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MotoGP, rischio rinvio per il GP del Qatar: Dorna lavora a una nuova data

MotoGP, rischio rinvio per il GP del Qatar: Dorna lavora a una nuova data

La crisi in Medio Oriente fa tremare il calendario MotoGP

La guerra in corso in Medio Oriente, con la crescente tensione tra Israele, Stati Uniti e Iran, sta avendo ripercussioni dirette anche sul motorsport. I collegamenti aerei con l’area del Golfo Persico sono diventati complessi e instabili, e questo mette sotto pressione tutti quei campionati che negli ultimi anni hanno scelto proprio quei Paesi come fulcro delle proprie tappe extraeuropee.

La Formula 1 ha già dovuto fare i conti con voli riprogrammati e trasferte complicate per permettere a team e piloti di raggiungere l’Australia, sede del primo Gran Premio stagionale. In MotoGP, la preoccupazione è concentrata sul Qatar, dove dovrebbe disputarsi la quarta prova del Mondiale 2026 sul circuito di Lusail.

Lusail il 12 aprile: un appuntamento sempre più in bilico

Ad oggi, l’ipotesi di correre a Lusail nella data originaria del 12 aprile è, di fatto, quasi irrealizzabile. La situazione geopolitica rende estremamente delicata l’organizzazione logistica e la gestione della sicurezza, due pilastri imprescindibili per un campionato mondiale che muove centinaia di persone tra piloti, team, fornitori e personale organizzativo.

Carmelo Ezpeleta, CEO del promoter del Mondiale MotoGP, presente a Madrid a un evento Estrella Galicia insieme a Marc Márquez, Diogo Moreira e José Antonio Rueda, ha fotografato con chiarezza lo scenario: è difficile che si possa correre in quella data, ma nulla è ancora ufficialmente cancellato.

Dettaglio Descrizione
GP previsto Gran Premio del Qatar, circuito di Lusail
Data originaria 12 aprile 2026
Situazione attuale Altamente improbabile disputarlo in quella data
Decisione ufficiale In attesa, Dorna è in contatto con le autorità del Qatar
Motivo principale Instabilità geopolitica e criticità nei collegamenti con il Golfo

Ezpeleta ha chiarito che Dorna sta parlando con gli organizzatori qatarioti “da domenica”, ovvero da subito dopo l’ultimo aggravarsi della crisi, e che ogni decisione verrà presa sulla base delle informazioni fornite dalle autorità locali e internazionali. L’obiettivo è duplice: garantire la sicurezza di tutto il paddock e preservare, per quanto possibile, la coerenza sportiva del calendario.

Nessun circuito sostitutivo: o Qatar, o nulla

Un punto, però, è già stato fissato con decisione: se il GP del Qatar dovesse saltare nella sua data prevista, non verrà sostituito da un altro circuito. Ezpeleta ha escluso in modo netto l’ipotesi di spostare la tappa in un altro Paese.

Negli ultimi giorni si era parlato, a livello di indiscrezioni, di una possibile gara in Argentina come rimpiazzo di Lusail. Uno scenario che, allo stato attuale, è completamente fuori discussione. Il Mondiale non verrà “ricomposto” con un’altra pista: o si correrà in Qatar in una data alternativa, oppure il numero complessivo dei Gran Premi 2026 scenderà di una unità.

Questa scelta è coerente con la strategia di Dorna degli ultimi anni: non stravolgere il calendario con decisioni affrettate, ma difendere gli accordi di lungo periodo con i circuiti chiave. Lusail è una tappa strategica per MotoGP, sia per la presenza storica nel calendario, sia per il ruolo del Qatar nel progetto di espansione globale del campionato.

Le prossime tappe: Brasile e Stati Uniti sotto i riflettori

Mentre il Qatar resta in sospeso, il circus della MotoGP continua a muoversi. Dopo l’apertura in Thailandia, il calendario prevede due appuntamenti cruciali: il ritorno in Brasile e, a seguire, la tappa negli Stati Uniti.

  • Brasile: banco di prova per logistica e affidabilità di un mercato in crescita
  • Stati Uniti: tassello fondamentale per la visibilità del campionato in Nord America
  • Qatar: nodo irrisolto, in attesa di una nuova finestra utile nel calendario
  • Team e piloti: costretti a pianificare la stagione con uno scenario ancora fluido

Queste trasferte diventano ancora più delicate in un contesto internazionale instabile, dove ogni spostamento intercontinentale va valutato con attenzione, soprattutto per quanto riguarda rotte aeree, corridoi sicuri e possibili restrizioni improvvise.

Cosa aspettarsi per il GP del Qatar

La linea ufficiale di Dorna è di massima prudenza: non annunciare cancellazioni finché non è strettamente necessario, ma preparare in parallelo scenari alternativi. È “difficile” che si corra il 12 aprile, come ha ammesso Ezpeleta, ma non si può ancora dire che il Mondiale rinuncerà al Qatar nel 2026.

Il messaggio agli addetti ai lavori è chiaro: attendere comunicazioni formali a breve. La decisione definitiva dovrà incastrarsi con:

  • la disponibilità del circuito di Lusail in altre date
  • l’equilibrio complessivo del calendario
  • l’evoluzione della situazione geopolitica nel Golfo Persico

Per i tifosi e per chi vive la MotoGP da dentro, resta la consapevolezza che oggi il motorsport non è più isolato dal contesto globale: ogni Gran Premio è il risultato di un equilibrio complesso tra passione, business, logistica e, sempre più spesso, geopolitica.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.