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Audi TT RS Roadster (8J): il cinque cilindri che mise in riga Audi Sport

Audi TT RS Roadster (8J): il cinque cilindri che mise in riga Audi Sport

Da coupé di design a vero purosangue RS

L’Audi TT RS Roadster è stato il momento in cui il TT ha smesso di essere “solo” un bell’oggetto di design per diventare un vero sportivo con pedigree. Per anni il TT è rimasto ai margini del mondo RS, complice una prima generazione con problemi di stabilità che costrinsero Audi a rivedere d’urgenza assetto e tarature.

Dalla totale assenza di versioni S nella prima serie, si è passati a una seconda generazione capace di fregiarsi del logo RS con una rabbia tale da mettere in imbarazzo persino i “mostri sacri” della gamma. Emblematico il crono a Jarama: 1’25”78, più veloce di RS4 e RS6. Solo l’R8 V10 riuscì a stargli davanti, e di appena 1,3 secondi, nonostante il divario enorme in termini di potenza.

Alla fine degli anni Novanta Audi viveva un periodo d’oro. La qualità costruttiva era ormai al livello di Mercedes-Benz, i TDI facevano numeri da record e qualsiasi novità si vendeva come il pane. Il TT fu il salto definitivo nel mondo delle auto “passionali”: un coupé che ribaltò gli schemi pur nascendo sulla stessa base tecnica di A3, Golf e SEAT León. Le magiche tre lettere “RS” arrivarono solo con la seconda generazione, sia sul coupé sia sulla versione scoperta, leggermente più lenta ma decisamente più emozionante grazie al coinvolgimento che offre a cielo aperto.

Il cinque cilindri con radici americane

Sotto il cofano del TT RS Roadster c’è il vero protagonista della storia: un cinque cilindri in linea da 2,5 litri. Curiosamente, le sue origini affondano in un motore utilizzato dal Gruppo Volkswagen sul Jetta destinato al mercato nordamericano. Da lì, però, il percorso è stato tutt’altro che banale: rinforzi interni, iniezione diretta, turbocompressore e una messa a punto degna di Audi Sport.

Il risultato? 340 CV e 45,9 mkg di coppia. Un propulsore che spinge deciso praticamente dal minimo e che, in seguito, finirà sotto il cofano anche dell’Audi RS3. È un cinque cilindri dal carattere pieno, con quella erogazione corposa e quel timbro di scarico inconfondibile che richiamano alla memoria i gloriosi Audi da rally, pur con una tecnologia completamente moderna.

Dettaglio Descrizione
Motore 5 cilindri in linea, 2.5 turbo
Potenza massima 340 CV
Coppia massima 45,9 mkg
0-100 km/h 5,06 secondi
0-1.000 m da fermo 24,9 secondi
Ripresa 80-120 km/h in 6ª Poco più di 6 secondi

Prestazioni da brivido, anche da Roadster

Il Roadster paga un centinaio di chili in più rispetto al coupé, ma i numeri restano da purosangue. Lo 0-100 km/h viene archiviato in 5,06 secondi e il chilometro da fermo in 24,9 secondi. Valori che, ancora oggi, mettono in difficoltà molte sportive moderne.

I consumi? Se ci si lascia tentare dal sound del cinque cilindri è difficile scendere sotto i 10 l/100 km. Ma quando hai tra le mani un’auto che copre l’80-120 km/h in sesta in poco più di sei secondi, quella media diventa un dettaglio facilmente perdonabile. Il TT RS Roadster non è nato per le percorrenze record, ma per spremere ogni goccia di benzina in emozioni.

Trazione integrale e precisione chirurgica

Come ogni vero Audi RS, anche il TT RS Roadster gioca una partita diversa rispetto ai rivali diretti, Porsche Boxster e BMW Z4 in primis. La carta vincente è la trazione integrale, che Audi commercializza come quattro, ma che in questo caso è basata su un sistema Haldex con frizione multidisco al posteriore.

In pratica, la maggior parte del tempo l’auto si comporta come una trazione anteriore, ma quando serve coppia dietro, l’Haldex chiude la frizione e trasferisce potenza al retrotreno. Il risultato è un’auto dal rigore sorprendente, con un appoggio sicuro e una facilità disarmante nel girare forte, anche in pista, per chiunque abbia un minimo di manico.

Non è però tutto velluto. L’assetto è decisamente rigido, fino al punto di risultare scomodo nell’uso quotidiano sulle nostre strade non proprio perfette. Proprio per questo il Magnetic Ride, optional da 1.395 euro all’epoca, diventava quasi obbligatorio: ammortizzatori a controllo elettronico che permettevano di smorzare un po’ la rigidità nei trasferimenti di tutti i giorni, senza compromettere la precisione quando si alza il ritmo.

Il “tasto del piacere”: Sport, sound e cielo aperto

La vera essenza del TT RS Roadster, però, si scopre quando si preme il tasto Sport. Non è un semplice gadget: la risposta dell’acceleratore si fa più pronta, l’elettronica affila i riflessi e, soprattutto, si apre una valvola nello scarico sinistro.

Da quel momento il cinque cilindri cambia voce: il timbro diventa più pieno, cupo e aggressivo, con scoppiettii in rilascio che, con la capote abbassata, arrivano diretti alle orecchie. È un pulsante che trasforma ogni galleria in un piccolo autodromo personale e che definisce l’esperienza Roadster molto più di qualsiasi dato di potenza.

Con il TT RS Roadster (8J), Audi ha dimostrato che il TT poteva indossare con pieno diritto le lettere RS: da coupé “di moda” a vera arma da pista, senza rinunciare al fascino e alle sensazioni di una scoperta ad alte prestazioni.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.