma europea. Per quanto visto a Barcellona, e considerando il posizionamento di prezzo, è un target che il marchio ha buone possibilità non solo di centrare, ma di superare.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.