Una Supermoto da gara pura: 63 CV e oltre 100 kg di cattiveria controllata
La Husqvarna FS 450 è, da anni, la traduzione più radicale della filosofia supermotard secondo il marchio di origini svedesi. Niente compromessi, niente velleità stradali: è una moto chiusa, nata per stare dentro i cordoli e basta.
La versione 2022 consolida un pacchetto tecnico pensato per bilanciare la violenza di un monocilindrico di grossa cilindrata con la leggerezza estrema di un insieme che sfiora appena i 100 kg.
Qui non si parla di “moto adattata alla pista”: la FS 450 è un attrezzo da gara, progettato intorno alle esigenze del pilota che vive di staccate al limite, ingressi di traverso e uscite di curva con la ruota posteriore che cerca ogni millimetro di grip.
Il monocilindrico SOHC: 63 CV dove servono
Il cuore della Husqvarna FS 450 è un monocilindrico da 450 cm³ con testa SOHC (un solo albero a camme in testa). Il progetto nasce con un’ossessione: compattare il più possibile il motore e avvicinare l’albero a camme al baricentro per rendere la moto più reattiva nei cambi di direzione.
I 63 CV dichiarati sono gestiti da un corpo farfallato Keihin da 44 mm, che garantisce una risposta immediata, fondamentale nelle ripartenze dalle curve lente tipiche dei tracciati supermoto. Qui il gas non deve solo aprire forte: deve aprire subito, senza esitazioni, per trasformare ogni millimetro di rotazione in trazione.
Elemento chiave della trasmissione è la frizione antisaltellamento Suter, un componente da vera competizione. Riduce il freno motore nelle scalate più aggressive ed evita il bloccaggio della ruota posteriore, permettendo quelle derapate controllate che definiscono la disciplina: ingresso di traverso, moto dritta e gas spalancato.
Il cambio a cinque marce, realizzato da Pankl Racing Systems, ha un rapporto interno studiato specificamente per i circuiti chiusi: accelerazione e ripresa vengono prima di tutto, la velocità massima assoluta è un parametro secondario. Conta uscire forte da una chicane, non fare il record in rettilineo.
Ciclistica ed ergonomia: precisione chirurgica
Il telaio della FS 450 è un classico esempio di come Husqvarna (e KTM) intendano la ciclistica da gara moderna: struttura in acciaio al cromo-molibdeno tagliata al laser e saldata da robot, per controllare con precisione millimetrica la flessibilità longitudinale e torsionale. Non è solo questione di rigidità, ma di come e dove la struttura flette, per restituire al pilota il massimo feedback.
Il telaietto posteriore è realizzato in materiale composito con il 70% di poliammide e il 30% di fibra di carbonio: leggerissimo, ma con una rigidità strutturale di livello racing. Questo contribuisce a mantenere il peso complessivo bassissimo e, soprattutto, a dare alla ruota posteriore un appoggio “pulito” quando si sfruttano al limite i pneumatici Metzeler Racetec SM.
L’ergonomia è studiata per la massima libertà di movimento. La sella, con rivestimento ad alto grip, tiene incollato il pilota nelle accelerazioni violente senza però ostacolare gli spostamenti. La carrozzeria è stretta, rastremata dove serve, per facilitare il posizionamento della gamba interna in curva e il classico stile supermoto “a piede fuori”.
Le piastre di sterzo ricavate dal pieno CNC, con offset di 22 mm, permettono di adattare la risposta dell’avantreno alle caratteristiche del tracciato e allo stile del pilota: più stabilità o più rapidità, a seconda di come si cerca il tempo sul giro.
Sospensioni WP XACT e freni Brembo: componentistica da mondiale
Sul fronte sospensioni, Husqvarna affida la FS 450 alla tecnologia WP XACT. All’anteriore troviamo una forcella da 48 mm con funzioni aria/olio separate, che consente una regolazione fine del sostegno senza appesantire l’avantreno. Al posteriore lavora un monoammortizzatore con leveraggi (bielette), soluzione che offre una progressione più controllabile nelle fasi di massimo carico.
Le escursioni sono di 285 mm davanti e 266 mm dietro: valori specifici per il supermotard, dove bisogna assorbire salti e sezioni in terra senza compromettere la stabilità e la precisione nelle staccate su asfalto. È un equilibrio delicato: troppo morbida, la moto affonda e scompone in frenata; troppo rigida, perde trazione sulle parti sconnesse.
L’impianto frenante è firmato Brembo, con pinza radiale a quattro pistoncini e disco da 310 mm all’anteriore. Una combinazione che offre potenza brutale, ma soprattutto modulabilità, indispensabile quando si frena fin dentro la curva con la moto già impostata di traverso.
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Motore | Monocilindrico 450 cm³ SOHC |
| Potenza | 63 CV dichiarati |
| Cambio | 5 marce Pankl Racing Systems |
| Frizione | Antisaltellamento Suter |
| Sospensioni | WP XACT, forcella 48 mm / mono con leveraggi |
| Freno anteriore | Brembo radiale 4 pistoncini, disco 310 mm |
Elettronica al servizio della prestazione
Nonostante sia una moto “meccanica” nell’anima, la FS 450 sfrutta l’elettronica come un alleato per limare decimi al cronometro, non per addolcire il carattere. Sul manubrio è presente un selettore mappa che consente di scegliere tra due curve di potenza, adattando l’erogazione alle condizioni della pista o al livello di aderenza.
Attraverso lo stesso comando si gestiscono anche il controllo di trazione e il launch control. Qui non si parla di aiuti pensati per la sicurezza stradale, ma di strumenti per massimizzare la trazione in partenza e nelle situazioni di grip precario. In una disciplina dove lo start può decidere una manche, avere una moto che trasferisce a terra ogni cavallo senza sprecare metri in pattinamenti è un vantaggio reale.
Il risultato è una Supermoto moderna, estrema ma raffinata, che unisce una base tecnica da mondiale a una cura maniacale per i dettagli di ciclistica ed ergonomia. La Husqvarna FS 450 non è una moto per tutti, né vuole esserlo: è un attrezzo per chi, in pista, cerca il limite e non ha paura di guardarlo negli occhi.


