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Le auto elettriche portano meno lavoro in officina. Ecco come marchi come Toyota stanno reagendo

Le auto elettriche portano meno lavoro in officina. Ecco come marchi come Toyota stanno reagendo

Meno manutenzione, meno ricavi: l’effetto dell’elettrico sulle officine

La transizione verso la mobilità elettrica non sta cambiando solo ciò che guidiamo, ma anche come l’intero settore automotive guadagna. Nei mercati più avanzati, il modello di business post-vendita è già sotto pressione.

In Norvegia, laboratorio globale dell’elettrico dove il 96% delle nuove immatricolazioni è a batteria, i ricavi da officina stanno crollando. Un dato è particolarmente eloquente: gli interventi sui modelli elettrici generano per l’importatore Volkswagen il 46% in meno di entrate rispetto alle vetture con motore termico.

Il motivo è tecnico prima ancora che economico: meno parti in movimento, niente olio motore, niente frizione, niente scarico, meno usura di freni grazie alla rigenerazione. Risultato: meno ore di manodopera, meno ricambi, meno passaggi in officina.

Garanzie lunghe e tagliandi in rete ufficiale: la contromossa dei costruttori

Per compensare il calo fisiologico dei ricavi da manutenzione, diversi costruttori stanno alzando l’asticella sul fronte delle garanzie, legandole però in modo stretto alla rete ufficiale.

Marchi asiatici come KIA, Mazda e soprattutto Toyota hanno già implementato programmi che estendono la copertura nel tempo a patto che il cliente esegua i tagliandi presso la concessionaria o l’officina autorizzata. È un modo per trasformare la garanzia in uno strumento di fidelizzazione e di stabilizzazione dei ricavi post-vendita.

“Con Toyota Relax stiamo recuperando attivamente i clienti”, spiega Mario Köhler, direttore generale di Toyota Germania, al magazine Automobilwoche. La logica è chiara: se il fatturato dalla vendita di auto nuove è sotto pressione in tutto il settore, si compensa con un post-vendita più solido, strutturato e continuativo.

I concessionari accolgono queste iniziative a braccia aperte. L’argomento commerciale è fortissimo: poter dire al cliente che il marchio crede così tanto nella qualità dei propri veicoli da offrire una garanzia fino a 15 anni è un vantaggio competitivo evidente.

Lunga garanzia come leva di fiducia: dalla Cina all’Europa

Non solo i giapponesi stanno giocando la carta della garanzia estesa. I costruttori cinesi che sbarcano in Europa, come BYD o Chery, arrivano con pacchetti di copertura particolarmente generosi in termini di anni o chilometraggio.

In questo caso l’obiettivo è duplice:

  • rassicurare un cliente europeo ancora diffidente verso marchi poco conosciuti
  • compensare la mancanza di storia e reputazione con una promessa forte sul lungo periodo

Una strategia simile si sta vedendo anche in casa Stellantis. Brand come Citroën o Peugeot, che si portano dietro la fama di affidabilità non sempre impeccabile dei motori PureTech, stanno usando le garanzie estese per riposizionarsi. L’idea è chiara: ribaltare la percezione del passato con un impegno concreto sul futuro del prodotto.

Il post-vendita cambia pelle: dall’officina al servizio a 360°

Il dato di fondo è innegabile: l’industria automobilistica è nel pieno di una trasformazione che tocca ogni anello della catena del valore, dal progetto alla rottamazione, passando per il post-vendita.

Sempre più rivenditori stanno proponendo pacchetti di servizi dedicati all’usato: programmi di manutenzione, estensioni di garanzia, controlli certificati. Lo scopo è trattenere il cliente in rete anche dopo la prima vita dell’auto, quando tradizionalmente molti si spostavano verso le officine indipendenti.

Queste nuove forme di ricavo possono aiutare il settore ad “ammortizzare” l’impatto della riduzione di interventi sulle auto elettriche. Ma con l’avanzare della mobilità 100% elettrica, sarà necessario andare oltre: non basterà più vendere ore di officina, bisognerà vendere servizi, dati, energia.

Dettaglio Descrizione
Manutenzione meccanica Drastica riduzione su auto elettriche (meno organi soggetti a usura)
Ricavi da officina Fino al 46% in meno per gli EV rispetto ai motori termici in mercati maturi
Garanzie estese Usate per vincolare i tagliandi alla rete ufficiale e fidelizzare il cliente
Usato garantito Pacchetti di servizi per mantenere il cliente anche oltre la prima immatricolazione
Nuovi servizi Digitale, ricarica, abbonamenti a funzioni e software

Servizi digitali, ricarica e abbonamenti: il nuovo business dell’auto

Per non rimanere schiacciati tra margini ridotti sulle auto nuove e meno entrate dall’officina, molti costruttori stanno diversificando.

Da un lato crescono i servizi legati alla ricarica: wallbox, piattaforme per la gestione dei punti di ricarica pubblici, tariffe integrate energia+auto. Dall’altro lato si affermano i servizi digitali: aggiornamenti OTA, funzioni aggiuntive sbloccabili via software, connettività avanzata.

BMW ha iniziato a sperimentare piani in abbonamento per l’accesso a determinati equipaggiamenti o funzionalità, spostando parte del valore dell’auto dal ferro al software. Tesla è andata ancora oltre con il suo sistema FSD (Full Self-Driving), che negli Stati Uniti non è più acquistabile una tantum ma solo tramite sottoscrizione periodica.

È un cambio di paradigma: la vettura non è più solo un bene che si compra e si mantiene, ma una piattaforma che si aggiorna, si personalizza e si paga nel tempo.

Verso la mobilità elettrica totale: chi saprà adattarsi vincerà

Man mano che l’elettrico guadagna terreno, il vecchio equilibrio economico del settore salta. Meno interventi di manutenzione programmata, meno ricambi meccanici, più software, più energia, più servizi.

Chi saprà usare in modo intelligente strumenti come:

  • garanzie estese realmente credibili
  • pacchetti di servizio per nuovo e usato
  • ecosistemi di ricarica e servizi digitali integrati

avrà un vantaggio competitivo decisivo nella corsa alla mobilità 100% elettrica.

Per i marchi storici è una sfida di trasformazione. Per i nuovi player, soprattutto cinesi, è un’occasione per entrare in Europa con un modello di business già pensato per l’era dell’elettrico. Per i concessionari e le officine, è il momento di ripensare il proprio ruolo: meno “meccanici”, più consulenti di mobilità.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.