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36.381.000.000 €: l’ultima mossa di Akio Toyoda per la maxi‑acquisizione che può cambiare Toyota

36.381.000.000 €: l’ultima mossa di Akio Toyoda per la maxi‑acquisizione che può cambiare Toyota

Un’operazione senza precedenti nel mondo auto giapponese

Akio Toyoda, presidente ed ex CEO di Toyota, lavora da circa un anno a quella che può diventare la più grande acquisizione societaria mai realizzata in Giappone. Ora ha messo sul tavolo la sua ultima offerta, potenzialmente decisiva.

Toyoda è alla guida del primo costruttore automobilistico al mondo per volumi, con circa 11 milioni di veicoli venduti globalmente e 1,3 milioni in Europa, e una presenza dominante anche nei principali mercati europei. Ma è anche il nipote del fondatore di Toyota Motor Corporation e il bisnipote dell’uomo che ha dato vita all’azienda che oggi vuole riportare “a casa”: Toyota Industries.

L’offerta finale? 6,7 trilioni di yen, pari a 36.381.000.000 di euro. Una cifra che, se l’operazione andrà in porto, segnerà un record assoluto per il mercato giapponese.

Toyota Industries: le radici industriali del colosso automobilistico

Per capire perché Toyota sia disposta a investire oltre 36 miliardi di euro in questa acquisizione bisogna tornare alle origini del gruppo.

Nel 1867 nasce Sakichi Toyoda, geniale industriale giapponese. Nel 1926 fonda la Toyota Automatic Loom Works, azienda specializzata in telai automatici. Da quella realtà manifatturiera, nel tempo, si svilupperà Toyota Industries, oggi primo fornitore di Toyota Motor Corporation per componentistica, sistemi industriali e tecnologie chiave.

Da Toyota Industries nasce poi la divisione automobilistica: Toyota Motor Corporation viene fondata da Kiichiro Toyoda, figlio di Sakichi, come ramo auto della casa madre. Nel 1937 questa divisione si separa e diventa una società indipendente. È l’inizio della storia del costruttore che oggi domina il mercato globale.

Con il passare dei decenni, Toyota Motor Corporation cresce fino a diventare il primo costruttore mondiale. Toyota Industries, rimasta fortemente integrata nella catena del valore, continua a essere un fornitore strategico per tutto il gruppo, in particolare per la meccanica di precisione, la logistica industriale e le tecnologie di produzione.

Da aprile dello scorso anno, Akio Toyoda – nipote di Kiichiro e bisnipote di Sakichi – ha un obiettivo chiaro: riunificare, di fatto, la casa automobilistica con l’azienda originaria del bisnonno, consolidando il controllo sul principale fornitore del gruppo.

L’ultima offerta da 36,381 miliardi di euro

Quasi un anno fa si era parlato di una prima proposta da circa 37 miliardi di euro. Da allora Toyota ha presentato due offerte più basse, entrambe respinte da investitori esteri di Toyota Industries, che lamentavano un trattamento ingiusto e una valutazione troppo prudente dell’azienda.

Il punto di svolta arriva con il comunicato diffuso oggi dal costruttore giapponese. Toyota avrebbe raggiunto un accordo con Elliott Investment Group, uno dei principali azionisti di Toyota Industries, con il 5% del capitale e tra i più critici verso le precedenti offerte.

Secondo i termini concordati, Toyota è pronta a pagare fino a 20.600 yen – circa 112 euro – per ogni azione di Toyota Industries che ancora non possiede. Considerando che Toyota Motor Corporation e le sue controllate detengono già il 38% di Toyota Industries, questa valutazione porta l’esborso complessivo potenziale alla cifra di 36.381.000.000 euro.

Si tratta di un rialzo fino al 9,6% rispetto all’ultima proposta presentata, un segnale chiaro della determinazione di Akio Toyoda a chiudere l’operazione.

Dettaglio Descrizione
Valore totale offerta 36.381.000.000 € (6,7 trilioni di yen)
Prezzo per azione 20.600 yen (circa 112 €)
Quota già posseduta da Toyota 38% di Toyota Industries
Principale azionista estero Elliott Investment Group (5%)
Incremento rispetto all’ultima offerta Fino al +9,6%

La posizione degli investitori e l’effetto sul gruppo Toyota

Elliott ha dichiarato che accetterà i termini della nuova proposta, definendola “un risultato migliorato per gli azionisti di minoranza” e sottolineando come l’operazione possa favorire la riduzione delle partecipazioni incrociate all’interno del gruppo Toyota e, più in generale, nel mercato giapponese.

Il nodo delle partecipazioni incrociate è da anni un tema caldo nella finanza nipponica: ridurle significa aumentare trasparenza, efficienza e allineamento degli interessi tra management e azionisti. Per Toyota, riportare sotto un controllo più diretto Toyota Industries significa anche:

  • rafforzare la sicurezza della supply chain in un’epoca di transizione verso l’elettrico e l’ibrido plug‑in
  • integrare meglio ricerca, sviluppo e produzione di componenti chiave
  • ottimizzare costi e investimenti industriali a lungo termine

Per un costruttore che sta giocando su più tavoli – ibrido, elettrico a batteria, idrogeno – avere il pieno controllo di un fornitore storico come Toyota Industries è una leva strategica enorme.

Con il via libera di Elliott Investment Group, questa ultima offerta ha tutte le carte in regola per trasformarsi, nei prossimi mesi, nella più grande acquisizione mai realizzata in Giappone. Un’operazione che non avrà solo un impatto finanziario, ma che può ridisegnare gli equilibri industriali del gruppo Toyota in una fase cruciale per il futuro dell’auto.

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Mario Bruno

Mario Bruno

Ex giornalista automobilistico con molti anni di esperienza nel settore. Oggi, attraverso il mio blog, condivido la mia passione per i motori: dalle innovazioni tecnologiche e dai consigli pratici sulla manutenzione alle emozioni del motorsport. Il mio mondo si muove su due e quattro ruote.